Vedi che di Soul in Italia si vive? E ripetiamolo ancora una volta, non c’è solo Giorgia!
Michela Gazzolo – o Micky G., come a volte si fa chiamare – è una voce che danza tra le ombre del soul e le luci del Jazz, scivolando sul velluto del blues e brillando tra i riflessi funky. La sua musica non si ascolta soltanto: si respira, si attraversa, come un morbido viaggio in auto tra mare e colline. La sua voce danza tra RnB & Soul, ma persino house & dance, passando ovviamente dal Gospel: lavorando anche come corista con grandissimi nomi sin dagli anni 90, cioè povera me! Non ne sapevo niente: Gioventù buttata!
Ma partiamo subito dagli ascolti: parliamo del suo album Hypnotic Essence, edito da IRMA records, è uscito nel 2022 nel giorno degli innamorati, e non a caso è una carezza…elegante… lunga 11 brani. Tra inediti e riletture, ci si può sedere in poltrona e godere di versioni di standard e brani originali ben costruiti, ma soprattutto e diciamolo, finalmente, “sentiti”con l’anima! Un linguaggio che Micky ha assorbito e reso suo, e credetemi una italiana così black ne avrò sentite 3 o 4 in tutto fino ad ora… Esempi?! Ascoltate qui You go to my head riarrangiata con un intro di bimbi che cantano il brano così come è stato scritto ma poi la band attacca un solido e sognante groove funky, https://music.youtube.com/watch?v=G9TiiG9s0a8&list=OLAK5uy_ldKGq6-v3SEtjUULSUN8hm_pG3UlXBv2I e allora Micky diventa pittrice e costruisce un mondo sospeso, dove ogni nota è scelta con cura, sensualità e intensità. Sentite questa difficile versione della splendida e tristissima Angel Eyeshttps://music.youtube.com/watch?v=EICtrb3RV0c&si=spmYxwSlTg_R2pd4
Non è un nome qualsiasi: ha condiviso microfoni e magie con artisti come Aretha Franklin suo figlio Teddy Richards e Jean Michel Byron come corista. La sua voce ha superato dei bei Test ! Poi,ha fatto da eco ad artisti italiani e internazionali, passando con grazia dal soul alla dance, dal cinema alla TV. Canta storie che sembrano sogni, sin dal 1998 gli album “Reaching Up the Sky”, “Seasons of Love”1999, passando per Everybody Change” 2000 e “Stay”2009 ma trovate la lista completa di album qui https://indexmusic.it/articoli/hypnotic-essence-il-nuovo-album-di-michela-gazzolo-per-irma-records/ in altre parole ogni anno ha pubblicato un gioiellino.
Ed è proprio una di quelle voci che misteriosamente quando canta, anche il tempo rallenta… ascoltate questa You will never know https://music.youtube.com/watch?v=DAyQWWTbywA&si=Jcl29bdR_VBwmoFt non sentite un retro gusto di di Billie Holiday un po’ misto a Macy Gray ?
E questa gestione della metrica delle parole, insomma le sue interpretazioni sicuramente sono influenzate anche dalla sua vita alternativa da attrice. Ho scoperto infatti che ha sperimentato “la forza delle parole, del silenzio e del respiro”con il teatro, guidata da maestri come Fersen, Scaparro e Albertazzi. Ma è con il canto che ha trovato casa: una casa fatta di palchi, luci, studi di registrazioni, attività da corista e incontri….e poi dall’Italia agli Stati Uniti, è volata in solo con la sua band “Da Face“, ha portato il cuore in viaggio, accompagnata da suoni neo soul e atmosfere funky ben dosate da musicisti di talento e di qualità. E non è scontato!
Ascoltate questo brano originale di cui c’è un video, il brano principale dell’album. Ha proprio un buon groove e che con la delicatezza del suo fraseggio ti fa dimenticare cosa stavi facendo- My oh My https://www.youtube.com/watch?v=_eCQQKM1Ztg
E’capace di passare da suoni leggeri, caldi… a belting Notes potenti e vigorose a sfogare quel dolore, quel desiderio, quella fame che il blues sa raccontare ed esorcizzare molto bene: e non è tutto…ascoltate qui la bellissima You don’t know what love is https://music.youtube.com/watch?v=X7htdQfKzk4&si=fMmk-984uE1Gv8mJ sentite come dialogano lei e il sax ?
Insomma per concludere,Hypnotic Essence, è un invito ad ascoltare con il cuore. Perché Micky non interpreta: incanta. E se viene in una delle vostre città, andate ad ascoltarla subito! —- Qui trovate il link per l’album intero via youtube https://music.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_ldKGq6-v3SEtjUULSUN8hm_pG3UlXBv2I E lo trovate anche disponibile su :
Avete presente la bellezza e la varietà del territorio sardo? Le sue meraviglie, antiche e nuove? Un paesaggio così diversificato e dai contrasti forti che tenta disperato di restare puro? La discografia di oggi detta ancora categorie troppo strette per essere prese in considerazione. Il mercato procede nel suo torpore generale. Ma ci sono artisti che vanno avanti e tirano fuori quello che è davvero moderno e cioè se stessi con tutti i contrasti del caso. In altre parole,qui siamo un po’lontani dallo solito Jazz-swing- contemporaneo; diciamo che qui si può parlare di Musica Contemporanea e sperimentale, dove il Jazz è la base ma in questa lingua qui si presenta di tutto: suoni provenienti dalla folk sardo, dalla vita personale di Daniela che usa il dialetto, e poi una lingua inventata, composta da frammenti di gallurese, italiano e fonemi creati ex novo…e poi l’elettronica si incontrano e si muovono assieme, generando orizzonti e atmosfere meravigliose.
