Jazz-Libri di musica per migliorare

Una raccolta di consigli per chi studia, insegna o semplicemente ama il jazz e la voce

🎯 Ear Training e Solfeggio

#BooksOfMusic
Cantanti, vi è mai capitato di trovarvi davanti a uno spartito in prova o in sala con i coristi… e andare nel panico? Una semplice frase di cinque note può sembrare un muro invalicabile se non si è allenati alla lettura cantata.

📘 Un libro che mi ha salvata durante i miei studi di recupero è:
Esercizi progressivi di solfeggi cantati per la scuola secondaria di Nerina Poltronieri
→ Graduale, accessibile, perfetto per chi parte da zero o vuole rimettersi in carreggiata.

👂 Ear Training “tosto ma efficace”

Ora, mettiamo che oltre al solfeggio, vogliate finalmente allenare l’orecchio e la memoria ritmica… perché diciamolo: se non distinguiamo un’intervallo da un altro o inciampiamo sulle cellule ritmiche, improvvisare o leggere al volo diventa impossibile.

Il libro che mi ha conquistata, dannata e istruita è:
📗 The Musician’s Guide to Aural Skills
di Joel Phillips, Jane Piper Clendinning, Elizabeth West Marvin
→ È in inglese, ma è completo: esercizi di sight-singing, lettura ritmica, improvvisazione, ear training, tastiera.
💡 È diviso in due volumi e si trova online con CD o tracce digitali:
Goodreads | Amazon – 3a edizione aggiornata


🎤 Tecnica vocale: libri per chi usa la voce

  • Vocal Training EXPERIENCE – Guida all’arte della voce
    Manuale completo in italiano (Feltrinelli): esercizi, approccio pratico e riflessioni sulla voce come strumento.
  • A Singer’s Guide to the Larynx
    Un viaggio tecnico (ma chiaro) dentro alla meccanica della laringe, perfetto per cantanti e insegnanti curiosi.
  • The Singing Athlete
    Unisce voce, corpo e consapevolezza fisica per migliorare prestazione e libertà vocale.
  • This Is a Voice: 99 Exercises – Fisher & Kayes
    Ricchissimo di esercizi per tutti i livelli. Ottimo per respirazione, risonanza e flessibilità vocale.
  • Vocal Workouts for the Contemporary Singer
    Per chi vuole lavorare con metodo sulla voce moderna: routine giornaliere, warm-up, tecnica applicata.
  • The Contemporary Singer – Anne Peckham
    Fondamentale se canti jazz, pop, soul: affronta tecnica, interpretazione e costruzione del repertorio.
  • Master Your Voice
    Un approccio personale e accessibile per chi vuole approfondire espressività e padronanza vocale.

🇮🇹 Libri italiani consigliati

Ecco la sezione 🇮🇹 Libri italiani consigliati aggiornata con i volumi su Norma Winstone e quelli di Ada Montellanico nello stesso formato degli altri titoli:

🇮🇹 Libri italiani consigliati
🎤 Jazz Vocal Basics. Guida all’approccio del canto jazzCinzia Spata
Manuale chiaro e moderno per avvicinarsi al canto jazz. Copre improvvisazione, fraseggio e interpretazione; include file audio scaricabili.
💧 Sete di voce – Piccoli sorsi per attenuarlaDaniela Panetta
Per chi lavora con la voce: esercizi pratici, postura, igiene vocale e QR code per video esplicativi.
🎭 I segreti della voce: Canto Jazz e Canto Lirico a confrontoDaniela Panetta & Giuseppina Cortesi
Confronto tecnico e stilistico fra jazz e lirica; DVD allegato con esempi pratici.
📝 Se tutto è musica. Pensieri e parole dei compositori brasilianiBarbara Casini
Saggio-autobiografia sull’incontro fra jazz e musica brasiliana, ricco di riflessioni artistiche.
🎶 Norma Winstone. Il suono europeo. Poetica ed estetica dello strumento voceSerena Spedicato
Prima monografia in italiano dedicata alla grande vocalist inglese. Analizza stile, poetica e impatto di Norma Winstone sulla vocalità jazz europea.
📚 Quasi sera. Una storia di TencoAda Montellanico
Ritratto narrativo di Luigi Tenco arricchito da testimonianze e CD audio: prezioso per capire la canzone d’autore da una prospettiva jazzistica.
❤️ L’amore di Luigi TencoAda Montellanico
Approfondimento sulle opere e la figura di Tenco, fra analisi dei testi e riflessioni musicali dell’autrice.


🎙️ Apprendimento e sviluppo della grammatica del Jazz, sviluppo del linguaggio di improvvisazione

>Focus Autore: Bob Stoloff

L’improvvisazione vocale come strumento di libertà

Se ti interessa improvvisare con la voce, esplorare il ritmo, il linguaggio dello scat, le linee di basso vocali, e sentirti davvero strumento tra gli strumenti, allora prima o poi incontri lui: Bob Stoloff.

Docente storico alla Berklee College of Music, Stoloff ha rivoluzionato il modo di insegnare l’improvvisazione vocale, rendendola accessibile anche a chi non ha un background strumentale.

Ecco alcuni dei suoi titoli più utili:

  • 🎤 Scat! Vocal Improvisation Techniques
    Il suo libro più famoso. Un metodo pratico e progressivo per imparare lo scat, il fraseggio jazz e l’improvvisazione. Include groove vocali, esercizi ritmici, suggerimenti per la costruzione di soli, e tracce audio. Un vero must-have.
  • 🎶 Blues Scatitudes
    Un’estensione naturale di Scat!, ma focalizzato sul linguaggio blues. Ideale per entrare nel fraseggio “nera americano” con consapevolezza stilistica.
  • 🥁 Body Beats
    Per allenare il ritmo attraverso il corpo. Body drumming, coordinazione, pulsazione interna: perfetto per cantanti che vogliono sviluppare groove e timing.
  • **🎧 Rhythmania!
    Allenamento ritmico avanzato per chi vuole diventare padrone del tempo. Contiene groove, vocal basslines e pratiche di improvvisazione ritmica con o senza strumenti.
  • 🎼 Vocal Improvisation: An Instru-Vocal Approach
    Pensato per gruppi vocali, cori e insegnanti, offre esercizi collettivi per integrare l’improvvisazione all’interno di un ensemble.
  • 📚 Recipes for Soloing Over Jazz Standards – Vol. 1
    Una guida più teorica ma sempre pratica su come affrontare uno standard jazz costruendo un assolo coerente. Adatta a chi ha già una base e vuole andare oltre la sillabazione.

Bob Stoloff ha un approccio musicale, fisico, diretto. Non ti chiede di partire da un pentagramma, ma da ciò che senti. Ti mette in bocca (letteralmente) la musica prima che tu la scriva.


🎼FOCUS Charlie Parker Omnibook– in Do

Gli Omnibook di Parker sono un punto di riferimento essenziale per ogni strumentista jazz (e anche cantanti!). Raccolgono le sue improvvisazioni originali, trascritte nota per nota, offrendo uno studio diretto del fraseggio bebop, del ritmo sincopato e del vocabolario che ha rivoluzionato il linguaggio del jazz moderno. Studiare Parker da queste pagine significa imparare a pensare e suonare bebop alla fonte.


🎺 FOCUS Miles Davis Omnibook

Il Omnibook di Miles Davis raccoglie una selezione delle sue improvvisazioni più iconiche, trascritte con precisione da registrazioni storiche che attraversano diversi periodi della sua carriera (bebop, cool jazz, modale). È uno strumento prezioso per analizzare la sintesi, l’essenzialità e la potenza espressiva del suo stile: frasi spezzate, uso del silenzio, suono rotondo e fraseggio melodico che ha influenzato intere generazioni. Ottimo per musicisti che vogliono imparare a dire di più… suonando meno.

