Maja Mannila, un arcobaleno Soul-Jazz da Helsinki

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Tra le nuove leve del Jazz europeo, dalle lande del Nord, ecco che non posso non parlarvi di Maja Mannila scoperta quasi per caso, mi è sembrato di incontrare un “arcobaleno”, una “aurora boreale” che decide di fare soul. Partiamo da questa Seasons https://www.youtube.com/watch?v=3kw0zjgemwQ che titola l’Album con lo stesso nome, del 2023.
La sua voce da contralto ha una estensione pazzesca, ed è come una carezza che a un certo punto ti dà anche una spinta: calda, elastica, con quel sorriso che si sente anche a occhi chiusi. Non è la solita “cantante jazz finlandese”fredda che va chissà dove a creare atmosfere mistiche (che già suona come una creatura mitologica), ma un piccolo vulcano che mescola gospel, pop e R’n’B con la leggerezza di chi ti invita a ballare in cucina, mentre fuori piove a dirotto.

E allora voliamo con Daydreams https://www.youtube.com/watch?v=3ztmyGdMjnM&list=RD3ztmyGdMjnM&start_radio=1 che sa di cieli e nuvole che corrono con un vento di speranza…sentite che arrangiamento, i violini, gli archi sono un sogno..col basso che ha un suono così tiepido e…ciccioso!

E non poteva essere altrimenti, visto che Maja è cresciuta a Helsinki in una famiglia di musicisti: la mamma è cantante, violinista e direttrice d’orchestra, il papà polistrumentista e compositore. Insomma, in casa sua probabilmente si discuteva più di armonie che di bollette.
Nel 2018 ha fondato il Maja Mannila Trio con Johannes Granroth e Severi Sorjonen, e insieme hanno portato la loro musica in giro per mezza Europa e perfino in Giappone. Ha collaborato con artisti come Iiro Rantala, Frank McComb e Richard Spaven, dimostrando che la sua voce può stare accanto a chiunque… e brillare sempre. Ascoltiamo l’energia che ci travolge qui With You https://open.spotify.com/intl-it/track/4Nf62UKGVsXtV4eTVLuFww?si=29cdb711728945fd

Ha già due album all’attivo: Up & Down (2022), che è un po’ come salire e scendere da un’altalena senza mai stancarsi, e Seasons (2023) è più intimo e personale, con testi che sembrano pagine strappate da un diario segreto. La sua musica è un continuo viaggio tra jazz, soul e pop, con quel tocco di gospel che ti fa venire voglia di cantare a squarciagola. Ascoltiamo questa dal Live in Tokyo 5 Days in May https://www.youtube.com/watch?v=mqn5D2Kv6s8 pezzo che fa parte dell’Album Seasons.

Dal vivo dev’essere travolgente: già nei video si vede che non “interpreta” semplicemente, ma vive ogni nota con un’intensità che trascende. Fonte inesauribile di note ed emozioni. Una cantante che non ha paura di essere giocosa, ma che sa anche scendere in profondità quando serve.

Insomma: se non avete ancora ascoltato Maja Mannila, rischiate di perdervi un antidoto naturale contro le giornate storte.

>>>> DAL VIVO: IL 12 SETTEMBRE è a MILANO in Viale Emilio Alemagna, 14 Presso La CASCINA NASCOSTA qui info >
https://cascinanascosta.org/etn/jazz-night-jam-session-18/

Altre info

Instagram https://www.instagram.com/majamannila/

🎧 Streaming e download

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Rosanna D’Ecclesiis, canta la dolcezza e attraversa i generi

Tutti i diritti appartengono al legittimo titolare. Screenshot preso dal sito ufficiale https://www.rosannadecclesiis.com/site/bio-eng/

La Puglia negli ultimi anni sta regalando al panorama musicale italiano voci e progetti di grande ispirazione. Cantanti audaci, capaci di assorbire le radici locali e trasformarle in canzoni che toccano il cuore, sperimentando generi e ritmi diversi. Tra queste voci spicca Rosanna D’Ecclesiis, che con la sua dolcezza e la sua potenza interpretativa riesce a farci vibrare e riaccendere nei momenti bui.

E buttiamoci negli ascolti :la sua particolare voce che mi ha colpito per la sua dolcezza, per il range ma anche la capacità di passare da note intime, calde e silenziose a eccitanti note corpose dal sapore Soul e anche Rock! Sentite la dolcezza di questo brano rigorosamente in italiano e …accessibile a chi ascolta solo radio e tv e le proposte main stream https://www.youtube.com/watch?v=U-JN_zu6kIU&list=PLKS15dmz5ttAyqup2ovs4DGhUP17WGPy4&index=200

La fanno sembrare una cantante Jazz di quelle che troveresti in America e non credo che si troverebbe male nelle Jam session bollenti oltre oceano. Ascoltate qui questa ballad Skylark una delle mie preferite e molto difficile https://www.youtube.com/watch?v=M8VaMT-7_cI&list=PLKS15dmz5ttAyqup2ovs4DGhUP17WGPy4&index=199 e la meravigliosa Afro Blue https://youtu.be/02b89AlxnZ4?si=xNnC5GnYXqoeM4Gs

Dalla sua Bio leggo che ha dedicato la sua vita allo studio del canto e infatti ha coronato gli studi con il diploma al Conservatorio di Bari ( e cmq con il massimo dei voti e lode!) ed anche ha approfondito aspetti tecnici specifici come il metodo Estill e il “Vocal Power”, conseguendo anche la Certificazione CFP (Certificate of Figure Proficiency) di Estill Voice International.
Ha un ottimo belting e le note acute sono pulite, ben sostenute, piene (ne risonanti che riempiono la stanza!!) e si sente soprattutto qui, ascoltate questa cover di Somebody that I used to know, adattata alla dolcezza https://www.youtube.com/watch?v=F40XwCniacA&list=PLKS15dmz5ttAyqup2ovs4DGhUP17WGPy4&index=198

Ha in attivo vari progetti,perchè ama scrivere e raccontare, ecco sa spaziare attraverso tutti generi come dicevo…ed ascoltiamo qui la spassosa: UGO  https://www.youtube.com/watch?v=pCJuVJRoI0A dove il gatto è il protagonista di un racconto divertente e ironico.

Sul palco, inoltre, la sua preparazione teatrale – recitazione, dizione e movimento scenico – le permette di avere un controllo elegante della performance. Guardate questo live al Duke Jazz Club di Bari per il Progetto Xennial, parte da un groove pacato e cresce fino a un’esplosione di energia dal minuto 0:50 https://www.youtube.com/watch?v=9Vw_9xPjqTI&list=RD9Vw_9xPjqTI&start_radio=1 ascoltate attentamente come si sale e si passa da un momento di calma ad una eccitante esplosione di energia.