LIVE Daniela Pes @OGRTorino Ascoltate come tutto l’arrangiamento parte dal basso, dalla semplicità, da suoni molto bassi e sale https://www.youtube.com/watch?v=TtA_yHrVDC4 Qui partiamo in un viaggio nuovo, tutto da scoprire, con ogni brano, un paesaggio emotivo nuovo, sempre parte di un racconto però, che supera questo tempo.
Qui si fanno i conti con il presente, un presente multilinguistico, multi culturale, multi-personale, multi-anima-…multi e basta.
Dalla Biografia scopriamo che: Daniela Pes classe ’92, nata a Ozieri, ha sempre giocato con la musica sin da piccola pensate da quando aveva tre anni…poi ha studiato da autodidatta e si è messa in riga con gli studi, ha conseguito una laurea in Canto Jazz con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio Luigi Canepa di Sassari nel 2017. La sua tesi era incentrata su Ella Fitzgerald. Inoltre, ha ricevuto una borsa di studio per i Seminari Estivi di Nuoro Jazz, diretti da Paolo Fresu, che le ha permesso di esibirsi a Time in Jazz e all’Harp Festival di Rio de Janeiro.
Sentite questa Close to youhttps://www.youtube.com/watch?v=5ApX_2zLV2U qui si stava per laureare ed era già chiaro dove stesse andando e con quale tenacia e arroganza positiva.
Ed oggi presenta dei progetti attuali: mistico, onirico,vero e se posso dire attraverso una palette di suoni che attinge dappertutto. Neanche riesco a creare un elenco completo di quello che percepisco, tra soluzioni metriche o ritmiche, poi gli arrangiamenti,le armonie così pure,che non cercano artefatti, i suoi discorsi scorrono spontanei, giusti. Ed è proprio quello che sentiamo dentro. Lei tira fuori “Noi” , ci sentiamo colpiti, ci mette davanti alle nostre emozioni reali. Per quanto oscure possano essere…
Ecco ascoltate questo disco che io ho trovato illuminante Spira (2023)https://youtu.be/MszWj039ZvA?si=LfR7LbFvE6B–6-4 che è l’album d’esordio della cantautrice: Ci troviamo davanti un’opera che sfida le convenzioni musicali. Pubblicato il 14 aprile 2023 da Tanca Records, etichetta fondata da Iosonouncane, che ne cura anche la produzione, Spira si è aggiudicato il Premio Tenco come Migliore Opera Prima del 2023
La voce di Daniela è onesta: un richiamo, un lamento… e poi una luce, una carezza nella disperazione.Per quanto doloroso questo mondo raccontato nei diversi brani dell’album, ci ritroviamo al sicuro nel colore del suo timbro caldo, intenso, autentico. Sì, le mie amiche cantanti diranno vabbè, ma questo strascicarsi e trascinarsi, toccare i suoni con questa leggera sofferenza, sporcarli… è così simile al canto sentito oggi in generi pop,o indie e rock, ma Daniela dentro ha molto altro: vediamo il contesto in cui questi suoni sono usati, e l’insieme, le parole che usa e come! Ed ecco allora un quadro strabiliante, unico,che sa di nuovo!
La musica si allontana da quel che va di “moda”oggi,ma allo stesso ingloba suoni… e Daniela racconta la sua storia. – Potrete dire in certi momenti…ma si, è simile ad Elisa anzi no…Bjork, Aurora? No,no…c’è un po’del canto tradizionale sardo…quella lì,come si chiama? Eh, oh!! Si chiama Daniela Pes e questo suo mondo è unico e originale: va ascoltato per capirlo!
Soprano intenso, leggero, spericolata direttamente dalla Sicilia, Daniela Spalletta si avvicina alla musica fin da bambina “Perchè da piccola aveva sempre voglia di cantare” e inizia a studiare canto a 14 anni. E prosegue contemporaneamente all’università con il corso di Canto Lirico presso l’Istituto Musicale “V. Bellini” di Caltanissetta. Ma Daniela da come si puo’ ascoltare nei suoi concerti,non ha solo la preparazione della “musica classica”ma una vera ossessione per il canto e le sue verità, dall’estrosità del gioco barocco alla sacralità di canti antichi; tutto rientra nelle sue corde…le piace il concetto di esplorare, giocare con quel suo bellissimo strumento che glielo consente benissimo! Che poesia! Ascoltate qui: https://www.youtube.com/watch?v=AVq_Z5UuGgQ
Ma se vogliamo sentire l’arte dello scat questa collaborazione ci da molto materiale per gasarci: in pratica una lezione di musicalità D Birth (feat. Urban Fabula) https://youtu.be/uklYgAHpHXw?si=g7cVAu0fvcZ6gPvf
Successivamente, si laurea in Canto Jazz con il massimo dei voti, Menzione e Bacio Accademico presso il Conservatorio “V. Bellini” di Palermo. Ma è attenta a tutto,blues,soul, pop, rock, folk…insomma tutto quello che la emoziona, e le comunica qualcosa che anche lei deve comunicare. Nella sua bio si legge che: “Ha studiato con importanti musicisti come Giovanni Mazzarino, Rosalba Bentivoglio e Vito Giordano, partecipando anche a seminari con artisti del calibro di Steve Swallow e Maria Pia De Vito.” E queste esperienze si sentono tutte, sentite qui questo brano….But not for me https://youtu.be/njSkCGEuQkg?si=zVyMja2iVso76roe
Daniela ha collaborato con artisti di rilievo come Gegè Telesforo, Enrico Intra, Fabrizio Bosso, Max Ionata e Seamus Blake. Nel 2019 si è classificata al secondo posto al prestigioso “Sarah Vaughan International Jazz Vocal Competition” negli Stati Uniti.