🎷FOCUS John Coltrane Omnibook– in Do

Il Coltrane Omnibook è una miniera per chi vuole addentrarsi nell’evoluzione tecnica e spirituale del sax jazz. Contiene trascrizioni fedeli dei suoi assoli più emblematici, dalle ballad alle esplorazioni modali e free. Perfetto per comprendere il suo approccio armonico, l’uso del sheets of sound, e la potenza espressiva che lo ha reso uno dei più influenti innovatori della storia del jazz.

Poi ovviamente, improvvisazioni che colpiscono, e che trovate nei dischi, sono da imparare a memoria, proprio come fareste con una poesia alle elementari. Si consiglia di registrarvi per risentirsi e affinare i difetti di pronuncia e intonazione.

Gabrielle Stravelli, If only Love was…Jazzy

Gabrielle Stravelli, cantante, autrice e performer newyorkese, incarna una rara combinazione di tecnica impeccabile, espressività teatrale e sensibilità jazzistica. L’ho scoperta nel 2011 ad una Jam session in un locale nel Village a NY, aveva un luce particolare, frizzante e dolce allo stesso tempo, pensai “riccia capriccia con un diavolo swing per capelli…” senz’altro una che sa cosa significa improvvisare e conosce bene il linguaggio, e mi chiesi, chissà se sarà una che farà la differenza fra 10anni. Beh, l’ha fatta la differenza!

Non prenderò un brano da ogni disco, ma prendo quei brani che mi hanno entusiasmato maggiormente, anche se è difficile scegliere…
Iniziamo da questo album Dream Ago del 2017, https://open.spotify.com/intl-it/album/7BQEknQvYR2lEeGlI3SgDQ?si=5XJHDV0VRMedly2i_Heykg Prendiamo uno standard conosciuto It might as well be spring. https://open.spotify.com/intl-it/track/3EdI0aEmLXTLwYZDvT7Bk2?si=d37a1f0cf67a4eca La sua voce, “classica”,è ricca di sfumature, anche gli abbelimenti, melismi,le blue notes, glissandi cadono al posto giusto nel momento giusto! Senza esagerare.
E’uno strumento vivo, e riesce a fare una rilettura sorprendente del repertorio americano con una libertà che incanta portandoci a conoscere brani poco suonati.
Ecco in Where is the song https://open.spotify.com/intl-it/track/3Kc2MDip2YYirRJspWak3K?si=c341790153c14ffa emerge l’impeccabile pronuncia, il groove, e la voce elastica, diciamo, smooth, che viaggia su e giù nell’estensione e non teme tempi lenti o veloci,
come in Cake Of My Childhood https://www.youtube.com/watch?v=-ka7EIEmTXA e Little Zochee che è un esercizio di vocalese credo, un brano difficilissimo https://open.spotify.com/intl-it/track/4JXH7H73HEICL8avnLkeFQ?si=299e3b7667c747a4
è veloce, ma la ragazza tiene botta, eccome!
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Per contrasto entriamo in due mondi diversi More https://open.spotify.com/intl-it/track/0yseq9M8isvuf6PuFugr2Q?si=08433c788a4b4591 e Now I know https://open.spotify.com/intl-it/track/1QoBroIfujsfUhhcKLwIGU?si=0512c956c6c94404
Poi in questa versione dolce di Stairway to the Stars, tutta intima, casalinga, https://www.youtube.com/watch?v=Iqj6vuYpmL4 è quasi palpabile la complicità con il pianista Michael Kanan.
Ogni nota sembra parte di un dialogo intimo, fatto di respiri, sguardi invisibili e silenzi che parlano. È un disco che consiglio di ascoltare la sera, quando serve qualcosa di leggero ma profondo, come una carezza.

E poi c’è Pick Up My Pieces, l’omaggio a Willie Nelson, che mi ha sorpresa e conquistata.Ascoltate il groove in questa Three Days https://open.spotify.com/intl-it/track/6yBJKVldd9yO0SLzX1ZkPD?si=e9783e90304447e8
Non avrei mai pensato che il country potesse entrare nel Jazz così naturalmente. Certo il Funk aiuta con tutto! Ma la voce di Gabrielle riesce a legare con eleganza e rispetto i brani, trovando un ponte emotivo tra mondi apparentemente lontani.

L’ultimo disco, Beautiful Moons Ago, https://open.spotify.com/intl-it/track/4yVxpA2YTvgLuszYigSWSy?si=c16c3bf33e354ef9 è una perla. Qui il brano che titola l’album: https://youtu.be/jGCCLzCYJ3A?si=KgSOhVf-KSW40HZm La sua voce qui ha qualcosa di ancora più maturo, più libero. Si sente che è un’artista che non ha paura di cercare, di reinventare, di esplorare. Permette di conoscere brani sconosciuti per noi italiani, e ti porta in repertori poco conosciuti se non sei nato in US : Ascoltate qui That Ole Devil Called Love https://youtu.be/oRH5x1o-luM?si=i1p8G413nXL8wEds C’è swing, c’è poesia, c’è una tenerezza nella sua voce, ma c’è anche il fuoco dello swing, e di un fraseggio che devo dire si è raffinato col tempo a livelli incredibili, e splende come non mai.

Quello che apprezzo di più, però, è il modo in cui Gabrielle riesce a non essere mai finta. E’ insieme tradizione e modernità. E’frizzante dal vivo e lo si percepisce anche all’ascolto dell’album. Ascoltate qui : So far so good https://youtu.be/Pbs1vm2xWpo?si=Dm5yumdImB8fJicM
Ha una capacità di ascoltare e divertire, divertendosi in qualsiasi situazione : dalla Jam session all’esibizione al Club più In di NY o al festival più importante …E’ come se non stesse solo interpretando, ma condividendo qualcosa che le è successo, un fatto, che le appartiene davvero, e in questo suo swingare ci emoziona, ci fa distaccare dalla realtà e ci fa sorridere, sì anche noi ammutoliti che ascoltiamo in silenzio.

Vi lascio con un ultimo brano, da ascoltare per cullare le proprie malinconie e desideri, If only Love was Blind https://open.spotify.com/intl-it/track/0RA9sM4SkydeIBQ8CJhfwb?si=d748a8fd90ad49bc
E…Non so se sia la sua formazione, il suo percorso, o semplicemente il suo modo di stare al mondo. Ma so che ogni volta che ascolto Gabrielle Stravelli, mi ricordo perché il jazz è ancora, per me, la musica più stimolante e divertente che esista.

Link Info

BIO- Website https://www.gabriellestravelli.com/bio

YOUTUBE https://www.youtube.com/channel/UCBjWT_shqomNonPOVo-vmqg

FACEBOOK https://www.facebook.com/GabrielleStravellimusic

INSTAGRAM https://www.instagram.com/gabriellestravelli

SPOTIFY https://open.spotify.com/intl-it/artist/5Sa8o3V80M1LNtn5tzdxbt

JAZZ da Leggere & Esplorare

Storia, critica e contesto culturale

  • Living With Jazz – Dan Morgenstern
  • Listen to the Stories: Nat Hentoff on Jazz and Country Music– Nat Hentoff 
  • Jazz Is– Nat Hentoff
  • Bossa Nova: The Story of the Brazilian Music That Seduced the World – Ruy Castro
  • Hear Me Talkin’ To Ya – Nat Shapiro e Nat Hentoff
  • Norman Granz: The Man Who Used Jazz For Justice – Tad Hershorn
  • Tropical Truth – Caetano Veloso
  • But Beautiful: A Book About Jazz – Geoff Dyer (Da leggere anche se non suoni una nota) Un classico della narrativa jazz. Otto ritratti letterari e intensi di leggende come Monk, Chet Baker, Mingus, Lester Young.