Tra le sue interpretazioni più intense, Country di Keith Jarrett: un brano che diventa balsamo per la memoria, delicato ma deciso, capace di trasformare la malinconia in speranza. https://www.youtube.com/watch?v=i1jpEJNVcBw&list=RDi1jpEJNVcBw&start_radio=1

E ancora, un progetto raffinato con musicisti come Vito di Modugno, Michele Carrabba, Pietro Condorelli, Massimo Manzi e Germana Schena https://www.youtube.com/watch?v=sfzWV2ODIZI&list=PLIjC6y8SVvFqRQJwYihvCFtsIwB1NhMdU

Infine vi parlo di questo progetto più legato alla musica etnica-worldmusic con Cesare Pastanella Afrodiaspora
il brano Cimarròn https://youtu.be/U9exsVranyk?si=_XGkF_7IYqAsVGvw ritmi latini che raccontano storie troppo simile alle nostre… e poi la magica Issa https://www.youtube.com/watch?v=4vQ-1w42cf4&list=PLIjC6y8SVvFoKTBVv0Qcze3CGZEyiZEHS quasi sembra un’altra persona. Sonorità che permettono di viaggiare e immaginare cieli infiniti e pianure immense.

Rosanna D’Ecclesiis ci ricorda che non serve attraversare l’oceano per incontrare voci che sanno toccare il cuore: a volte, la magia è a pochi passi da casa, proprio nel locale Jazz o di Live music sotto casa!

Attività di Insegnamento

Accanto all’attività artistica, Rosanna dedica energie alla formazione: insegna canto pop e pop/rock nei conservatori, corsi di songwriting e musica d’insieme, e tiene lezioni di marketing e music strategy all’University of the West of Scotland (Campus MAST di Bari). Una figura completa, che unisce palco e didattica.
Insomma se vi trovate in Puglia e amate la buona musica, non perdetevi questa voce tutta italiana che sa far sognare.

foto credits Ph by Gaetano De Gennaro Tutti i diritti appartengono al legittimo titolare.

Buon ascolto!

ALTRE INFO & CONTATTI – PROSSIMI CONCERTI DAL VIVO

Website qui https://www.rosannadecclesiis.com/site/bio-ita/

Instagram https://www.instagram.com/rosannadecclesiis/

Spotify per ascolti https://open.spotify.com/intl-it/artist/3Vlxz33elSBrUWsU1VnY2Y?si=sd6_fvstTViuBXQ4nYrIYA

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Youtube channel https://www.youtube.com/@RosannaDEcclesiis

Millennial Disadattati: diario di una generazione in musica

Ve la racconto così, a mo’ di Diario…
Le cose belle nascono a volte da posti piccoli, crescono silenziosamente, ma sono quelle idee semplici ma particolari che fanno rumore: che ci fanno sognare, ed allo stesso tempo destabilizzano, portandoci a ragionare sul come e quando siamo arrivati qui.

Perché in effetti la mia generazione è chiamata “Millennials”?
Brillanti laureati con tante speranze da self made man, poi scioltesi nella realtà del “disagio” – parola che oggi suonerebbe come un tormentone o un meme, ma che per noi adolescenti e universitari era un modo ironico per descrivere chi affrontava le incongruenze della vita con modi bizzarri, buffi, ma autentici.
“Disagio” è una parola che ho sentito spesso.
Ci avvicinavamo ridacchiando, guardando a situazioni di stress di persone che reagivano alle incongruenze , ostacoli o limiti della vita come potevano.
Potevamo dire che erano persone “strambe” “buffe”, ma no, preferivamo dire “disagiate” ! Adattate maldestramente a questo nuovo Millennio fatto di precarietà, guerre informatiche, furti di dati, dipendenze da zuccheri e social network, abbiamo imparato a rialzarci, a reinventarci.
E, a volte, a cercare una valvola di sfogo.
E così, quelle che erano aspettative favolose di vita da laureati intellettuali, ricchi, fortunati, di successo, con famiglia in stile “mulino bianco” cadevano dal pero e ruzzolavano, rialzandosi, comprendendo che la situazione sarebbe stata ben diversa dagli anni 60…
Ecco allora che nascono i Millennial Disadattati un progetto musicale che unisce il talento di Enrico M.Simoniello, pianista di origine campana, bolognese d’adozione, e la versatilità di Meltea Keller, cantante toscana, scrittrice e attivista.
Prima cosa: vi presento Enrico, AkA il Simoniello.

per cominciare, attirato dalla musica in tutte le sue forme, sin da piccolo ha studiato privatamente pianoforte per poi approfondire gli studi al DAMS (indirizzo Etnomusicologia) e al Conservatorio di Bologna.
Una delle sue peculiarità è la grande curiosità e creatività che unite alla capacità di ascolto e analisi musicale, gli permette di inserire nella sua musica riferimenti e citazioni che creano ponti fra generi. Dimostrando sempre una grande apertura mentale.
Un piacere che ho scoperto ascoltandolo dal vivo.
La sua carriera è segnata da collaborazioni che spaziano dal pop all’elettronica, fino alla musica etnica, con incursioni nella chanson francese in un progetto condiviso proprio con Meltea Keller, Ménage a Deux

E Meltea Keller

la nostra Mel, potente voce sopranile, è anche lei di adozione bolognese.
Leggo nella sua biografia che ha seguito la sua indole curiosa fino in fondo, e espresso la sua profonda creatività studiando al DAMS indirizzo Cinema (laurea nel 2009 a Bologna), approfondeno ancora e ottenendo una laurea in Filmmaking (Kingston-upon-Thames, 2012) e una in Lingue e Letterature Straniere (Ferrara, 2016 e 2020), con una tesi in Letterature comparate sul genere Cli-fi (climate fiction).
Genderfluid, autistica e attivista ecologista, collabora con Ecologica e Leitmovie ed è stata blogger e curatrice del ReWriters Fest 2021 e 2022. È co‑autrice e voce dei podcast Greencast ed Ecologicast, autrice di biografie musicali (Mannarino, Rancore, Måneskin), traduttrice dell’autobiografia di Harpo Marx e voce della storica band alt‑rock femminile Mumble Rumble.
Ha pubblicato guide narrative dedicate a Siena ed Empoli, la raccolta di racconti Futuri Fragili (KaiFab, 2023) e ha ottenuto riconoscimenti come sceneggiatrice, tra cui due contributi selettivi MiBact per progetti televisivi.

Ma lasciate che vi parli del progetto, il nome Millennial Disadattati

è dichiaratamente ironico ma anche profondamente identitario: racconta come dicevo prima, di una generazione sospesa tra il culto della tradizione e la necessità di reinventarsi, tra cultura alta e linguaggio pop, tra impegno civile e gioco creativo.

Il Simoniello, forte della formazione accademica e di una sensibilità , porta nel progetto un approccio aperto alle contaminazioni sonore: dal folk al jazz, dalla chanson francese all’elettronica. Mel invece unisce al canto un solido background letterario, giornalistico e sceneggiativo, tessendo connessioni fra musica, parola e attivismo ambientale.

Il loro sodalizio musicale è un equilibrio fra ironia, consapevolezza culturale e attenzione alla scrittura — tanto musicale quanto testuale — capace di dialogare con i linguaggi contemporanei senza perdere profondità e artigianalità.