Ecco ascoltate qui questa botta di vita: Il Mondo in Testa con Gegè Telesforo…anche noi ora abbiamo ora un mondo poliritmico in testa o no?!? E’un inno! https://www.youtube.com/watch?v=qBp4jQHTdz0
Oltre all’attività artistica, Daniela è anche docente di Canto Jazz presso diversi conservatori italiani, tra cui l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Arturo Toscanini” di Ribera, il Conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia e il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste.
Daniela ha pubblicato tre album da leader:
D/Birth (2015)
Sikania (2017), con testi in lingua siciliana
Per Aspera ad Astra (2021), inserito tra i “100 Greatest Jazz Albums” dalla rivista Jazzit.
Altre info qui
Per approfondire la sua musica e i suoi progetti, il sito ufficiale: danielaspalletta.it
Paola Luffarelli è una chitarrista, compositrice e cantante brianzola, ha studiato presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia ed è stata una delle pioniere e beniamine che dagli anni 90 arricchiva la vita musicale dell’area di Milano e dintorni, quando ancora si poteva suonare in giro (senza troppe paranoie economiche ) e c’erano festival e locali e ricchezza culturale viva e vegeta. Una cantante dalla voce decisa, corposa, capace di ottima estensione vocale e un tecnica rilevante. Una mente che con altre cantanti italiane Jazz dell’area milanese ( vi avevo parlato di Daniela Panetta no? leggete l’altro articolo allora!) hanno realizzato progetti interessanti che sperimentando senza paura,rendevano viva la scena musicale italiana. Paola è anche la voce dell’ensemble “Vocaland” (info ->https://www.facebook.com/PaolaLuffarelliVocal andEnsemble/?locale=it_IT La sua scrittura, il suo vivo mondo poetico incontra nel Jazz la massima libertà di espressione. In quest’album Nothing to Lose del 2014 include sia brani del Vocaland ensamble che standard che hanno accesso la fantasia e la creatività di questa incredibile compositrice che non si stanca mai di esplorare e rielaborare scrivendo poi sia in italiano che inglese. Certo alcuni brani possono risultare difficili per alcuni dei miei lettori legati al pop e alla canzone cantautoriale, quindi dicamo così, che sono abituati a composizioni armonicamente lineari… o “quasi prevedibili” come possono essere gli Standard Jazz suonati mille volte in jam session….mentre quello che di particolare fa Paola e viaggiare letteralmente nell’armonia e nei generi, nelle parole. Per esempio ecco un brano che per caso ho scoperto durante un mio viaggio in Calabria l’anno scorso, mi ha ricordato la varietà e il mistero del cielo all’orizzonte appunto l’effetto chiamato Fata Morganahttps://youtu.be/63NFM9r9u2g?si=QBag1RROr23iZE7x
Paola dice in una intervista (di Carmela Tandurella, Giugno 2015) : “Ma a mio parere oggi il Jazz è da intendersi come sintesi di generi, ricerca di un linguaggio personale e di un rapporto elastico e complementare tra improvvisazione e scrittura.” Ed è questo che voglio presentarvi con questo articolo oggi. Il Jazz come musica che mangia tutti i generi esistenti e si reinventa perchè personale. Soggettiva. Che respira e si manifesta in base al musicista. Ascoltate questa ballad Spanish Moonhttps://youtu.be/eLK9htnAO0k?si=3fZsyTegVUmHvy7L
L’album che include brani come “Spanish Moon”, “Esclusivo e necessario” e “Caravan” è un album che accende con entusiasmo la voglia di divertirsi e sognare. Ogni brano che sentirete saranno acrobazie melodiche-armoniche e ritmiche, in brani che come obiettivo hanno divertire con la varietà dell’inaspettato, quel brivido che solo il jazz con i suoi ritmi che mescolano e passano dalla bossa-nova, all’afro, al latin …e anche ammiccanti al tango regala momenti di vita travolgenti e….”Inaferrabili”https://youtu.be/Wjxu717vcbE?si=O0CyAgVK61bHgnvu.
Bando alle ciance, stasera potete rilassarvi così…un buon chai the e…la decisa voce di Paola con l’estro improvvisativo della sua band.
Simona De Rosa è una cantante Jazz italiana originaria di Napoli, nota per la sua voce raffinata e la capacità di connettersi emotivamente con il pubblico e abbracciare con la sua musica culture e paesi di tutto il mondo.