Per quanto possa essere complicato trovarli, molti di questi libri si possono recuperare in inglese, e in alcuni pochi casi esistono anche traduzioni italiane.ù

Se volete iniziare con la storia del Jazz / video suggerisco invece Uno dei documentari più famosi e autorevoli suo Jazz è:

Jazz: A Film by Ken Burns

📅 Anno: 2001
🎥 Regista: Ken Burns
📺 Prodotto da: PBS (Public Broadcasting Service)

Questa monumentale serie in 10 episodi (oltre 19 ore totali) racconta la storia del jazz dagli inizi del XX secolo fino agli anni ’60, intrecciando biografie di giganti come Louis Armstrong, Duke Ellington, Charlie Parker, Miles Davis e John Coltrane con il contesto storico e sociale dell’America.
È narrato con la voce di Keith David e arricchito da rare immagini d’archivio, interviste e brani originali.

Non è solo una cronologia musicale: è una riflessione sull’identità afroamericana, sulla creatività e sull’impatto culturale del jazz come forma d’arte americana per eccellenza.

Dove lo troverete? Disponibile in DVD, su piattaforme come Apple TV, Prime Video (in lingua originale) o tramite biblioteche musicali e università.


📚 Biografie

  1. Dizzy Gillespie – To Be or Not to Bop
    Autore: Dizzy Gillespie con Al Fraser
    Anno: 1979
    Edizione: Doubleday (prima edizione), Da Capo Press (ristampa 2009)
  2. Miles Davis – Miles: The Autobiography
    Autore: Miles Davis con Quincy Troupe
    Anno: 1989
    Edizione: Simon & Schuster (USA), Il Saggiatore (Italia)
  3. Louis Armstrong – In His Own Words: Selected Writings
    A cura di: Thomas Brothers
    Anno: 2001
    Edizione: Oxford University Press
  4. Lewis Porter – Blue Trane. La vita e la musica di John Coltrane
    Autore: Lewis Porter
    Anno: 1998 (ed. originale)
    Edizione italiana: Minimum Fax, 2018
  5. Carl Woideck – Charlie Parker. Vita e musica
    Autore: Carl Woideck
    Anno: 1996 (ed. orig.), 2009 (edizione italiana)
    Edizione: EDT/Siena Jazz
  6. David Hajdu – Lush Life: A Biography of Billy Strayhorn
    Autore: David Hajdu
    Anno: 1996
    Edizione: Farrar, Straus and Giroux (USA), Minimum Fax (ed. italiana, 2004)
  7. Charles Mingus – Beneath the Underdog: His World as Composed by Mingus
    Autore: Charles Mingus
    Anno: 1971
    Edizione: Alfred A. Knopf (USA), Il Saggiatore (Italia)

E sulle voci del Jazz :

  1. Stuart Nicholson – Ella Fitzgerald: A Biography of the First Lady of Jazz
    Autore: Stuart Nicholson
    Anno: 1993
    Edizione: Charles Scribner’s Sons (USA), ristampe Da Capo Press
  2. Billie Holiday – Lady Sings the Blues
    Autore: Billie Holiday con William Dufty
    Anno: 1956
    Edizione: Doubleday (originale), Feltrinelli (Italia)
  3. Anita O’Day – High Times, Hard Times
    Autore: Anita O’Day con George Eells
    Anno: 1981
    Edizione: Putnam (USA), Da Capo Press (ristampa)
  4. Ellen Johnson – Sheila Jordan: Jazz Child
    Autore: Ellen Johnson
    Anno: 2014
    Edizione: Rowman & Littlefield
  5. William Bauer – Open the Door: The Life and Music of Betty Carter
    Autore: William Bauer
    Anno: 2003
    Edizione: University of Michigan Press
  6. Elaine M. Hayes – Queen of Bebop: The Musical Lives of Sarah Vaughan
    Autore: Elaine M. Hayes
    Anno: 2017
    Edizione: Ecco/HarperCollins
  7. Will Friedwald – Jazz Singing: America’s Great Voices from Bessie Smith to Bebop and Beyond
    Autore: Will Friedwald
    Anno: 1990
    Edizione: Scribner Book Company (USA), ristampa Da Capo Press (1996)
  8. A Lady with a Song: Remembering Nancy Wilson – Mark Anthony Neal

E ricordate di acquistare l’ Albero del Jazz La mappa storica dei musici e cantanti ! Per darvi una chiarezza fondamentale e capire la storia e gli stili.

Barbara Casini, quella carezza della sera…brasileira.

Ci sono voci che gridano, altre che tremano, altre ancora che non fanno “rumore”ma smuovono qualcosa dentro senza che te ne accorgi. La voce di Barbara Casini appartiene a quest’ultima categoria: è una voce che si avvicina in punta di piedi, come chi entra in una stanza non per farsi notare, ma per custodire qualcosa di prezioso.

Iniziamo da questi ascolti seguite il link, vi porterà in “stanze”musicali non convenzionali! Link: https://open.spotify.com/intl-it/artist/2tRMmF0qRK7ZUogtxuy8cu

Barbara Casini, la Maestra Casini, è una cantante sì, ma anche chitarrista, e quindi cantautrice. Ha approfondito la Musica Popolare Brasiliana (MPB) e Jazz, e vanta numerose collaborazioni e insegna. Ho anche appreso da poco e condivido con voi che ha scritto un interessante libro che approfondisce i compositori brasiliani, “Se tutto è musica- pensieri e parole dei compositori brasiliani” link qui https://www.amazon.it/musica-Pensieri-parole-compositori-brasiliani/dp/8878960241

L’ho ascoltata senza sapere bene perché. Avevo letto il suo nome così tante volte nei locali e nei festival, vabbè è comunque la migliore cantante italiana di Bossa e tradizione brasiliana per me : ma iniziò così, forse per curiosità, forse per rispetto, forse per quella nostalgia che mi prende ogni volta che sento un’arpeggio di nylon, un accordo minore settima e nona …un soffio di portoghese pronunciato con cura. E lei c’era.
C’era da sempre, da molto prima che in Italia la bossa nova diventasse un genere “da festival”, o una coperta elegante per vestirsi da musicisti colti. Barbara c’era quando la musica brasiliana era ancora una cosa da pochi, da matti, da innamorati senza patria.

Nata a Firenze, laureata in psicologia, cresciuta tra i vinili di Jobim e le ombre leggere di João Gilberto, Casini ha scelto la strada più difficile: quella della fedeltà. Ha studiato la lingua, viaggiato in Brasile, parlato con i compositori, ascoltato, vissuto, e poi rielaborato ed interpretato. Ha cantato senza voler sedurre, ha suonato senza voler stupire. Ma solo per raccontare e raccontarsi. Una scelta sobria, anche difficile a volte. Soprattutto per chi come me era digiuno di Bossa nova e tradizione brasiliana. Ma nelle sue performance era ed è sempre stata profondamente sincera.