Parlando di stile…

Nei contenuti dei Millennial Disadattati si percepisce una ricerca costante di sintesi fra mondi apparentemente distanti. Le armonie pianistiche di Enrico, spesso ispirate a modelli colti o a tradizioni popolari rielaborate, si intrecciano con la voce di Meltea, capace di passare da un registro narrativo e teatrale a un’espressività intima e diretta.
L’uso di ironia e autoironia, elemento distintivo del duo, diventa parte integrante della performance: non un mero orpello, ma una chiave per rendere accessibile un discorso artistico denso di riferimenti .
L’ultimo video uscito è ispirato da Bowie,ed è una vera chicca

Chillə ca stannə forə (All the Madmen)
https://www.facebook.com/meltea.keller/videos/1425661081873916

Le interpretazioni, che potete ascoltare su Instagram https://www.instagram.com/millennialdisadattati/, spaziano da performance quasi teatrali come Eroe di Antonella Rettore o Milord di Edith Piaf, a brani come Arthur’s Theme di Christopher Cross e Les Bourgeois di Jacques Brel.
Non mancano rielaborazioni sorprendenti di veri e propri Must have, come La Noia di Angelina Mango, fino ai brani più conosciuti degli Hooverphonic, Dream Theater,(la tenerissima Through Her Eyes) Harry Nilsson (Without you!!) e Mama Cass.

Tra le mie scoperte più divertenti : Confessioni di un Malandrino di Angelo Branduardi, la frizzante 9 to 5 di Dolly Parton, l’introspettiva Till Victory di Patti Smith o Not Your Kind of People dei Garbage, a sottolineare la natura di questi artisti.
Poi brani dal forte impatto storico, gridi di battaglia come Libre di Nino Bravo, Macondo di Alberto Camerini, l’intensa Henna di Lucio Dalla, e classici senza tempo come Escluso il cane di Rino Gaetano https://www.facebook.com/meltea.keller/videos/1991217051282405

Altri momenti imperdibili: Heaven on Their Minds (Jesus Christ Superstar OST), Qualcosa in più di Mina e Tridesete di Severina.
Insomma c’è da divertirsi, commuoversi,riflettere … passare dalle 50 sfumature di emozioni che questi instancabili ragazzi regalano.

CURIOSITà & LETTURE ALTERNATIVE :

Canale Youtube https://www.youtube.com/@MillennialDisadattati

>libri di Meltea Keller https://www.ibs.it/libri/autori/meltea-keller?srsltid=AfmBOoqI9dVcWIyb_MNJE4a67aPvQTHz7SzS8D_y9NtpjZDJNF3m24AY

>Bio Enrico > https://www.villaggiomusicale.com/artista/enrico-maria-simoniello-vm1

>Libro con partecipazione di Enrico come poeta

https://alessandroraveggi.com/2010/11/12/calpestare-loblio-100-poeti-italiani-contro-la-minaccia-incostituzionale-in-libreria/

CONTATTI: BOOKING & COLLABORAZIONI

ENRICO SIMONIELLO https://www.facebook.com/enrico.simoniello

MELTEA KELLER https://www.facebook.com/meltea.keller

Presenti anche su LinkedIN.

GRAZIE DEL VOSTRO TEMPO E BUONE VACANZE !

Jazz-Libri di musica per migliorare

Una raccolta di consigli per chi studia, insegna o semplicemente ama il jazz e la voce

🎯 Ear Training e Solfeggio

#BooksOfMusic
Cantanti, vi è mai capitato di trovarvi davanti a uno spartito in prova o in sala con i coristi… e andare nel panico? Una semplice frase di cinque note può sembrare un muro invalicabile se non si è allenati alla lettura cantata.

📘 Un libro che mi ha salvata durante i miei studi di recupero è:
Esercizi progressivi di solfeggi cantati per la scuola secondaria di Nerina Poltronieri
→ Graduale, accessibile, perfetto per chi parte da zero o vuole rimettersi in carreggiata.

👂 Ear Training “tosto ma efficace”

Ora, mettiamo che oltre al solfeggio, vogliate finalmente allenare l’orecchio e la memoria ritmica… perché diciamolo: se non distinguiamo un’intervallo da un altro o inciampiamo sulle cellule ritmiche, improvvisare o leggere al volo diventa impossibile.

Il libro che mi ha conquistata, dannata e istruita è:
📗 The Musician’s Guide to Aural Skills
di Joel Phillips, Jane Piper Clendinning, Elizabeth West Marvin
→ È in inglese, ma è completo: esercizi di sight-singing, lettura ritmica, improvvisazione, ear training, tastiera.
💡 È diviso in due volumi e si trova online con CD o tracce digitali:
Goodreads | Amazon – 3a edizione aggiornata


🎤 Tecnica vocale: libri per chi usa la voce

  • Vocal Training EXPERIENCE – Guida all’arte della voce
    Manuale completo in italiano (Feltrinelli): esercizi, approccio pratico e riflessioni sulla voce come strumento.
  • A Singer’s Guide to the Larynx
    Un viaggio tecnico (ma chiaro) dentro alla meccanica della laringe, perfetto per cantanti e insegnanti curiosi.
  • The Singing Athlete
    Unisce voce, corpo e consapevolezza fisica per migliorare prestazione e libertà vocale.
  • This Is a Voice: 99 Exercises – Fisher & Kayes
    Ricchissimo di esercizi per tutti i livelli. Ottimo per respirazione, risonanza e flessibilità vocale.
  • Vocal Workouts for the Contemporary Singer
    Per chi vuole lavorare con metodo sulla voce moderna: routine giornaliere, warm-up, tecnica applicata.
  • The Contemporary Singer – Anne Peckham
    Fondamentale se canti jazz, pop, soul: affronta tecnica, interpretazione e costruzione del repertorio.
  • Master Your Voice
    Un approccio personale e accessibile per chi vuole approfondire espressività e padronanza vocale.

🇮🇹 Libri italiani consigliati

Ecco la sezione 🇮🇹 Libri italiani consigliati aggiornata con i volumi su Norma Winstone e quelli di Ada Montellanico nello stesso formato degli altri titoli:

🇮🇹 Libri italiani consigliati
🎤 Jazz Vocal Basics. Guida all’approccio del canto jazzCinzia Spata
Manuale chiaro e moderno per avvicinarsi al canto jazz. Copre improvvisazione, fraseggio e interpretazione; include file audio scaricabili.
💧 Sete di voce – Piccoli sorsi per attenuarlaDaniela Panetta
Per chi lavora con la voce: esercizi pratici, postura, igiene vocale e QR code per video esplicativi.
🎭 I segreti della voce: Canto Jazz e Canto Lirico a confrontoDaniela Panetta & Giuseppina Cortesi
Confronto tecnico e stilistico fra jazz e lirica; DVD allegato con esempi pratici.
📝 Se tutto è musica. Pensieri e parole dei compositori brasilianiBarbara Casini
Saggio-autobiografia sull’incontro fra jazz e musica brasiliana, ricco di riflessioni artistiche.
🎶 Norma Winstone. Il suono europeo. Poetica ed estetica dello strumento voceSerena Spedicato
Prima monografia in italiano dedicata alla grande vocalist inglese. Analizza stile, poetica e impatto di Norma Winstone sulla vocalità jazz europea.
📚 Quasi sera. Una storia di TencoAda Montellanico
Ritratto narrativo di Luigi Tenco arricchito da testimonianze e CD audio: prezioso per capire la canzone d’autore da una prospettiva jazzistica.
❤️ L’amore di Luigi TencoAda Montellanico
Approfondimento sulle opere e la figura di Tenco, fra analisi dei testi e riflessioni musicali dell’autrice.