Fin da bambina, Simona ha mostrato il suo talento musicale, iniziando a suonare il pianoforte a 10 anni. Durante l’adolescenza, si è appassionata al canto, esplorando generi diversi, dal classico al pop, fino a scoprire il jazz, che sarebbe diventato la sua grande passione. Ascoltate questa versione di Arrivederci, sentite come inizia il brano con dolcezza e una voce vellutata,e poi come cresce ed esplode in fuochi di artificio di colore e energia…e la band lo sente e la segue creando un’atmosfera di totale meraviglia! https://www.youtube.com/watch?v=Sw9f5R3BnDA&list=PLi-qLYHrMlFBAzD1RIdwYrvFpfMw9yF4h&index=4&ab_channel=PasqualeRenna
Nella sua Bio leggo che dopo una laurea in Scienze Geologiche all’Università Federico II di Napoli, Simona si è trasferita a New York per approfondire gli studi musicali. Qui ha completato un Master in Jazz Performance al Queens College nel 2014 e ha conquistato il pubblico con la sua prime esibizioni nella grande mela…ove lasciatemi vantare, io c’ero! E mi ha lasciato più di una volta a bocca aperta! Negli Stati Uniti ha quindi collaborato con musicisti di fama, esibendosi in contesti prestigiosi, come il Friars Club di Manhattan, su invito dell’attore e cantante Dominic Chianese.
Un’artista internazionale Simona ha raccolto successi in tutto il mondo, partecipando a concorsi internazionali e vincendo premi prestigiosi come il Big Band Jazz Competition 2010. Nel 2013, è stata scelta per esibirsi nei “Duke Ellington’s Sacred Concerts” al Colden Auditorium di New York.
vedete qui si sente il controllo di una voce collaudata coi i repertori Jazz più difficili…Simona sa cosa vuole e come vuole comunicarla. Davvero splendidi questi toni caldi, in pianissimo, le piccole inflessioni, gli abbelimenti, una voce che si riempe dolcemente di armoniche rendendo il timbro paradisiaco.
Nel 2023, ha intrapreso un tour in Polonia, presentando il suo album “Djenub”, un tributo alle culture del Sud geografico. un link per avere una idea generale https://www.youtube.com/watch?v=RApJQVkgHiY&ab_channel=SimonaDeRosa , qui la canzone che dà il titolo al brano “Djenub” https://open.spotify.com/intl-it/track/1OGr87FLp62QbNWKro12I6 E poi ascoltate qui. Ho scelto di farvi sentire questo brano malinconico e onesto, per farvi sentire le atmosfere intense…chi di voi non si rende conto di avere un’anima stanca?
Simona ha anche vissuto a Pechino, diversi anni e qui ha avuto modo di esplorare nuove sonorità e collaborare con artisti internazionali. Trovate qui una playlist di collaborazioni oltre oceano e non solo…canta anche in cinese: e riempie di tenerezza, e colore e poi potenza questa lingua a noi sconosciuta ma se pronunciata da lei è così emozionante che non importa conoscere il significato https://www.youtube.com/watch?v=CTWvmWHl0p4&list=PLi-qLYHrMlFBAzD1RIdwYrvFpfMw9yF4h&ab_channel=DangXuanLung
Simona è anche un’educatrice appassionata, portando il suo stile unico – una fusione di belcanto e jazz moderno – in scuole e accademie sia negli USA che in Cina e Europa…pensate un po’quanto è avventurosa la nostra Simona! Daltronde per me la sua tecnica canora è ottima,non darò dettagli tecnici sul sostegno o l’appoggio ecc…ma sentirete chiaramente che la sua voce è briosa, irriverente, spericolata e anche profondamente emozionante. Esempi svariati tra i suoi album di Jazz Standard: Waves e My travel ad esempio.
Nel tempo Simona ha realizzato inoltre diverse Jazz Vocal Masterclass,nel 2023 e 2024 leggo di ulteriori importanti collaborazioni con alcune scuole in Europa, passando anche da Almaty, Kazakistan arrichendo ancora di più il suo universo sonoro.
Insomma ovunque vada questa ragazza è un vulcano di energia e buona musica. Non perdetevela se passa dalla vostra città, vi assicuro un concerto che diverte, arricchisce, e …che scaccia i pensier’!!
Per apprezzare il talento di Simona De Rosa, potete guardare una delle sue esibizioni dal vivo al Jazz at Lincoln Center:
O andare su uno dei suoi canali essendo presente anache su Simona De Rosa Spotify ricordatevi di aggiungerla alla vostra playlist personale, dalle Ballads al Uptempo è… tutta una meraviglia!
Mi hanno detto di rallentare e prendermi un momento. Per poter fare il passo, essere cambiamento. C’è chi dice “molla tutto, vai in montagna, uno, due, tre mesi. Allontanati, cerca chiarezza nel silenzio.” Chi dice di imparare a fare meditazione e prenderti ogni giorno 10/15 minuti fino ad arrivare ad un’ora. C’è chi dice, un anno sabbatico, l’aspettativa, 11 mesi di congedo dall’ azienda. L’azienda per cui lavoro o l’azienda “me stessa” ?!
Questa vita ti corre dietro e io non riesco a stare al suo passo. Al passo delle cose: del pranzo, del treno, dell’evento, del collasso del documento da formulare, dell’ora per cucinare, dell’ora di dormire, del primo canto e dell’esordire, del matrimonio, del primo vagito, della comunione, della morte e della ascensione. Al passo con una partenza, al passo dell’addio, “non è un addio è un arrivederci.” Dicono gli altri ma è solo un addio mascherato.