Ascoltate questo brano che si intitola “Cartomante” già …non è la solita “ragazza di Ipanema “ no? https://music.youtube.com/watch?v=BeEXP3GW-0M&si=7hw4rej4EwbLN0tX (Album Uma Mulher)

Oggi, mentre tante voci femminili italiane esplorano il mondo della Musica brasiliana con coraggio e contaminazioni, la proposta di Casini può sembrare lontana, quasi un esercizio di stile. E forse lo è, in parte. Ma poi succede qualcosa. Una frase, un giro di accordi, un silenzio tra due parole –la scelta di un repertorio particolare ed è blu che scopri la sua vena esplorativa; la capisci cosa è la tradizione e la magia: ti accorgi che c’è una cura antica, una devozione silenziosa che tiene tutto insieme.

In tutto questo ho trovato delle chicche swing, ballad Jazz anche in italiano e francese cantante con grande capacità sia tecnica che interpretativa, una voce che si sente ha approfondito ogni suo progetto e portato fuori se stessa con onestà e talento. Quella voce può tutto e… vi metto di seguito questi esempi da ascoltare con attenzione e col cuore:

E se Domani https://music.youtube.com/watch?v=6AYRrUZM_90&si=XqK2k1x58xc-dA4Z

Estate https://www.youtube.com/watch?v=crn0_3MKcl4

J’ai connue de vous, un brano Jazz / swing, per parlarci del suo approfondimento di uno dei pochi maestri del repertorio chanson – standard Francese -dall’album Formidable https://music.youtube.com/?v=ropzsVEZi30&si=43o6G3sJvvSLprD9
Débit de l’eau, débit de lait, sentite come si destreggia su un tempo fast swing https://music.youtube.com/watch?v=_eUmPA7ydGI&si=ZQEB5b9JO_y4MRFZ

È una cantante che conserva. Una che ha attraversato quarant’anni di musica come una messaggera, portando con sé i suoni di un altro mondo, senza mai tentare di sperimentare soluzioni esagerate per “piacere di più”. E questa coerenza, che un tempo appariva elegante, oggi brilla quasi come una forma di resistenza poetica.
un altro brano…questo mi ha commosso. fa parte di un lavoro dedicato a Jobim che ha portato alla luce dei brani di una bellezza e delicatezza unici

Luiza https://music.youtube.com/watch?v=Mu15B5RlAQQ&si=CCkDRjwyZ4oqaGP0

Scrivere di lei non è facile. Ma se ti fermi, se non hai fretta, ti accorgi che è come un libro tenuto bene: profuma ancora di carta vera. E dentro, ci trovi pagine che non gridano per essere lette, ma sussurrano, e ti colorano i sogni con tutte le sfumature della vita.


Conhecer https://music.youtube.com/watch?v=wP_C7pAaKwY&si=6cAWVJMY16Ha0wXi dall’album Nordestina del 2006 (Nordestina è un luogo speciale nello stato di Bahia)

Infine una perla, ecco che la scopro cantare in spagnolo in uno dei lavori che ho trovato più sperimentali ed eccitante, libero, appassionato…in compagnia del grande Javier Girotto, Hermanos https://www.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_nLk1VSb4_a-XEyz7oHedRWhgL95mfv6ag

Troverete tante informazioni su di lei online, vi lascio l’esplorazione e dei link in basso per approfondire.

ALTRE INFO

“Cantante, chitarrista, cantautrice.
Musica Popolare Brasiliana e Jazz.
Autrice del libro SE TUTTO E’ MUSICA pensieri e parole dei compositori brasiliani”

Intervista https://www.youtube.com/watch?v=wOWy6ArPvGI

Instagram https://www.instagram.com/bcasini/?hl=it

Bio https://saintlouis.eu/visiting_professors/barbara-casini/http://www.angelicaeditore.it/autoredetails.asp?autore=Barbara+Casini&
https://www.correggiojazz.it/barbara-casini/

Facebook https://www.facebook.com/p/Barbara-Casini-100061266277686/?locale=it_IT

Youtube https://www.youtube.com/channel/UC6R2Z-ZDWyqRHunWD2B0obg

Letizia Gambi, una voce che fonde mondi

Letizia Gambi è una delle interpreti e cantautrici più interessanti della scena Jazz contemporanea, capace di coniugare l’anima mediterranea con le radici afroamericane del Jazz.
Dal melting Pot della musica italiana ovvero Napoli (la culla della sperimentazione, della libertà musicale ) con una formazione multidisciplinare che spazia dalla danza alla pittura, dalla recitazione al canto, ha saputo trasformare la sua identità artistica in un ponte tra culture, suoni e lingue diverse.
Iniziamo dall’ascolto di questo Album dove c’è una divertentissima versione di Sweet Georgia Brown, che rende subito l’idea :

La sua vocalità è intensa , con un timbro caldo e avvolgente che può ricordare, a tratti alcune sfumature di artisti come Céu o Noa – artiste capaci di raccontare il proprio mondo interiore e culturale attraverso il canto. In altre parole è un risultato interessante della storia della vocalità Jazz e della musica leggera contemporanea, che a tratti ha momenti di belting alla Dianne Reeves, a volte e candida come i colori che ho percepito in Ada Montellanico e a volte forte ed intensa come la voce di Maria Pia de Vito…tutto questo assieme alla sua personalità!
Letizia si accende quando riprende lo stile napoletano, destreggiandosi tra un timbro caldo, elegante,e pulito, ma anche audace nella sua intesità come quando serve farsi sentire. Non serve scat in questo caso. La sua è una forte identità “mediterranea” e basta a raccontare il suo mondo che crea fusione tra generi e lingue.

Il suo debutto internazionale è avvenuto grazie a quello che a noi comuni mortali suona mistico, e cioè l’incontro con il batterista e produttore Lenny White (Chick Corea, Stanley Clarke), che ha prodotto il suo primo album Introducing Letizia Gambi (2012), con ospiti del calibro di Ron Carter e Gato Barbieri. Lo trovate qui: https://open.spotify.com/intl-it/album/2IGrRTFPDQRHIjDFYmWeWC?si=z84wdyb4T1ym3AHETAerog

Il secondo lavoro, Blue Monday (2016),lo trovate qui: https://youtu.be/E97q-81cFMc?si=57HmT52n-TDgfZ2X e noterete dalla varietà dei titoli dei brani come possa essere esuberante la sua idea di musica.
Letizia, prosegue poi esplorando brani originali di cui è autrice, e canzoni italiane e napoletane reinterpretate con gusto contemporaneo, anche lavorando su adattamenti linguistici ben studiati e interessanti: sentite queste versioni in inglese di Tu di na Cosa Grande https://www.youtube.com/watch?v=d1Y10nnhrWU o di E Penso a Te, del nostro caro Battisti eseguito al Blue note https://www.youtube.com/watch?v=1XEEaMhU6r4

Non è un’impresa facile, considerando la musicalità e la metrica della nostra lingua, ma Letizia riesce a renderla fluida e naturale, dimostrando che il jazz può parlare anche italiano senza perdere il groove, sentite questo Munasterio E’Santa Chiara mixed con In a sentimental mood https://open.spotify.com/intl-it/track/1ZxDCdOXC97BplZkFyVaIY

Nonostante una perdita improvvisa dell’udito all’orecchio destro nel 2009, ha continuato con determinazione la sua carriera, esibendosi in festival internazionali e fondando nel 2018 il progetto “Letizia Gambi in 3D”, un ensemble tutto al femminile volto a valorizzare le musiciste donne nel jazz.

Il suo percorso resta in pieno fermento creativo, quest’estate è dedicata alla realizzazione del prossimo lavoro (sarà in studio di registrazione a New York).  

Infine, Letizia Gambi è una voce da approfondire: colta, sincera e capace di raccontare storie attraverso mondi diversi – dal Vesuvio a New York…da Partenope a Miami – sempre con eleganza e passione, da ascoltare con un buon bicchiere di vino, rilassandosi dopo una nevrotica giornata di lavoro.