🎙️ Apprendimento e sviluppo della grammatica del Jazz, sviluppo del linguaggio di improvvisazione

>Focus Autore: Bob Stoloff

L’improvvisazione vocale come strumento di libertà

Se ti interessa improvvisare con la voce, esplorare il ritmo, il linguaggio dello scat, le linee di basso vocali, e sentirti davvero strumento tra gli strumenti, allora prima o poi incontri lui: Bob Stoloff.

Docente storico alla Berklee College of Music, Stoloff ha rivoluzionato il modo di insegnare l’improvvisazione vocale, rendendola accessibile anche a chi non ha un background strumentale.

Ecco alcuni dei suoi titoli più utili:

  • 🎤 Scat! Vocal Improvisation Techniques
    Il suo libro più famoso. Un metodo pratico e progressivo per imparare lo scat, il fraseggio jazz e l’improvvisazione. Include groove vocali, esercizi ritmici, suggerimenti per la costruzione di soli, e tracce audio. Un vero must-have.
  • 🎶 Blues Scatitudes
    Un’estensione naturale di Scat!, ma focalizzato sul linguaggio blues. Ideale per entrare nel fraseggio “nera americano” con consapevolezza stilistica.
  • 🥁 Body Beats
    Per allenare il ritmo attraverso il corpo. Body drumming, coordinazione, pulsazione interna: perfetto per cantanti che vogliono sviluppare groove e timing.
  • **🎧 Rhythmania!
    Allenamento ritmico avanzato per chi vuole diventare padrone del tempo. Contiene groove, vocal basslines e pratiche di improvvisazione ritmica con o senza strumenti.
  • 🎼 Vocal Improvisation: An Instru-Vocal Approach
    Pensato per gruppi vocali, cori e insegnanti, offre esercizi collettivi per integrare l’improvvisazione all’interno di un ensemble.
  • 📚 Recipes for Soloing Over Jazz Standards – Vol. 1
    Una guida più teorica ma sempre pratica su come affrontare uno standard jazz costruendo un assolo coerente. Adatta a chi ha già una base e vuole andare oltre la sillabazione.

Bob Stoloff ha un approccio musicale, fisico, diretto. Non ti chiede di partire da un pentagramma, ma da ciò che senti. Ti mette in bocca (letteralmente) la musica prima che tu la scriva.


🎼FOCUS Charlie Parker Omnibook– in Do

Gli Omnibook di Parker sono un punto di riferimento essenziale per ogni strumentista jazz (e anche cantanti!). Raccolgono le sue improvvisazioni originali, trascritte nota per nota, offrendo uno studio diretto del fraseggio bebop, del ritmo sincopato e del vocabolario che ha rivoluzionato il linguaggio del jazz moderno. Studiare Parker da queste pagine significa imparare a pensare e suonare bebop alla fonte.


🎺 FOCUS Miles Davis Omnibook

Il Omnibook di Miles Davis raccoglie una selezione delle sue improvvisazioni più iconiche, trascritte con precisione da registrazioni storiche che attraversano diversi periodi della sua carriera (bebop, cool jazz, modale). È uno strumento prezioso per analizzare la sintesi, l’essenzialità e la potenza espressiva del suo stile: frasi spezzate, uso del silenzio, suono rotondo e fraseggio melodico che ha influenzato intere generazioni. Ottimo per musicisti che vogliono imparare a dire di più… suonando meno.

🎷FOCUS John Coltrane Omnibook– in Do

Il Coltrane Omnibook è una miniera per chi vuole addentrarsi nell’evoluzione tecnica e spirituale del sax jazz. Contiene trascrizioni fedeli dei suoi assoli più emblematici, dalle ballad alle esplorazioni modali e free. Perfetto per comprendere il suo approccio armonico, l’uso del sheets of sound, e la potenza espressiva che lo ha reso uno dei più influenti innovatori della storia del jazz.

Poi ovviamente, improvvisazioni che colpiscono, e che trovate nei dischi, sono da imparare a memoria, proprio come fareste con una poesia alle elementari. Si consiglia di registrarvi per risentirsi e affinare i difetti di pronuncia e intonazione.

Gabrielle Stravelli, If only Love was…Jazzy

Gabrielle Stravelli, cantante, autrice e performer newyorkese, incarna una rara combinazione di tecnica impeccabile, espressività teatrale e sensibilità jazzistica. L’ho scoperta nel 2011 ad una Jam session in un locale nel Village a NY, aveva un luce particolare, frizzante e dolce allo stesso tempo, pensai “riccia capriccia con un diavolo swing per capelli…” senz’altro una che sa cosa significa improvvisare e conosce bene il linguaggio, e mi chiesi, chissà se sarà una che farà la differenza fra 10anni. Beh, l’ha fatta la differenza!

Non prenderò un brano da ogni disco, ma prendo quei brani che mi hanno entusiasmato maggiormente, anche se è difficile scegliere…
Iniziamo da questo album Dream Ago del 2017, https://open.spotify.com/intl-it/album/7BQEknQvYR2lEeGlI3SgDQ?si=5XJHDV0VRMedly2i_Heykg Prendiamo uno standard conosciuto It might as well be spring. https://open.spotify.com/intl-it/track/3EdI0aEmLXTLwYZDvT7Bk2?si=d37a1f0cf67a4eca La sua voce, “classica”,è ricca di sfumature, anche gli abbelimenti, melismi,le blue notes, glissandi cadono al posto giusto nel momento giusto! Senza esagerare.
E’uno strumento vivo, e riesce a fare una rilettura sorprendente del repertorio americano con una libertà che incanta portandoci a conoscere brani poco suonati.
Ecco in Where is the song https://open.spotify.com/intl-it/track/3Kc2MDip2YYirRJspWak3K?si=c341790153c14ffa emerge l’impeccabile pronuncia, il groove, e la voce elastica, diciamo, smooth, che viaggia su e giù nell’estensione e non teme tempi lenti o veloci,
come in Cake Of My Childhood https://www.youtube.com/watch?v=-ka7EIEmTXA e Little Zochee che è un esercizio di vocalese credo, un brano difficilissimo https://open.spotify.com/intl-it/track/4JXH7H73HEICL8avnLkeFQ?si=299e3b7667c747a4
è veloce, ma la ragazza tiene botta, eccome!
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Per contrasto entriamo in due mondi diversi More https://open.spotify.com/intl-it/track/0yseq9M8isvuf6PuFugr2Q?si=08433c788a4b4591 e Now I know https://open.spotify.com/intl-it/track/1QoBroIfujsfUhhcKLwIGU?si=0512c956c6c94404
Poi in questa versione dolce di Stairway to the Stars, tutta intima, casalinga, https://www.youtube.com/watch?v=Iqj6vuYpmL4 è quasi palpabile la complicità con il pianista Michael Kanan.
Ogni nota sembra parte di un dialogo intimo, fatto di respiri, sguardi invisibili e silenzi che parlano. È un disco che consiglio di ascoltare la sera, quando serve qualcosa di leggero ma profondo, come una carezza.