Di nuovo solitudine. Di nuovo il peso del vuoto. La ruota gira. Gira sempre, in costante corsa, con disciplina. L’unica cosa disciplinata e sotto controllo. E’ineluttabile. Ed è una sensazione che avverto da quando ho percepito di essere cosciente e di non essere sola; c’è un mondo intorno che ti chiede di agire per sopravvivere. E allora devi agire. Danzarci assieme. Esserci a tempo. C’è tutto un mondo intorno.
Il training autogeno. L’ora dallo psicologo. L’ora della passeggiata nel bosco. Corrono anche questi minuti. Non credo che possiamo farci niente; credo che scappare meditando sia inutile. Perchè..lo diceva anche Freccia, “da te non ci scappi neanche se sei Eddie Merx”. Non so, non riesco a meditare. Vorrei in alcuni momenti buttare via tutto quello che mi circonda e basta. Guardare da fuori. Il distacco. Eliminare tutto. Creare il vuoto. Vivere ma essere leggerezza e vuoto.
Cominciavo a rinunciarci poi finalmente una buona notizia. Esiste una Jam Session in stile newyorkese qui a Milano, proprio per le cantanti Jazz! Sia professioniste che amatoriali, studentesse e appassionate. Con gioia vi racconto che è finalmente successo, e ho potuto cantarci anche io.
Milano, con la sua diversificata e vibrante scena culturale ospita una volta al mese un evento imperdibile per chi come me è alla ricerca di voci nuove del mondo variegato del Jazz: “Vociferando- in a Jamming vocal mood”. Questo evento è uno showcase,una possibilità, un momento di condivisione per musicisti e cantanti fondamentale e necessario a mio parere… che si sviluppa come concerto e Jam session per cantanti Jazz che celebra la diversità vocale e sonora, e che attira appassionati di musica e curiosi desiderosi di esplorare l’avventuroso mondo dell’improvvisazione Jazzistica, ma non solo!
L’ultimo evento si è tenuto il 12 maggio 2024 in una delle particolarissime location informali e suggestive di Milano, Il “Rob de Matt”. L’ambiente è stato perfetto per creare un’atmosfera informale,divertente, accogliente. Le luci soffuse, il giardino e l’acustica eccellente hanno contribuito a rendere l’esperienza ancora più magica.
Le performance di “Vociferando” hanno spaziato da esibizioni di cantanti emergenti a veterane del panorama musicale. Ogni artista ha portato sul palco la propria unicità, offrendo al pubblico una vasta gamma di generi e stili vocali. Un momento saliente della serata è stata l’esibizione di Paola Luffarelli, che ha incantato tutti con una voce intensa un repertorio che viaggiava dallo swing esaltante di Pretty Eyes alle ballad più emozionanti, brani come SkyLark, Blue in green e Soaring (Lotus Blossom) di Judy Niemack. Insieme a lei tre meravigliosi musicisti quali Fabrizio Bernasconi, Marco Gamba e Alessio Pacifico.
A seguire la Jam session dove fantastiche voci del panorama milanese si sono susseguite in un gioco musicale via via sempre più difficile:da Claudia Bernath a Margherita Fossati, a Clouzot Clementi e Laura Fedele per concludere con le indimenticabili performance di Daniela Panetta ed Eleonora D’Ettole le organizzatrici dell’evento.
Queste ragazze sanno cos’ è lasciarsi andare e godere ogni istante dell’improvvisazione vocale. Spaziando nel repertorio Jazz classico, swing, bossa, latin, funky… e ravvivandolo ognuna con la sua personalità. Quale scuola di musica può essere una Jam Session. Quale momento di condivisione e comunicazione può essere una Jam Session!
L’organizzazione dell’evento è stata impeccabile, gestita da Daniela Panetta e Eleonora D’Ettole. L’accesso alla venue era ben gestito, e il personale si è dimostrato cordiale e disponibile ma si sa passare una serata al Rob de Matt è come stare in famiglia.
Il pubblico di “Vociferando” era variegato e entusiasta. L’interazione tra gli artisti e i partecipanti ha aggiunto un ulteriore livello di coinvolgimento. Gli spettatori hanno apprezzato la possibilità di avvicinarsi agli artisti durante le pause, creando un senso di comunità e condivisione. “Vociferando” si è rivelato un evento straordinario, capace di unire persone attraverso la potenza della voce e della musica. Milano, ancora una volta, si conferma una città all’avanguardia nel promuovere eventi culturali di alta qualità. Non vediamo l’ora della prossima serata del “Vociferando Jazz Collective” : il 23 Giugno e il 12 Luglio, aspettando di assistere a nuove scoperte e talenti emergenti e raccontarvi più nel dettaglio…a Presto.
Oggi è una di quelle giornate dove la sensazione di essere fuori posto e fuori tempo è devastante…così mi sono messa a cercare canzoni ed ho scoperto che si è creata una nuova categoria, le canzoni “motivazionali”. Pensate un po’ si passa dai Survivor “Eye of the tiger”, a Ligabue & Vasco, da Elisa a Joni Mitchell,al Jazz “You must believe in Spring...” sino al soul di Aretha Franklin e l’ RnB di Indie Arie, Willow (la figlia di W.Smith), Jacob Collier….ma ecco la sorpresa, ho trovato questa perla nascosta di cantante /cantautrice orgogliosamente italiana: Arimatea.