ALTRE INFO

Website : https://www.letiziagambi.com/it/

Youtube : https://www.youtube.com/@LetiziaGambiOfficial

Spotify : https://open.spotify.com/intl-it/artist/1qcXgsfnAoNuCbHpOLTSq9?si=nNV3_PAeSrmW5bOPCUQy8w

Instagram: https://www.instagram.com/letiziagambi/?hl=it

photo credit #RicPic

WBGO-Jazz radio – NY news

Hai mai ascoltato il jazz alla radio, sentendoti parte di una comunità viva anche se a chilometri di distanza?
WBGO è la stazione radiofonica jazz di New York — con sede a Newark, New Jersey — ed è quella che ascoltano tutti i musicisti a NY. E anch’io la ascoltavo: al mattino, mentre correvo al lavoro o ai corsi, e la sera, prima di dormire. Era (e lo è ancora) un rifugio sonoro, un corso gratuito di musicologia trasmesso nell’etere. Speaker preparatissimi e musica sempre di qualità accompagnavano i giorni più grigi, quelli in cui i sogni sembravano sfaldarsi e le aspettative perdevano colore.

Quando ho capito che aspettare l’università significava diventare uno degli scheletri in Bones, ho deciso di muovermi da sola. Ho chiesto di fare volontariato per la raccolta fondi di WBGO.

💙 Puoi donare anche tu, qui: https://wbgo-web.memsys.com/donate/

Entrare in radio è stato magico. Ho conosciuto persone straordinarie, ho ricevuto dischi (tanti!) e, una volta, ho persino parlato al telefono con un bassista famosissimo. All’inizio pensavo mi stessero prendendo in giro: “Scusi, ma… lei è quel…?” E lui, con una battuta gentile, me lo ha confermato. Ero emozionata da morire: un momento indimenticabile.

Come quella volta che mi hanno fatto parlare in diretta alla radio per salutare gli ascoltatori italiani. Un sogno che si avvera, di quelli che ti fanno venire gli occhi lucidi ancora oggi.

Ma torniamo al presente.

WBGO ha appena pubblicato una straordinaria galleria fotografica:
“2025 Women of Jazz Collection”, a cura del fotografo Jonathan Chimene, per celebrare il Mese della Storia delle Donne. Un tributo visivo alle grandi musiciste jazz di oggi.

Tra le protagoniste:

🎷 Melissa Aldana al Village Vanguard
🎤 Dee Dee Bridgewater al Jazz at Lincoln Center, durante l’Unity Festival
🎹 Helen Sung alla guida della sua Big Band
🎙️ Jean Baylor con il Baylor Project al City Winery
🎶 Claudia Acuña al Terraza 7 nel Queens
🎼 Nicole Zuraitis in un concerto privato a New York

Questa collezione cattura l’energia, la grazia e la potenza delle donne nel jazz contemporaneo.
➡️ Guarda le foto: WBGO Photo Gallery – 2025 Women of Jazz Collection

E se ti innamori di qualcuna di queste artiste (spoiler: succederà), torna qui: ne parlerò ancora.

Teo Ciavarella, una guida, un faro, il fuoco della vita e della musica

E così perdo un’altra guida, un’ altra persona importante della mia vita. E siamo a cosa 3? ” Il tempo corre Pam, e non stai combinando niente! Datti da fare su!” —credo stiano dicendo così da lassù!
Ora sicuramente rivedrà gli amici che sono andati via prima di lui, soprattutto grandi musicisti …e faranno una super mega JAM! Poi appena penseremo a lui o parleremo di lui, sentirà tutto quello che diciamo, o pensiamo, si farà 2 risate? Boh! Sicuramente un pochino ancora ci guiderà, se sarà necessario ci darà un segno…ma penso che si prenderà una vacanza dai nostri problemi terreni.
Noi musici affamati come iene! Troppo dura? Ok affamati come piccoli pesci colorati e diversi, vanno bene pesciolini tropicali sorridenti ? ma cmq voraci. Meglio vongole-veraci-voraci? Mi piacerebbe essere una conchiglia di quelle super complesse.
Ci ha dato tante occasioni, davvero. E non è da tutti, preoccuparsi degli altri, in modo che tutti ci guadagnino…in modo da far crescere e vivere anzi un intero Settore:creare opportunità musicali, come rassegne, concerti, festival, orchestre universitarie battendosi con chi di dovere per farle succedere per poi a denti stretti ottenere un piccolo riconoscimento ( e si Università di Bologna, DAMS, sappiamo di cosa stiamo parlando no? )

Bisogna essere capaci di parlare con la gente, ad ascoltare e rispondere cose intelligenti per farle suonare per l’evento X o Y o Z… Saper mediare. Negoziare e poi incantare con il proprio talento.Passare oltre le resistenze e le male lingue, e l’ignoranza, la sottovalutazione.

Insomma, io sono stata fortunata a spostarmi a Bologna perchè la mia amica Anto mi ha portato alle scuderie per presentarmelo..Ancora ricordo l’emozione:ero scioccata dalla velocità e l’energia eplosiva. Cavolo volevo essere come lui!! Uno che suona come se non ci fosse domani, come se abbracciasse la libertà totalmente, con fiducia totale nella propria musicalità, nella passione. Non c’era altro! Vibrante voglia di vivere sui tasti. Gioia di vivere senza freni.


anche se a volte ho negato di essermi divertita a Bologna, che erano più i drammi che le gioie, ineffetti solo Teo e pochi altri mi hanno dato occasione di cantare senza aspettarsi niente in cambio. Senza pretendere da me note alla Ella Fitzgerald…swing alla Anita O Day…anzi accettavano il mio blues, i miei tentativi, e si sono apparsa matta quando improvvisavo senza freni..anche troppo…a volte urlavo di Blues. Vabbè lo faccio ancora …Ma lui ha accettato tutte queste assurdità mie e dei miei colleghi! Ci ha davvero dato modo di sperimentarci, capire limiti e capacità, talento e cose da cancellare.
Noi ci aspettavamo molto dal DAMS, ci aspettavamo corsi di business musicale, di gestione dei social, di economia, e diritto fatto bene però per settore specifico! So dovuta andare fino a NY per vedere un contratto di una Major. Ci aspettavamo che ci spiegassero come fare, che ne so, che ci mettessero in contatto con Etichette, produzioni, studi, TV o festival nazionali e internazionali perchè no…i contatti si possono fare anche con altre Università o scuole di musica private. Ma pare che non ci fosse interesse a creare allievi che diventassero “lavoratori di settore” un giorno. Ci hanno detto la storia e ci hanno lasciato col culo per terra. Poi è arrivato Teo.

Teo ci ha dimostrato che se fai tutto tu, puoi davvero arrivare ovunque.
Creare un team di musici di fiducia con cui poi creare eventi. Prendere contatti con umiltà presentarsi e proporsi. Non bisogna mollare, non demordere, non restare delusi troppo a lungo. Ma voltare subito pagina e riprovare.
Insistere con un’idea, o un progetto. E questo non lo ha insegnato l’università purtroppo, gli accademici non sanno che significa lavorare, creare una azienda dal nulla. Perchè non so se sapete, vi svelo un segreto, lo svelo pure alla NYU -Steinhard blablabla……non tutti sono adatti ad insegnare!
Sono ancora lì a perdere tempo con il memorizzare la data di nascita del compositore X, o farti diventare il miglior musico di sto ca… anzichè dedicare qualche ora a settimana a spiegare ai ragazzi come si lavora con una passione così effimera.
Che poi,di effimero non ha niente.
Perchè come mostra Teo, se comunicando lasci dei messaggi e tocchi il cuore delle persone, mi sa che resti Eterno.