E poi c’è Pick Up My Pieces, l’omaggio a Willie Nelson, che mi ha sorpresa e conquistata.Ascoltate il groove in questa Three Days https://open.spotify.com/intl-it/track/6yBJKVldd9yO0SLzX1ZkPD?si=e9783e90304447e8
Non avrei mai pensato che il country potesse entrare nel Jazz così naturalmente. Certo il Funk aiuta con tutto! Ma la voce di Gabrielle riesce a legare con eleganza e rispetto i brani, trovando un ponte emotivo tra mondi apparentemente lontani.

L’ultimo disco, Beautiful Moons Ago, https://open.spotify.com/intl-it/track/4yVxpA2YTvgLuszYigSWSy?si=c16c3bf33e354ef9 è una perla. Qui il brano che titola l’album: https://youtu.be/jGCCLzCYJ3A?si=KgSOhVf-KSW40HZm La sua voce qui ha qualcosa di ancora più maturo, più libero. Si sente che è un’artista che non ha paura di cercare, di reinventare, di esplorare. Permette di conoscere brani sconosciuti per noi italiani, e ti porta in repertori poco conosciuti se non sei nato in US : Ascoltate qui That Ole Devil Called Love https://youtu.be/oRH5x1o-luM?si=i1p8G413nXL8wEds C’è swing, c’è poesia, c’è una tenerezza nella sua voce, ma c’è anche il fuoco dello swing, e di un fraseggio che devo dire si è raffinato col tempo a livelli incredibili, e splende come non mai.

Quello che apprezzo di più, però, è il modo in cui Gabrielle riesce a non essere mai finta. E’ insieme tradizione e modernità. E’frizzante dal vivo e lo si percepisce anche all’ascolto dell’album. Ascoltate qui : So far so good https://youtu.be/Pbs1vm2xWpo?si=Dm5yumdImB8fJicM
Ha una capacità di ascoltare e divertire, divertendosi in qualsiasi situazione : dalla Jam session all’esibizione al Club più In di NY o al festival più importante …E’ come se non stesse solo interpretando, ma condividendo qualcosa che le è successo, un fatto, che le appartiene davvero, e in questo suo swingare ci emoziona, ci fa distaccare dalla realtà e ci fa sorridere, sì anche noi ammutoliti che ascoltiamo in silenzio.

Vi lascio con un ultimo brano, da ascoltare per cullare le proprie malinconie e desideri, If only Love was Blind https://open.spotify.com/intl-it/track/0RA9sM4SkydeIBQ8CJhfwb?si=d748a8fd90ad49bc
E…Non so se sia la sua formazione, il suo percorso, o semplicemente il suo modo di stare al mondo. Ma so che ogni volta che ascolto Gabrielle Stravelli, mi ricordo perché il jazz è ancora, per me, la musica più stimolante e divertente che esista.

Link Info

BIO- Website https://www.gabriellestravelli.com/bio

YOUTUBE https://www.youtube.com/channel/UCBjWT_shqomNonPOVo-vmqg

FACEBOOK https://www.facebook.com/GabrielleStravellimusic

INSTAGRAM https://www.instagram.com/gabriellestravelli

SPOTIFY https://open.spotify.com/intl-it/artist/5Sa8o3V80M1LNtn5tzdxbt

JAZZ da Leggere & Esplorare

Storia, critica e contesto culturale

  • Living With Jazz – Dan Morgenstern
  • Listen to the Stories: Nat Hentoff on Jazz and Country Music– Nat Hentoff 
  • Jazz Is– Nat Hentoff
  • Bossa Nova: The Story of the Brazilian Music That Seduced the World – Ruy Castro
  • Hear Me Talkin’ To Ya – Nat Shapiro e Nat Hentoff
  • Norman Granz: The Man Who Used Jazz For Justice – Tad Hershorn
  • Tropical Truth – Caetano Veloso
  • But Beautiful: A Book About Jazz – Geoff Dyer (Da leggere anche se non suoni una nota) Un classico della narrativa jazz. Otto ritratti letterari e intensi di leggende come Monk, Chet Baker, Mingus, Lester Young.

Per quanto possa essere complicato trovarli, molti di questi libri si possono recuperare in inglese, e in alcuni pochi casi esistono anche traduzioni italiane.ù

Se volete iniziare con la storia del Jazz / video suggerisco invece Uno dei documentari più famosi e autorevoli suo Jazz è:

Jazz: A Film by Ken Burns

📅 Anno: 2001
🎥 Regista: Ken Burns
📺 Prodotto da: PBS (Public Broadcasting Service)

Questa monumentale serie in 10 episodi (oltre 19 ore totali) racconta la storia del jazz dagli inizi del XX secolo fino agli anni ’60, intrecciando biografie di giganti come Louis Armstrong, Duke Ellington, Charlie Parker, Miles Davis e John Coltrane con il contesto storico e sociale dell’America.
È narrato con la voce di Keith David e arricchito da rare immagini d’archivio, interviste e brani originali.

Non è solo una cronologia musicale: è una riflessione sull’identità afroamericana, sulla creatività e sull’impatto culturale del jazz come forma d’arte americana per eccellenza.

Dove lo troverete? Disponibile in DVD, su piattaforme come Apple TV, Prime Video (in lingua originale) o tramite biblioteche musicali e università.


📚 Biografie

  1. Dizzy Gillespie – To Be or Not to Bop
    Autore: Dizzy Gillespie con Al Fraser
    Anno: 1979
    Edizione: Doubleday (prima edizione), Da Capo Press (ristampa 2009)
  2. Miles Davis – Miles: The Autobiography
    Autore: Miles Davis con Quincy Troupe
    Anno: 1989
    Edizione: Simon & Schuster (USA), Il Saggiatore (Italia)
  3. Louis Armstrong – In His Own Words: Selected Writings
    A cura di: Thomas Brothers
    Anno: 2001
    Edizione: Oxford University Press
  4. Lewis Porter – Blue Trane. La vita e la musica di John Coltrane
    Autore: Lewis Porter
    Anno: 1998 (ed. originale)
    Edizione italiana: Minimum Fax, 2018
  5. Carl Woideck – Charlie Parker. Vita e musica
    Autore: Carl Woideck
    Anno: 1996 (ed. orig.), 2009 (edizione italiana)
    Edizione: EDT/Siena Jazz
  6. David Hajdu – Lush Life: A Biography of Billy Strayhorn
    Autore: David Hajdu
    Anno: 1996
    Edizione: Farrar, Straus and Giroux (USA), Minimum Fax (ed. italiana, 2004)
  7. Charles Mingus – Beneath the Underdog: His World as Composed by Mingus
    Autore: Charles Mingus
    Anno: 1971
    Edizione: Alfred A. Knopf (USA), Il Saggiatore (Italia)

E sulle voci del Jazz :