Mi stupisce scoprire che non sia americana, il suo accento inglese, il groove (live https://www.youtube.com/watch?v=h9I4TvBSDBo) è perfetto…invece scopro che è italianissima, ligure! Poi che ha vissuto in diverse città del mondo tra cui New Orleans, Cina, New York e Londra, esperienze che hanno arricchito la sua musica con una prospettiva globale.
Si può notare al primo ascolto che il suo stile fonde elementi di R&B, Soul, Pop e Jazz. Ho persino trovato una piccola chicca, una freschissima versione di A-tisket nel suo canale https://www.youtube.com/watch?v=A25ZMymfyKw per poi scoprire che nel 2006 aveva fatto un album in cui ci sono standards… Le sue influenze musicali che includono leggende come Whitney Houston,Celine Dion, Nina Simone, Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Billie Holiday, Aretha Franklin, Etta James, Alicia Keys e Randy Crawford… si possono riconoscere nel suo fraseggio, nell’intenzione vocale e nelle interpretazioni, nel tocco di amarezza e insieme voglia di rivalsa che si ascolta in ogni parola. Ascoltate questo brano si chiama The Best I Canhttps://open.spotify.com/intl-it/album/3sFLCvqRzMuBA4pIdRYELE?si=_jPfY6qET8eyZxPX0w7g_w feat.con Frida Bollani Magoni C’è anche il video:https://www.youtube.com/watch?v=aCP9clY8U58
Ma torniamo alla sua storia, Arimatea che canta da quando ha iniziato a parlare…ha poi pubblicato il suo primo album nel 2006, partecipato a vari proegetti negli anni, in giro per il mondo, ed è tornata con nuovi singoli nel 2021. La sua musica è caratterizzata da melodie soul e testi introspettivi che trattano temi di resilienza, autodiscovery e amore trasformativo. C’è una potenza, una tendenza a reagire, a voler amare e una spinta alla vita nella sua musica che mi ha commosso, è ineguagliabile. Per darvi altri esempi ascoltate “I Don’t Need You” https://open.spotify.com/intl-it/track/5XWR0ms4BK5Zflecsjg4Xb?si=79e6c3e225bf476c
Nel 2021-2022, ha vinto il premio “Best Artist of the Year” dal Modern Soulful Musician Award, riconoscimento che sottolinea il suo impegno nell’uso della musica come mezzo di liberazione emotiva e crescita personale.
Il 10 maggio 2024 scopro che è uscito un nuovo singolo dal titolo Loved–I am sorrounded by love, dedicato all’amore, quell’amore che spesso dimentichiamo,che ci circonda ma che il caos quotidiano non ci fa vedere. Ci ritroviamo con la mente annebbiata e il cuore appesantito…però poi ascolti queste parole e… “The things that we long for, We dread the most, Hiding our sorrows, Turns them in ghosts…Walking through old pain Feeling that cry Allows you to let go Then pain becomes gold…I am surrounded, surrounded by love“.
Bè dalla strofa al ritornello è un crescendo liberatorio… gioia&speranza fanno capolino nel silenzio, e non è più pesantezza, ma soffice serenità che ci apre gli occhi all’amore che ci circonda: https://open.spotify.com/intl-it/track/7B0s1QxGTtn40kFQHY3sbo?si=802cae0fa8284eec ha un chè di divino no? Sembra dedicata anche a Dio.
Oggi Arimatea è anche dedita all’insegnamento del canto, al life-coaching (non avevo dubbi dato il controllo vocale che mostra quando canta,”sembra un disco”) ed ha creato una pagina dedicata all’educazione vocale, con il suo progetto educativo “True Voice” https://www.youtube.com/watch?v=JoMiYNsqMrg&list=PLdwrgp40KgQgyWBWGP8D_BFN1jysek9YO metodo rivolto a chi si sente confuso, sfiduciato e magari intimorito dal mondo della performance vocale. Arimatea dimostra di essere in grado di capire profondamente la psicologia, l’emotività dietro il canto. Anche durante i workshop di gruppo dal vivo dimostra di sostenere la persona e la sua voce come un unico. Anche le voci più problematiche e disfunzionali trovano serenità dopo una lezione con lei. Tutto quello che importa è lo studio del proprio vero suono: il suo approccio vuole portare l’allievo a sentire, capire e percepire le vere sfumature della sua voce, senza costruzioni dettate da imitazioni che spesso portano le voci a sembrare tutte uguali o artefatte. Il processo è di curare in ogni piccolo dettaglio l’ emissione vocale, dalla vocale alla postura e posizioni di testa/bocca/laringe. Ma sapete come divento tecnica se inizio…quindi vi lascio scoprire il suo metodo da qui, seguite questo link per maggiori info >https://www.youtube.com/playlist?list=PLdwrgp40KgQgyWBWGP8D_BFN1jysek9YO (da questa playlist potete avere un assaggio, e intanto apprendere soluzioni per la voce mindblowing). Poi troverete su Facebook il gruppo dedicato.