Allora siccome di sicuro no mi metto a scrivere 1 recensionel, vi prego di dedicare qualche minuto leggendo questi gli articoli che ho raccolto…

https://www.ilrestodelcarlino.it/cultura/addio-a-teo-ciavarella-il-pianista-jazz-di-dalla-conte-e-capossela-ci-lascia-a-70-anni-sl0a0m1j— chapeau

https://www.lanuovaferrara.it/tempo-libero/2025/05/17/news/anche-ferrara-in-lutto-per-teo-ciavarella-pianista-col-sorriso-1.100707448–conservatorio dove insegnava da sempre

https://www.aosp.bo.it/it/content/teo-ciavarella-un-saluto–ospedale dove ha suonato per tutti durante la malattia

https://www.foggiatoday.it/cronaca/morto-teo-ciavarella-musicista-jazz-san-marco-in-lamis-bologna.html –vabbè foggia …niente doveva dire?

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2025/05/16/news/teo_ciavarella_morto_musicista_piano_lucio_dalla-424217110/—-no sia mai che Repubblica si lascia sfuggire una notizia.

Jazz Italia, da dove tutti iniziamo! Ecco che anche loro omaggiano e questo mi rende orgogliosa. Bravi!
Chi è che ancora non si è iscritto a JazzItalia per trovare gente con cui suonare o mettere le proprie lezioni ? Dai…In pratica Teo per loro è il primo iscritto eheh

Questo non è un articolo tradizionale, è il mio modo per salutare un uomo che mi ha cambiato la vita- Amen

Eleonora D’Ettole, quando il Jazz accoglie e incanta

Eleonora D’Ettole, una delle voci più interessanti conosciute a Milano,è energia,abnegazione,intensità.
E’una cantante con una lunga formazione e carriera nel canto e nella didattica.
Pensate che inizia i suoi studi nel 1988 a Londra presso la Guildhall School of Music and Drama con insegnanti come Norma Winstone e Scott Stroman…(E si sente)!
Prosegue la formazione con Roberta Gambarini e anche con cantanti lirici, tra cui Flavia Vallega e Nino Tagliareni,Liliana Oliveri. Frequenta la Scuola Civica di Jazz di Milano (1993–1995), un corso di Musica Popolare ad Alessandria, e consegue due lauree in Jazz: una a Torino (2008) e una a Milano (2012). E tutto cio’dovrebbe farvi capire che qualità ha la sua tecnica e anche che parliamo di totale dedizione all’universo Voce!

Dalla sua ricca biografia scopro anche che ha partecipato a numerosi seminari con grandi nomi del Jazz come Norma Winstone, Bob Stoloff, Mark Murphy, Nancy King, Maria Pia De Vito, Diana Torto, Giorgio Gaslini, Sheila Jordan, Michèle Hendricks, Rhiannon, Jay Clayton (vi rendete conto?!?!) esplorando anche la musica brasiliana e la sperimentazione vocale. Questo ha reso ancora più raffinato il suo linguaggio, e lo si sente anche nell’ improvvisazione, dove il suo scat appare molto naturale,divertente ed energetico.
La sua attività artistica spazia dal Latin Jazz alla musica Contemporanea e Popolare, con collaborazioni prestigiose con musicisti italiani e internazionali come Franco Cerri, Renato Sellani, Gianni Basso, Andrea Dulbecco, Gabriele Mirabassi e molti altri.
E tutto questo non poteva che avere dei riconoscimenti, 4 nomination come artista emergente: 2 come formazione dell’anno (con Sellani e Ricci); è stata semifinalista al concorso “W il Jazz” (1998) e finalista con borsa di studio al “Premio Massimo Urbani” (2002). Nello stesso anno ha ricevuto sei nomination al Top Jazz di Musica Jazz come artista emergente e formazione dell’anno.
Nel 2004 le è stato conferito il premio “Donna in Jazz” dall’Associazione Calata Sbarbaro di Savona.

Nel corso della sua carriera, ha collaborato con numerosi musicisti italiani e internazionali di rilievo. In pratica non si è fermata mai: ha calcato palcoscenici prestigiosi, tra cui il Teatro dei Filodrammatici e il Teatro Sociale di Como,si è esibita nei principali Jazz club italiani, e in Jazz Festival come quelli a Gubbio, Moncalieri, Valtidone, partecipando anche a tournée in Cina, Sud America ed Europa.
Ed era lei che c’era nell’organizzazione di-Vociferando-Concerto &Jam Session per cantanti a Milano di successo. Vi ricordate ve ne avevo parlato nella recensione su Daniela Panetta


In ambito discografico ha collaborato a numerosi progetti, tra cui album con John Stowell, Massimo Colombo e Giulio Visibelli, oltre al suo disco “Straight to the heart” con Renato Sellani, https://www.abeatrecords.com/music/shop/straight-to-the-heart/con cui ha una lunga collaborazione.

ELEONORA D'ETTOLE


Uno dei suoi progetti più noti dove esplora il repertorio di standard Jazz classico,è l’album Believe in Spring (2014),
è registrato con Renato Sellani, Marco Antonio Ricci, Stefano Bagnoli, è edito dalla prestigiosa etichetta ABeat. In questo lavoro trovate delle chicche, gli arrangiamenti interessanti,originali, ed emozionanti.
Ha anche lavorato con artisti come Sante Palumbo, Franco Cerri, Riccardo Bianchi e Paolo Alderighi, e recentemente con Roberto Porroni in progetti sulla musica brasiliana e greca.
Ma andiamo ad ascoltare?!! Io qua,scopro che i progetti discografici di Eleonora partono dal 2002; si nota che c’è davvero tanta ricerca del materiale e di cosa si vuole andare a costruire, a comunicare…insomma c’è voglia di provare, sperimentare, esprimere liberamente!
Dal suo disco “Believe in Spring” del 2014, (https://www.youtube.com/watch?v=aLkkzCC6lf0) con un buon intro al disco del maestro Sellani tutto da ascoltare rigorosamente in silenzio e sdraiati…ma,ascoltiamo la brillante versione di Joyspring https://www.youtube.com/watch?v=UoYNmgRD9XA
L’esecuzione si apre con una sezione di scat molto divertente, su swing, in dialogo diretto con le percussioni, prima dell’ingresso del basso. Non c’è il pianoforte in questo brano,attenti: la voce si inserisce nel groove con leggerezza, mantenendo un buon controllo dei volumi e della dinamica. Si apprezza l’uso consapevole della “voce sporca” per aggiungere colore e carattere all’improvvisazione. L’intonazione è stabile, il ritmo ben sostenuto e il gioco tra voce e strumenti crea un’interazione efficace. Un’interpretazione viva, che riesce a fondere tecnica e personalità. E che dire di questa Do you know what it means to miss New Orleans https://music.youtube.com/watch?v=PfJ2q8jzjBU&si=KRC3C3Lt0Zb8qohH in questo brano dal buon groove swing ci si puo’immaginare quanto possa mancare la bella New Orleans, nel testo tutte le immagini ( che a me viene da accostare alla mia città natale )e tramite il suo canto anche noi proviamo quella sana nostalgia, una dolce-amarezza, quello swing che ci fa accettare dove ci troviamo andando avanti con quello che si ha.