  1. Stuart Nicholson – Ella Fitzgerald: A Biography of the First Lady of Jazz
    Autore: Stuart Nicholson
    Anno: 1993
    Edizione: Charles Scribner’s Sons (USA), ristampe Da Capo Press
  2. Billie Holiday – Lady Sings the Blues
    Autore: Billie Holiday con William Dufty
    Anno: 1956
    Edizione: Doubleday (originale), Feltrinelli (Italia)
  3. Anita O’Day – High Times, Hard Times
    Autore: Anita O’Day con George Eells
    Anno: 1981
    Edizione: Putnam (USA), Da Capo Press (ristampa)
  4. Ellen Johnson – Sheila Jordan: Jazz Child
    Autore: Ellen Johnson
    Anno: 2014
    Edizione: Rowman & Littlefield
  5. William Bauer – Open the Door: The Life and Music of Betty Carter
    Autore: William Bauer
    Anno: 2003
    Edizione: University of Michigan Press
  6. Elaine M. Hayes – Queen of Bebop: The Musical Lives of Sarah Vaughan
    Autore: Elaine M. Hayes
    Anno: 2017
    Edizione: Ecco/HarperCollins
  7. Will Friedwald – Jazz Singing: America’s Great Voices from Bessie Smith to Bebop and Beyond
    Autore: Will Friedwald
    Anno: 1990
    Edizione: Scribner Book Company (USA), ristampa Da Capo Press (1996)
  8. A Lady with a Song: Remembering Nancy Wilson – Mark Anthony Neal

E ricordate di acquistare l’ Albero del Jazz La mappa storica dei musici e cantanti ! Per darvi una chiarezza fondamentale e capire la storia e gli stili.

Barbara Casini, quella carezza della sera…brasileira.

Ci sono voci che gridano, altre che tremano, altre ancora che non fanno “rumore”ma smuovono qualcosa dentro senza che te ne accorgi. La voce di Barbara Casini appartiene a quest’ultima categoria: è una voce che si avvicina in punta di piedi, come chi entra in una stanza non per farsi notare, ma per custodire qualcosa di prezioso.

Iniziamo da questi ascolti seguite il link, vi porterà in “stanze”musicali non convenzionali! Link: https://open.spotify.com/intl-it/artist/2tRMmF0qRK7ZUogtxuy8cu

Barbara Casini, la Maestra Casini, è una cantante sì, ma anche chitarrista, e quindi cantautrice. Ha approfondito la Musica Popolare Brasiliana (MPB) e Jazz, e vanta numerose collaborazioni e insegna. Ho anche appreso da poco e condivido con voi che ha scritto un interessante libro che approfondisce i compositori brasiliani, “Se tutto è musica- pensieri e parole dei compositori brasiliani” link qui https://www.amazon.it/musica-Pensieri-parole-compositori-brasiliani/dp/8878960241

L’ho ascoltata senza sapere bene perché. Avevo letto il suo nome così tante volte nei locali e nei festival, vabbè è comunque la migliore cantante italiana di Bossa e tradizione brasiliana per me : ma iniziò così, forse per curiosità, forse per rispetto, forse per quella nostalgia che mi prende ogni volta che sento un’arpeggio di nylon, un accordo minore settima e nona …un soffio di portoghese pronunciato con cura. E lei c’era.
C’era da sempre, da molto prima che in Italia la bossa nova diventasse un genere “da festival”, o una coperta elegante per vestirsi da musicisti colti. Barbara c’era quando la musica brasiliana era ancora una cosa da pochi, da matti, da innamorati senza patria.

Nata a Firenze, laureata in psicologia, cresciuta tra i vinili di Jobim e le ombre leggere di João Gilberto, Casini ha scelto la strada più difficile: quella della fedeltà. Ha studiato la lingua, viaggiato in Brasile, parlato con i compositori, ascoltato, vissuto, e poi rielaborato ed interpretato. Ha cantato senza voler sedurre, ha suonato senza voler stupire. Ma solo per raccontare e raccontarsi. Una scelta sobria, anche difficile a volte. Soprattutto per chi come me era digiuno di Bossa nova e tradizione brasiliana. Ma nelle sue performance era ed è sempre stata profondamente sincera.

Ascoltate questo brano che si intitola “Cartomante” già …non è la solita “ragazza di Ipanema “ no? https://music.youtube.com/watch?v=BeEXP3GW-0M&si=7hw4rej4EwbLN0tX (Album Uma Mulher)

Oggi, mentre tante voci femminili italiane esplorano il mondo della Musica brasiliana con coraggio e contaminazioni, la proposta di Casini può sembrare lontana, quasi un esercizio di stile. E forse lo è, in parte. Ma poi succede qualcosa. Una frase, un giro di accordi, un silenzio tra due parole –la scelta di un repertorio particolare ed è blu che scopri la sua vena esplorativa; la capisci cosa è la tradizione e la magia: ti accorgi che c’è una cura antica, una devozione silenziosa che tiene tutto insieme.

In tutto questo ho trovato delle chicche swing, ballad Jazz anche in italiano e francese cantante con grande capacità sia tecnica che interpretativa, una voce che si sente ha approfondito ogni suo progetto e portato fuori se stessa con onestà e talento. Quella voce può tutto e… vi metto di seguito questi esempi da ascoltare con attenzione e col cuore:

E se Domani https://music.youtube.com/watch?v=6AYRrUZM_90&si=XqK2k1x58xc-dA4Z

Estate https://www.youtube.com/watch?v=crn0_3MKcl4

J’ai connue de vous, un brano Jazz / swing, per parlarci del suo approfondimento di uno dei pochi maestri del repertorio chanson – standard Francese -dall’album Formidable https://music.youtube.com/?v=ropzsVEZi30&si=43o6G3sJvvSLprD9
Débit de l’eau, débit de lait, sentite come si destreggia su un tempo fast swing https://music.youtube.com/watch?v=_eUmPA7ydGI&si=ZQEB5b9JO_y4MRFZ

È una cantante che conserva. Una che ha attraversato quarant’anni di musica come una messaggera, portando con sé i suoni di un altro mondo, senza mai tentare di sperimentare soluzioni esagerate per “piacere di più”. E questa coerenza, che un tempo appariva elegante, oggi brilla quasi come una forma di resistenza poetica.
un altro brano…questo mi ha commosso. fa parte di un lavoro dedicato a Jobim che ha portato alla luce dei brani di una bellezza e delicatezza unici

Luiza https://music.youtube.com/watch?v=Mu15B5RlAQQ&si=CCkDRjwyZ4oqaGP0

Scrivere di lei non è facile. Ma se ti fermi, se non hai fretta, ti accorgi che è come un libro tenuto bene: profuma ancora di carta vera. E dentro, ci trovi pagine che non gridano per essere lette, ma sussurrano, e ti colorano i sogni con tutte le sfumature della vita.