Però ragazzi, se mi sto incuriosendo,facendo ricerca sull’incredibile scena Rap”barese”di Mama Marjas o di Miss Fritty, che ha influenze diverse da quello di Milano,Roma, Torino, Napoli, Parigi, Bruxelles,Budapest, Stoccolma, Vietnam, Tokyo, Senegal ecc ecc …lo devo comunque al macello che Serena Brancale ha fatto con U baccalàhttps://www.youtube.com/watch?v=rfiAmbFr8Cg&ab_channel=L%27EdicoladelSud e i brani La Zia ecc… Pensa te, e io che avevo inteso il Rap come pura e arrabbiata espressione di protesta del popolo totalmente non soggetto a giudizi o a dinamiche di mercato da marchette devo rivedere tutto. Pensavo fosse esente…proprio perchè libero, a prescindere dalla latitudine e longitudine,dialetto o no. Non trovando più affascinante la musica popolare(folk) antica (esempio Trallalero Ligure, canti sardi, improvvisazione poetica), la gente,musicalmente intelligente, trova altre vie di comunicazione per lamentarsi dello Stato…delle cose. Oggi però mi ritrovo a parlare a Milano in ufficio di Rap Barese/ Pugliese e così via… di scena artistica pugliese reggae…
E a chi lo devo? alla mia ignoranza e svalutazione totale della scena musicale barese ok(non ho mai approfondito) ma lo devo anche al “buon” marketing selvaggio del Baccalà. Se non ascolti il genere, diciamolo scomodamente… è colpa di Serena. Ma questo ci racconta anche altro su come va il mondo & le sue pecore. A livello musicale, non si fa nessun problema U Baccalà: resta un brano superficiale, non etico, un gioco. Il beat è molto interessante, il ritmo e il groove pure. Serena ha un buon flow, non incespica:sprecato per quel testo,è chiaro.. Ma almeno ci fa discutere! Grazie poi al dissing di risposta delle colleghe musiciste oh…mi ritrovo a fare conversazioni di piazza su ‘sta vicenda https://www.youtube.com/watch?v=rfiAmbFr8Cg&ab_channel=L%27EdicoladelSud
Ah…mi toccherà scrivere un brano swing “all’altezza” allora.
Allora,passiamo oltre: nella scena musicale barese, ma direi PUGLIESE (così come in tutte le scene musicali) abbiamo delle professioniste: come lo capiamo? Momento tecnico:
il “fraseggio” di questa storica rapper portavoce del reggae è Incredibile.
Riesce a pronunciare sillabe quasi a 200 BPM di metronomo,resta intonata, il suono è pulito, ricco, preciso,si capisce cosa dice, ed è degna dei migliori rapperameriggani..anche se sta usando una base delcaszo, la sua voce, le sue rime sono belle e perfette;incalzano, piene di significato,non vuote …qui capisci che non è un gioco. Uno scherzo. Un tiktok. Emerge dietro questa robina qui di 2minuti, quasi tutta la storia del Rap nostrano,il suo significato profondo di reazione e azione; come si incrocia con altre culture, come le unisce, come Unisce…non è solo dimostrazione della capacità tecnica e conoscenza del linguaggio musicale: è proprio parte della comunicazione moderna. Antropologicamente è meraviglioso.
Miss Fritty per contro nella sua colorata risposta dice anche che Serena è “brava a fare Jazz”,ma direi che ehm..Sni, ci sta lavorando ancora e ne avrà. Il Jazz è molto complesso e so che non lo sapete,e lei è molto di più immersa nel soul, nel RnB, nei groove usati nel Rap e ci starebbe bene nel mondo Jazz/Rap. E questo amici miei dovete approfondirlo… cioè non perchè ci sia stata, ma non avete idea di dove sta andando la musica se non andate a NY. Nel senso ampio del termine, non è NY città, ma l’estero Tutto.
Approfondendo là dove è nato, si scopre che lo stile inizia negli anni 80 e proprio attraverso il Jazz che si “sporca”e arricchisce..ed oggi continua a rimescolarsi in modi che noi non possiamo concepire. Perchè il Rap fa così:nella nazione dove approda si arricchisce del linguaggio ritmico& armonico locale e cambia…anche in India per dire…vabbè direte voi,come succede in realtà per la musica e per le arti in generale: cioè se uno si deve lamentare, sublima attraverso l’arte e usa quello che conosce, la sua Cultura e spesso passa dal Rap.
Quindi come per tutto quello che non conosciamo, si sta guardando la cosa da un punto di vista superficiale, riducendo questo scambio, questo “dissing”/guerra verbale, nel solito chiacchiericcio pubblicitario fine a se stesso. Qua parliamo di marketing, strategie, e il mondo non è un cartone animato di Pollon, che dopo il papocchio c’è un happy ending con polverine stellari… quindi everyone (in the industry)shut the ### up a montate l’onda. Facciamo un passo verso l’alto …complimenti a tutte per le risposte musicali a Serena, ma vogliamo di più! Ora che si è creata una breccia, fatevi conoscere meglio al”Nord”di Italia e …del Mondo!
Considerando che in ogni città c’è sempre ” uno più bravo” non lasciate che l’invidia distrugga qualcosa che può essere l’inizio di ricerca musicale e sperimentazione libera: qui state parlando di fuffa, vi state perdendo l’occasione…ora è tempo di interviste, di articoli, di dare spiegazioni ai più piccoli e agli adolescenti,agli illetterati,per aiutarli a sviluppare il gusto per la musica, imparare a capire e leggere la realtà: decidere cosa fare,cosa ascoltare che sia degno, perchè tutti sono persi in questa rete,internet-“spider”WEB che sta liberando e diffondendo molte informazioni ma contemporaneamente sta imbrigliando le menti.
E si è Sbagliato far memorizzare a mezza Italia bestemmie e parolacce…copiare le performance e le idee altrui, qua siamo a limite del plagio di immagine…ma chi non lo fa? Non è scorretta Serena o il team, è tutto scorretto! Tutto il sistema… non va bene affatto!