Ma ho anche trovato altrove una bella versione di Honeysuckle Rose https://www.youtube.com/watch?v=88xb_FIZ70E brano che scorre con un buon senso dello swing e una vocalità ben integrata nell’ensemble. Nello scat, (dal min 6:20) Eleonora mostra padronanza del linguaggio: i suoni sono ben proiettati, intonati benissimo anche in velocità (io mi gaso per queste cose, scusate!) e il vibrato è usato con misura e giusta intensità, senza esagerare.
Dimostra familiarità con l’intento del brano che deve sempre essere giocoso ma anche tenero e dolciastro, mantenendo coerenza ritmica e melodica. La performance è godibile con un senso di fraseggio fluido e naturale.

Tra quelli che io chiamo standard Italiani, abbiamo qui Tu Si Na Cosa Grande https://www.eleonoradettole.it/video/tu-si-na-cosa-grande-2/ In questa intensa rilettura del celebre brano di Modugno, Eleonora si affida a un dialogo intimo e raffinato con il pianoforte. Il pianista accompagna con sensibilità, arricchendo l’armonia e seguendo con attenzione ogni sfumatura vocale, in un vero e proprio scambio espressivo. La voce di D’Ettole è curata, misurata nelle dinamiche e nell’intensità, capace di evocare lo struggimento e la malinconia tipici della canzone. Alterna momenti di delicata commozione a passaggi più intensi e potenti, mantenendo sempre un tono caldo e coinvolgente. L’estensione vocale è ampia e ben gestita, con passaggi fluidi dal piano al forte che confermano una solida maturità interpretativa…e la poesia del testo tocca anche i cuori più insensibili!

Sapete quanto ami Somewhere Over the Rainbow, vero? E poi c’è questa piccola perla: Moon River. E’un live e so che l’audio non è “da studio”, ma vi invito davvero a fermarvi un momento e ascoltare. Queste due ballad, tra le più celebri di sempre, possono facilmente scivolare nella prevedibilità o nella retorica. Ma Eleonora D’Ettole dimostra di saperle interpretare con delicatezza e autenticità, creando un’atmosfera intima, luminosa e carica di speranza. Anche con un accompagnamento essenziale – chitarra e basso – riesce a dare corpo e profondità al brano, senza mai appesantirlo. Il controllo vocale è saldo, l’intonazione precisa e il fraseggio espressivo: ogni nota sembra cercata e vissuta. La voce, impostata con cura, si muove con naturalezza anche nelle profondità del registro, mantenendo una linea calda e avvolgente. L’estensione è ampia e ben gestita, mentre la pronuncia inglese è chiara e rispettosa del testo, contribuendo a trasmetterne con efficacia il significato. Dal punto di vista espressivo, colpisce la tenerezza sincera e la profondità emotiva che emergono in entrambe le interpretazioni. Le dinamiche, ben costruite, amplificano i contrasti emotivi del testo, e il tempo – lievemente rubato in alcuni passaggi – contribuisce a una sensazione di sospensione e sogno.

Per gli amanti della voce come vero e proprio strumento, capace di adattarsi con naturalezza a linguaggi diversi, questa interpretazione di musica sacra offre una prova sorprendente della versatilità di Eleonora D’Ettole. Lo Stabat Mater – Salve Regina, tratto dall’album Stabat Mater in cinque movimenti per quintetto di Gennaro Luini, rivela una dimensione inedita della sua vocalità, al di fuori del consueto repertorio jazzistico. La voce di Eleonora si fa drammaticamente limpida, avvolgente e intensa, sostenendo con controllo espressivo la tensione emotiva del brano. Il tono è sempre pulito e mai forzato, anche nelle ardite escursioni melodiche: la sua estensione, quasi spericolata in certi passaggi, è affrontata con leggerezza e profondità, contribuendo a un senso di sospensione e sacralità. L’interpretazione trascina l’ascoltatore in una dimensione quasi spirituale, toccando corde intime con una padronanza vocale e una sensibilità interpretativa davvero rare.

Avendo una grande talento nell’ascolto e nella trasmissione del linguaggio jazz; tecnica vocale e stilistica, scat,vocalese, ha sempre lavorato come insegnante e educatrice avendo una ricca carriera tra scuole private e conservatori, infine attualmente è docente di Canto Jazz del Corso di Laurea in Jazz presso il Conservatorio di Brescia.

Vabbè… dopo questa breve panoramica sapete che dovete fare?
Diffondere questa “lieta novella”cioè recensione…. e restate aggiornati tramite i suoi canali social e appena fa un nuovo concerto dal vivo si va a sentirla, sapete com’è… le coccole non bastano mai!

Amici miei, buon Ascolto!

Altre Info

Michela Gazzolo, the soul sister

Vedi che di Soul in Italia si vive? E ripetiamolo ancora una volta, non c’è solo Giorgia!

Michela Gazzolo – o Micky G., come a volte si fa chiamare – è una voce che danza tra le ombre del soul e le luci del Jazz, scivolando sul velluto del blues e brillando tra i riflessi funky. La sua musica non si ascolta soltanto: si respira, si attraversa, come un morbido viaggio in auto tra mare e colline.
La sua voce danza tra RnB & Soul, ma persino house & dance, passando ovviamente dal Gospel: lavorando anche come corista con grandissimi nomi sin dagli anni 90, cioè povera me! Non ne sapevo niente: Gioventù buttata!

Ma partiamo subito dagli ascolti: parliamo del suo album Hypnotic Essence, edito da IRMA records, è uscito nel 2022 nel giorno degli innamorati, e non a caso è una carezza…elegante… lunga 11 brani.
Tra inediti e riletture, ci si può sedere in poltrona e godere di versioni di standard e brani originali ben costruiti, ma soprattutto e diciamolo, finalmente, “sentiti”con l’anima!
Un linguaggio che Micky ha assorbito e reso suo, e credetemi una italiana così black ne avrò sentite 3 o 4 in tutto fino ad ora… Esempi?!
Ascoltate qui You go to my head riarrangiata con un intro di bimbi che cantano il brano così come è stato scritto ma poi la band attacca un solido e sognante groove funky, https://music.youtube.com/watch?v=G9TiiG9s0a8&list=OLAK5uy_ldKGq6-v3SEtjUULSUN8hm_pG3UlXBv2I e allora Micky diventa pittrice e costruisce un mondo sospeso, dove ogni nota è scelta con cura, sensualità e intensità. Sentite questa difficile versione della splendida e tristissima Angel Eyes https://music.youtube.com/watch?v=EICtrb3RV0c&si=spmYxwSlTg_R2pd4

Non è un nome qualsiasi: ha condiviso microfoni e magie con artisti come Aretha Franklin suo figlio Teddy Richards e Jean Michel Byron come corista. La sua voce ha superato dei bei Test !
Poi,ha fatto da eco ad artisti italiani e internazionali, passando con grazia dal soul alla dance, dal cinema alla TV. Canta storie che sembrano sogni, sin dal 1998 gli album “Reaching Up the Sky”, “Seasons of Love”1999, passando per Everybody Change” 2000 e “Stay”2009 ma trovate la lista completa di album qui https://indexmusic.it/articoli/hypnotic-essence-il-nuovo-album-di-michela-gazzolo-per-irma-records/
in altre parole ogni anno ha pubblicato un gioiellino.

Ed è proprio una di quelle voci che misteriosamente quando canta, anche il tempo rallenta… ascoltate questa You will never know https://music.youtube.com/watch?v=DAyQWWTbywA&si=Jcl29bdR_VBwmoFt non sentite un retro gusto di di Billie Holiday un po’ misto a Macy Gray ?