Conhecer https://music.youtube.com/watch?v=wP_C7pAaKwY&si=6cAWVJMY16Ha0wXi dall’album Nordestina del 2006 (Nordestina è un luogo speciale nello stato di Bahia)

Infine una perla, ecco che la scopro cantare in spagnolo in uno dei lavori che ho trovato più sperimentali ed eccitante, libero, appassionato…in compagnia del grande Javier Girotto, Hermanos https://www.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_nLk1VSb4_a-XEyz7oHedRWhgL95mfv6ag

Troverete tante informazioni su di lei online, vi lascio l’esplorazione e dei link in basso per approfondire.

ALTRE INFO

“Cantante, chitarrista, cantautrice.
Musica Popolare Brasiliana e Jazz.
Autrice del libro SE TUTTO E’ MUSICA pensieri e parole dei compositori brasiliani”

Intervista https://www.youtube.com/watch?v=wOWy6ArPvGI

Instagram https://www.instagram.com/bcasini/?hl=it

Bio https://saintlouis.eu/visiting_professors/barbara-casini/http://www.angelicaeditore.it/autoredetails.asp?autore=Barbara+Casini&
https://www.correggiojazz.it/barbara-casini/

Facebook https://www.facebook.com/p/Barbara-Casini-100061266277686/?locale=it_IT

Youtube https://www.youtube.com/channel/UC6R2Z-ZDWyqRHunWD2B0obg

Letizia Gambi, una voce che fonde mondi

Letizia Gambi è una delle interpreti e cantautrici più interessanti della scena Jazz contemporanea, capace di coniugare l’anima mediterranea con le radici afroamericane del Jazz.
Dal melting Pot della musica italiana ovvero Napoli (la culla della sperimentazione, della libertà musicale ) con una formazione multidisciplinare che spazia dalla danza alla pittura, dalla recitazione al canto, ha saputo trasformare la sua identità artistica in un ponte tra culture, suoni e lingue diverse.
Iniziamo dall’ascolto di questo Album dove c’è una divertentissima versione di Sweet Georgia Brown, che rende subito l’idea :

La sua vocalità è intensa , con un timbro caldo e avvolgente che può ricordare, a tratti alcune sfumature di artisti come Céu o Noa – artiste capaci di raccontare il proprio mondo interiore e culturale attraverso il canto. In altre parole è un risultato interessante della storia della vocalità Jazz e della musica leggera contemporanea, che a tratti ha momenti di belting alla Dianne Reeves, a volte e candida come i colori che ho percepito in Ada Montellanico e a volte forte ed intensa come la voce di Maria Pia de Vito…tutto questo assieme alla sua personalità!
Letizia si accende quando riprende lo stile napoletano, destreggiandosi tra un timbro caldo, elegante,e pulito, ma anche audace nella sua intesità come quando serve farsi sentire. Non serve scat in questo caso. La sua è una forte identità “mediterranea” e basta a raccontare il suo mondo che crea fusione tra generi e lingue.

Il suo debutto internazionale è avvenuto grazie a quello che a noi comuni mortali suona mistico, e cioè l’incontro con il batterista e produttore Lenny White (Chick Corea, Stanley Clarke), che ha prodotto il suo primo album Introducing Letizia Gambi (2012), con ospiti del calibro di Ron Carter e Gato Barbieri. Lo trovate qui: https://open.spotify.com/intl-it/album/2IGrRTFPDQRHIjDFYmWeWC?si=z84wdyb4T1ym3AHETAerog

Il secondo lavoro, Blue Monday (2016),lo trovate qui: https://youtu.be/E97q-81cFMc?si=57HmT52n-TDgfZ2X e noterete dalla varietà dei titoli dei brani come possa essere esuberante la sua idea di musica.
Letizia, prosegue poi esplorando brani originali di cui è autrice, e canzoni italiane e napoletane reinterpretate con gusto contemporaneo, anche lavorando su adattamenti linguistici ben studiati e interessanti: sentite queste versioni in inglese di Tu di na Cosa Grande https://www.youtube.com/watch?v=d1Y10nnhrWU o di E Penso a Te, del nostro caro Battisti eseguito al Blue note https://www.youtube.com/watch?v=1XEEaMhU6r4

Non è un’impresa facile, considerando la musicalità e la metrica della nostra lingua, ma Letizia riesce a renderla fluida e naturale, dimostrando che il jazz può parlare anche italiano senza perdere il groove, sentite questo Munasterio E’Santa Chiara mixed con In a sentimental mood https://open.spotify.com/intl-it/track/1ZxDCdOXC97BplZkFyVaIY

Nonostante una perdita improvvisa dell’udito all’orecchio destro nel 2009, ha continuato con determinazione la sua carriera, esibendosi in festival internazionali e fondando nel 2018 il progetto “Letizia Gambi in 3D”, un ensemble tutto al femminile volto a valorizzare le musiciste donne nel jazz.

Il suo percorso resta in pieno fermento creativo, quest’estate è dedicata alla realizzazione del prossimo lavoro (sarà in studio di registrazione a New York).  

Infine, Letizia Gambi è una voce da approfondire: colta, sincera e capace di raccontare storie attraverso mondi diversi – dal Vesuvio a New York…da Partenope a Miami – sempre con eleganza e passione, da ascoltare con un buon bicchiere di vino, rilassandosi dopo una nevrotica giornata di lavoro.

ALTRE INFO

Website : https://www.letiziagambi.com/it/

Youtube : https://www.youtube.com/@LetiziaGambiOfficial

Spotify : https://open.spotify.com/intl-it/artist/1qcXgsfnAoNuCbHpOLTSq9?si=nNV3_PAeSrmW5bOPCUQy8w

Instagram: https://www.instagram.com/letiziagambi/?hl=it

photo credit #RicPic

WBGO-Jazz radio – NY news

Hai mai ascoltato il jazz alla radio, sentendoti parte di una comunità viva anche se a chilometri di distanza?
WBGO è la stazione radiofonica jazz di New York — con sede a Newark, New Jersey — ed è quella che ascoltano tutti i musicisti a NY. E anch’io la ascoltavo: al mattino, mentre correvo al lavoro o ai corsi, e la sera, prima di dormire. Era (e lo è ancora) un rifugio sonoro, un corso gratuito di musicologia trasmesso nell’etere. Speaker preparatissimi e musica sempre di qualità accompagnavano i giorni più grigi, quelli in cui i sogni sembravano sfaldarsi e le aspettative perdevano colore.

Quando ho capito che aspettare l’università significava diventare uno degli scheletri in Bones, ho deciso di muovermi da sola. Ho chiesto di fare volontariato per la raccolta fondi di WBGO.

💙 Puoi donare anche tu, qui: https://wbgo-web.memsys.com/donate/

Entrare in radio è stato magico. Ho conosciuto persone straordinarie, ho ricevuto dischi (tanti!) e, una volta, ho persino parlato al telefono con un bassista famosissimo. All’inizio pensavo mi stessero prendendo in giro: “Scusi, ma… lei è quel…?” E lui, con una battuta gentile, me lo ha confermato. Ero emozionata da morire: un momento indimenticabile.

Come quella volta che mi hanno fatto parlare in diretta alla radio per salutare gli ascoltatori italiani. Un sogno che si avvera, di quelli che ti fanno venire gli occhi lucidi ancora oggi.

Ma torniamo al presente.