Questo è Profondamente Fastidioso: senti certe parole in bocca ai bambini …. Ma dal festival di Sanremo, dalle radio, da youtube che linguaggio arriva?! A me da fastidio sentire una bambina di 8 anni cantare “ho visto lei che bacia lui,che bacia me che bacia stoc” …come io cantavo la sigla di Sailor moon. Ma voi dierete:dai è una canzone di musica leggera,ed è un inno alla libertà di noi donne che possiamo scegliere! ok…solo che lo ha fatto anche Raffaella,ma con più stile. La musica per vendere è ridotta a delle filastrocche volgari e alienanti; da un lato riducono a gioco situazioni problematiche che sono vere…dall’altro spengono il cervello e la reazione al problema. Invece la musica serve per elaborare pensieri, prendere coscienza magari.
Le radio bombardano sempre le solite 40tracce a paese/ a stagione. Un supermercato di scemenze usa e getta. Quella libera trasmette le canzoni a cui sono scaduti i diritti, quelle super conosciute e economiche. Le parole sono importanti? !Ma allora perchè tutto quello che disegna il quotidiano si sta muovendo nella direzione del qualunquismo? Estrema semplicità delle immagini poetiche,riduzione del vocabolario,abbreviazione della durata dei brani, gratuita volgarità, semplificazioni talmente banali e suoni talmente vuoti che meglio senza…che va bene se ha uno scopo, ma qua a me pare che stiamo cantando che non serve avere contenuti o uno scopo! Siamo talmente disperati tra guerre, malattie e fame…che ci va bene tutto purché distrai!
Eppure serve un punto. Un limite. Vabene anche un diventare COSCIENTI di quello che accade per poi ragionare,cercare soluzioni e buttare giù il governo se serve. Coscienti che il mondo con cui viene venduta la musica,tramite categorie o semplificazioni, non va bene…
Tra il Rap che diventa malamente Trap, e il Jazz che viene individuato solo come Frank Sinatra e Mario Biondi (e invece è altro) oppure il cantautorato che fa finta di prendere spunto da Battisti e Dalla (vedi l’Indie) e il girone delle banali donne rock emancipate&arrabbiate …. ci sono sfumature culturali, universi musicali, galassie di bellezza reale che bisogna cercare, imparare a scoprire … che fanno respirare, riflettere e AGIRE. E servono Guide Esperte!
IL MIO MESSAGGIO ?! Dopo che una canzone cretina ti piace, devi chiederti da cosa stai scappando.
Dovete trasmettere questo ai bambini o al ragazzo che canta dei 5cellulari &tuta gold o del Baccalà o qualsiasi canzone trap…che va a scuola e intanto si domanda se da grande lavorerà o se sopravviverà al clima e alle guerre.
Infine, per la Brancale & la versione scimmiottesca del Rap “Barese- che-si-sente che-è-di-Cegliedelcampo”…distocaz,che resta ritmicamente divertente come una filastrocca: ricordiamoci solo che è geniale, pura strategia di guerra, ed è tristemente attuale! Poi vergogniamoci di cosa è diventato “Geniale” oggi. Minuto di silenzio. Amen
Claudia Bernath è una voce che ho scoperto grazie a una serata del 2024 di Vociferando, un progetto che nell’area di Milano, offre sempre incontri con voci interessanti, cantanti preparate e originali, mai noiose. Claudia porta con sé uno swing elegante, frizzante quando serve e dolce quando interpreta ballate. Dotata di un timbro particolare, dolce ma deciso, caldo un po’ mi ricorda Peggy Lee, ha iniziato presto a cantare, maturando lunga esperienza nei gruppi a cappella e gospel, tra cui il suo ruolo di contralto ne “The Five” dal 2008. Parallelamente, ha lavorato come vocalist e autrice di testi in studi di registrazione a Milano, contribuendo a progetti musicali e jingle pubblicitari per marchi come Nescafé, Giulietta e Fiat 500.
Claudia oggi guida il suo quartetto Jazz, che propone un repertorio eclettico: bossa nova, swing, ma anche gioielli della canzone italiana dagli anni ’40 a oggi. Vi invito ad ascoltare la sua “Cheek to Cheek” (https://www.youtube.com/watch?v=kM7SARIDqIY ): sentite che bello swing, divertente, libero e potete sentire in questo live, come Claudia si conservi elastica sul tempo,con un groove speciale che danza sulle note con naturalezza! Oppure ascoltate qui, lasciatevi trasportare da “In cerca di te” (https://www.youtube.com/watch?v=Cn2Y1CtlP2M), dove Claudia inserisce un frizzante stacchetto di “Salt Peanuts” di Dizzy Gillespie: un piccolo gioiello per chi ama il jazz contaminato con la tradizione italiana. E non solo: nella stessa traccia troverete anche citazioni da Tico Tico!
Una vera perla nascosta è “La Felicità” (link youtube ), qui sempre in una performance live, e ancora nella ballad “After You’ve Gone” (link youtube) si può assaporare la morbidezza della sua voce, vellutata e sognante. Claudia affronta tutto con grande naturalezza, interpretando i brani con e energia e creatività.
Se amate le voci autentiche, la raffinatezza dello swing, la contaminazione tra generi e il cuore che traspare da ogni nota, Claudia Bernath è un’artista da scoprire.