E questa gestione della metrica delle parole, insomma le sue interpretazioni sicuramente sono influenzate anche dalla sua vita alternativa da attrice.
Ho scoperto infatti che ha sperimentato “la forza delle parole, del silenzio e del respiro”con il teatro, guidata da maestri come Fersen, Scaparro e Albertazzi. Ma è con il canto che ha trovato casa: una casa fatta di palchi, luci, studi di registrazioni, attività da corista e incontri….e poi dall’Italia agli Stati Uniti, è volata in solo con la sua band “Da Face“, ha portato il cuore in viaggio, accompagnata da suoni neo soul e atmosfere funky ben dosate da musicisti di talento e di qualità. E non è scontato!

Ascoltate questo brano originale di cui c’è un video, il brano principale dell’album. Ha proprio un buon groove e che con la delicatezza del suo fraseggio ti fa dimenticare cosa stavi facendo- My oh My https://www.youtube.com/watch?v=_eCQQKM1Ztg

E’capace di passare da suoni leggeri, caldi… a belting Notes potenti e vigorose a sfogare quel dolore, quel desiderio, quella fame che il blues sa raccontare ed esorcizzare molto bene: e non è tutto…ascoltate qui la bellissima You don’t know what love is https://music.youtube.com/watch?v=X7htdQfKzk4&si=fMmk-984uE1Gv8mJ sentite come dialogano lei e il sax ?

Insomma per concludere, Hypnotic Essence, è un invito ad ascoltare con il cuore. Perché Micky non interpreta: incanta. E se viene in una delle vostre città, andate ad ascoltarla subito!
—-
Qui trovate il link per l’album intero via youtube https://music.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_ldKGq6-v3SEtjUULSUN8hm_pG3UlXBv2I
E lo trovate anche disponibile su :

Spotify https://open.spotify.com/intl-it/artist/308AfmAJLWXHISZTHswkRX

e su altre piattaforme come amazon music, deezer e apple music.

Info qui:

Instagram https://www.instagram.com/michelagazzolo_official/

Facebook https://www.facebook.com/michela.gazzolo/?locale=it_IT

Reference https://www.zetatielle.com/michela-gazzolo-nuovo-album-hypnotic-essence-jazz-masterclass-ztl-magazine/

live

Daniela Pes, racconti onirici oltre Il Jazz

Avete presente la bellezza e la varietà del territorio sardo?
Le sue meraviglie, antiche e nuove?
Un paesaggio così diversificato e dai contrasti forti che tenta disperato di restare puro?
La discografia di oggi detta ancora categorie troppo strette per essere prese in considerazione. Il mercato procede nel suo torpore generale. Ma ci sono artisti che vanno avanti e tirano fuori quello che è davvero moderno e cioè se stessi con tutti i contrasti del caso.
In altre parole,qui siamo un po’lontani dallo solito Jazz-swing- contemporaneo; diciamo che qui si può parlare di Musica Contemporanea e sperimentale, dove il Jazz è la base ma in questa lingua qui si presenta di tutto: suoni provenienti dalla folk sardo, dalla vita personale di Daniela che usa il dialetto, e poi una lingua inventata, composta da frammenti di gallurese, italiano e fonemi creati ex novo…e poi l’elettronica si incontrano e si muovono assieme, generando orizzonti e atmosfere meravigliose.

LIVE Daniela Pes ‪@OGRTorino‬ Ascoltate come tutto l’arrangiamento parte dal basso, dalla semplicità, da suoni molto bassi e sale https://www.youtube.com/watch?v=TtA_yHrVDC4
Qui partiamo in un viaggio nuovo, tutto da scoprire, con ogni brano, un paesaggio emotivo nuovo, sempre parte di un racconto però, che supera questo tempo.

Qui si fanno i conti con il presente, un presente multilinguistico, multi culturale, multi-personale, multi-anima-…multi e basta.

Dalla Biografia scopriamo che: Daniela Pes classe ’92, nata a Ozieri, ha sempre giocato con la musica sin da piccola pensate da quando aveva tre anni…poi ha studiato da autodidatta e si è messa in riga con gli studi, ha conseguito una laurea in Canto Jazz con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio Luigi Canepa di Sassari nel 2017. La sua tesi era incentrata su Ella Fitzgerald. Inoltre, ha ricevuto una borsa di studio per i Seminari Estivi di Nuoro Jazz, diretti da Paolo Fresu, che le ha permesso di esibirsi a Time in Jazz e all’Harp Festival di Rio de Janeiro. 

Sentite questa Close to you https://www.youtube.com/watch?v=5ApX_2zLV2U qui si stava per laureare ed era già chiaro dove stesse andando e con quale tenacia e arroganza positiva.

Ed oggi presenta dei progetti attuali: mistico, onirico,vero e se posso dire attraverso una palette di suoni che attinge dappertutto. Neanche riesco a creare un elenco completo di quello che percepisco, tra soluzioni metriche o ritmiche, poi gli arrangiamenti,le armonie così pure,che non cercano artefatti, i suoi discorsi scorrono spontanei, giusti. Ed è proprio quello che sentiamo dentro. Lei tira fuori “Noi” , ci sentiamo colpiti, ci mette davanti alle nostre emozioni reali. Per quanto oscure possano essere…

Ecco ascoltate questo disco che io ho trovato illuminante Spira (2023) https://youtu.be/MszWj039ZvA?si=LfR7LbFvE6B–6-4
​ che è l’album d’esordio della cantautrice: Ci troviamo davanti un’opera che sfida le convenzioni musicali. Pubblicato il 14 aprile 2023 da Tanca Records, etichetta fondata da Iosonouncane, che ne cura anche la produzione, Spira si è aggiudicato il Premio Tenco come Migliore Opera Prima del 2023

La voce di Daniela è onesta: un richiamo, un lamento… e poi una luce, una carezza nella disperazione.Per quanto doloroso questo mondo raccontato nei diversi brani dell’album, ci ritroviamo al sicuro nel colore del suo timbro caldo, intenso, autentico.
Sì, le mie amiche cantanti diranno vabbè, ma questo strascicarsi e trascinarsi, toccare i suoni con questa leggera sofferenza, sporcarli… è così simile al canto sentito oggi in generi pop,o indie e rock, ma Daniela dentro ha molto altro: vediamo il contesto in cui questi suoni sono usati, e l’insieme, le parole che usa e come!
Ed ecco allora un quadro strabiliante, unico,che sa di nuovo!

Daniela Pes – CARME https://www.youtube.com/watch?v=YpzcVXu2L1o&list=RDEMkktf7kuIXKMscos2Cd1m1Q&index=2

La musica si allontana da quel che va di “moda”oggi,ma allo stesso ingloba suoni… e Daniela racconta la sua storia. –
Potrete dire in certi momenti…ma si, è simile ad Elisa anzi no…Bjork, Aurora? No,no…c’è un po’del canto tradizionale sardo…quella lì,come si chiama?
Eh, oh!! Si chiama Daniela Pes e questo suo mondo è unico e originale: va ascoltato per capirlo!

ARCAhttps://www.youtube.com/watch?v=t82rZjeGBsg&list=RDEMkktf7kuIXKMscos2Cd1m1Q&index=4
Troverete dolore; ma poi pace e poi, ancora lacrime e calma, accettazione, perdono.
Ed era tempo che non mi commuovevo ascoltando qualcuno.

Grazie Daniela!

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Maggiori Informazioni qui:
Website
https://www.danielapes.com/?fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAAaeeY1phK-Pp0-fDFu32tJvpSUgakvudVUsl9lI85lQ7BKN4pXUgBX8bnyp3wQ_aem_–i80kINYEQEiloxkAifVQ

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Panico Concerti