WBGO ha appena pubblicato una straordinaria galleria fotografica:
“2025 Women of Jazz Collection”, a cura del fotografo Jonathan Chimene, per celebrare il Mese della Storia delle Donne. Un tributo visivo alle grandi musiciste jazz di oggi.

Tra le protagoniste:

🎷 Melissa Aldana al Village Vanguard
🎤 Dee Dee Bridgewater al Jazz at Lincoln Center, durante l’Unity Festival
🎹 Helen Sung alla guida della sua Big Band
🎙️ Jean Baylor con il Baylor Project al City Winery
🎶 Claudia Acuña al Terraza 7 nel Queens
🎼 Nicole Zuraitis in un concerto privato a New York

Questa collezione cattura l’energia, la grazia e la potenza delle donne nel jazz contemporaneo.
➡️ Guarda le foto: WBGO Photo Gallery – 2025 Women of Jazz Collection

E se ti innamori di qualcuna di queste artiste (spoiler: succederà), torna qui: ne parlerò ancora.

Teo Ciavarella, una guida, un faro, il fuoco della vita e della musica

E così perdo un’altra guida, un’ altra persona importante della mia vita. E siamo a cosa 3? ” Il tempo corre Pam, e non stai combinando niente! Datti da fare su!” —credo stiano dicendo così da lassù!
Ora sicuramente rivedrà gli amici che sono andati via prima di lui, soprattutto grandi musicisti …e faranno una super mega JAM! Poi appena penseremo a lui o parleremo di lui, sentirà tutto quello che diciamo, o pensiamo, si farà 2 risate? Boh! Sicuramente un pochino ancora ci guiderà, se sarà necessario ci darà un segno…ma penso che si prenderà una vacanza dai nostri problemi terreni.
Noi musici affamati come iene! Troppo dura? Ok affamati come piccoli pesci colorati e diversi, vanno bene pesciolini tropicali sorridenti ? ma cmq voraci. Meglio vongole-veraci-voraci? Mi piacerebbe essere una conchiglia di quelle super complesse.
Ci ha dato tante occasioni, davvero. E non è da tutti, preoccuparsi degli altri, in modo che tutti ci guadagnino…in modo da far crescere e vivere anzi un intero Settore:creare opportunità musicali, come rassegne, concerti, festival, orchestre universitarie battendosi con chi di dovere per farle succedere per poi a denti stretti ottenere un piccolo riconoscimento ( e si Università di Bologna, DAMS, sappiamo di cosa stiamo parlando no? )

Bisogna essere capaci di parlare con la gente, ad ascoltare e rispondere cose intelligenti per farle suonare per l’evento X o Y o Z… Saper mediare. Negoziare e poi incantare con il proprio talento.Passare oltre le resistenze e le male lingue, e l’ignoranza, la sottovalutazione.

Insomma, io sono stata fortunata a spostarmi a Bologna perchè la mia amica Anto mi ha portato alle scuderie per presentarmelo..Ancora ricordo l’emozione:ero scioccata dalla velocità e l’energia eplosiva. Cavolo volevo essere come lui!! Uno che suona come se non ci fosse domani, come se abbracciasse la libertà totalmente, con fiducia totale nella propria musicalità, nella passione. Non c’era altro! Vibrante voglia di vivere sui tasti. Gioia di vivere senza freni.


anche se a volte ho negato di essermi divertita a Bologna, che erano più i drammi che le gioie, ineffetti solo Teo e pochi altri mi hanno dato occasione di cantare senza aspettarsi niente in cambio. Senza pretendere da me note alla Ella Fitzgerald…swing alla Anita O Day…anzi accettavano il mio blues, i miei tentativi, e si sono apparsa matta quando improvvisavo senza freni..anche troppo…a volte urlavo di Blues. Vabbè lo faccio ancora …Ma lui ha accettato tutte queste assurdità mie e dei miei colleghi! Ci ha davvero dato modo di sperimentarci, capire limiti e capacità, talento e cose da cancellare.
Noi ci aspettavamo molto dal DAMS, ci aspettavamo corsi di business musicale, di gestione dei social, di economia, e diritto fatto bene però per settore specifico! So dovuta andare fino a NY per vedere un contratto di una Major. Ci aspettavamo che ci spiegassero come fare, che ne so, che ci mettessero in contatto con Etichette, produzioni, studi, TV o festival nazionali e internazionali perchè no…i contatti si possono fare anche con altre Università o scuole di musica private. Ma pare che non ci fosse interesse a creare allievi che diventassero “lavoratori di settore” un giorno. Ci hanno detto la storia e ci hanno lasciato col culo per terra. Poi è arrivato Teo.

Teo ci ha dimostrato che se fai tutto tu, puoi davvero arrivare ovunque.
Creare un team di musici di fiducia con cui poi creare eventi. Prendere contatti con umiltà presentarsi e proporsi. Non bisogna mollare, non demordere, non restare delusi troppo a lungo. Ma voltare subito pagina e riprovare.
Insistere con un’idea, o un progetto. E questo non lo ha insegnato l’università purtroppo, gli accademici non sanno che significa lavorare, creare una azienda dal nulla. Perchè non so se sapete, vi svelo un segreto, lo svelo pure alla NYU -Steinhard blablabla……non tutti sono adatti ad insegnare!
Sono ancora lì a perdere tempo con il memorizzare la data di nascita del compositore X, o farti diventare il miglior musico di sto ca… anzichè dedicare qualche ora a settimana a spiegare ai ragazzi come si lavora con una passione così effimera.
Che poi,di effimero non ha niente.
Perchè come mostra Teo, se comunicando lasci dei messaggi e tocchi il cuore delle persone, mi sa che resti Eterno.

Allora siccome di sicuro no mi metto a scrivere 1 recensionel, vi prego di dedicare qualche minuto leggendo questi gli articoli che ho raccolto…

https://www.ilrestodelcarlino.it/cultura/addio-a-teo-ciavarella-il-pianista-jazz-di-dalla-conte-e-capossela-ci-lascia-a-70-anni-sl0a0m1j— chapeau

https://www.lanuovaferrara.it/tempo-libero/2025/05/17/news/anche-ferrara-in-lutto-per-teo-ciavarella-pianista-col-sorriso-1.100707448–conservatorio dove insegnava da sempre

https://www.aosp.bo.it/it/content/teo-ciavarella-un-saluto–ospedale dove ha suonato per tutti durante la malattia

https://www.foggiatoday.it/cronaca/morto-teo-ciavarella-musicista-jazz-san-marco-in-lamis-bologna.html –vabbè foggia …niente doveva dire?

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2025/05/16/news/teo_ciavarella_morto_musicista_piano_lucio_dalla-424217110/—-no sia mai che Repubblica si lascia sfuggire una notizia.

Jazz Italia, da dove tutti iniziamo! Ecco che anche loro omaggiano e questo mi rende orgogliosa. Bravi!
Chi è che ancora non si è iscritto a JazzItalia per trovare gente con cui suonare o mettere le proprie lezioni ? Dai…In pratica Teo per loro è il primo iscritto eheh

Questo non è un articolo tradizionale, è il mio modo per salutare un uomo che mi ha cambiato la vita- Amen