Vi presento una voce che ha fatto del Jazz la sua vita #VanessaPerea, adesso a New York. E’un dolcissimo mezzosoprano, voce fresca come poche; abbraccia e sa come si gioca con il ritmo in uno stile che incarna totalmente la tradizione, nel senso che ascoltarla ti fa fare un salto negli anni ruggenti di Nancy Wilson o Carmen McRae!
Ed è proprio quell’eleganza racchiusa nel suo portamento e nella voce che rilassa, diverte, e accompagna l’ascoltatore in un mondo felice. Sa come “swingare forte”come si dice in gergo e non dipende solo dagli studi classici e Jazz a cui ha dedicato la vita, ma è il talento, la sua capacità di adattarsi a qualsiasi ambiente musicale e di interagire e intrattenere divertendosi, sia con i musicisti che con il pubblico. Insomma Vanessa incanta con il suo swing frizzante e ballabile. Gli album che vi consiglio di ascoltare a suo nome “Play Date” (2019) e “Home Life” (2021). Inoltre, durante la pandemia non si è fermata, si è dedicata ad un progetto registrato in casa con il marito trombonista Robert Edwards “It Had To Be You” (2022), e presto arriverà l’ultimo album, “This Is The Moment”!
Vi lascio con un link alla sua versione di “three little words(tre paroline)”
Oggi vi parlo di questa meravigliosa anima antica e canterina Serena Ferrara. Di origine siciliana, insegna ed ho avuto la fortuna di conoscerla e ascoltarla qui a Milano, con il suo trio che ha aperto la vocal Jam Session per il II° appuntamento di “Vociferando”al Rob de Matt, a Luglio. ( Ecco un breve estratto di una sua impro Impro al Rob De Matt )
Serena Ferrara quartet al Rob De Matt
Mi ha affascinato appena ha messo piede sul palco, con i suoi ricci, il suo abito semplice che ricordava una dea greca, il suo sorriso luminoso e il tono della voce così ricco di colori…quanta profondità emotiva…poi allegria e spensieratezza! Il repertorio presentato raccontava attraverso famosi standard Jazz dagli arrangiamenti ricercati, il suo lungo e variopinto percorso musicale, affascinando noi ascoltatori ad ogni improvvisazione.
Parlando di biografia, è diplomata presso i Civici Corsi di Jazz di Milano ed ha approfondito gli studi dedicati alla voce, al Jazz, alle sue radici afroamericane fino ad arrivare alla musica africana! Scoperto questo, mi sono innamorata subito di lei. Perchè questo tipo di ricerca mi entusiasma tanto e poi quella è l’origine, la base di tutto quello che per noi è musica oggi! Ovviamente come sempre vi rimando alla ricca biografia presente sul suo sito per approfondire il suo articolato percorso di studi, fatto di lauree conquistate col massimo dei voti, di concorsi, borse di studio prestigiose, premi ecc, tutti a riconoscere il suo evidente talento e la sua vena di ricercatrice.
Parlando di voce si tratta di un mezzosoprano molto agile nella gestione dei “registri” e degli effetti; Serena infatti riesce a includere sonorità diverse,mescolando il folk legato al dialetto siculo, all’afro ma anche all’inglese, il portoghese ecc. Ha un’ampia estensione e in certe sonorità “arabeggianti” rimanda alla flessibilità del soprano, ecco un ascolto:Timurhttps://open.spotify.com/track/19d80NxYZi9hA5wW4UyOVN?si=1d42331097d74e77 Attraverso le interpretazioni, gli arrangiamenti e le improvvisazioni viene fuori il suo talento e il suo gusto…si sente che ha ascoltato con attenzione e appreso dai maestri del Jazz e non solo. Il suo background, il suo repertorio è assai vasto, si sente nelle scelte inmprovvisative e interpretative che fa… e ho appreso che grazie a questa sua versatilità ha avuto collaborazioni di ogni tipo.
Parlando di musica, immergiamoci in questo suo variopinto mondo sonoro. Partiamo dal suo ultimo progetto Kemana del 2022 (ho trovato una presentazione del progetto qui https://www.youtube.com/watch?v=VRxMZx_fFDE (ah poi, prima di leggere andate qui e cliccate e ascolatte tutto l’album! Non preoccupatevi scorre con facilità. )
Kemana
Quest album stupisce per la sua capacità di mescolare sonorità folkloristiche spagnole/portoghesi quindi latine e italiane,(Portami la luna https://www.youtube.com/watch?v=fNznpEAS6FM ) che si intrecciano al Jazz creando paesaggi sonori accesi, avventurosi, calorosi a volte nostalgici… che ti accolgono con un abbraccio e allo stesso ti spingono a viaggiare lontano…A piedi nudi https://www.youtube.com/watch?v=o5WjXxS5Mo4
Qui col brano Dia Dia invece sento il vento https://open.spotify.com/album/1d572o3doChXRdgAbvjbhn e siamo sollevati da un onda dal maestrale, ad ammirare l’orizzonte. In questo insieme di voci,linguaggi e dialetti, con questa chitarra libera, spericolata, ed il flauto “spensierato” che a volte sembra saltellare gioiosamente si”dipingono” i contorni delle nostre terre, le radici della nostra cultura, regalando infine un universale senso di appartenenza, di uguaglianza.
Scopro poi che questo percorso Serena lo aveva iniziato già nel lontano 2013, con il progetto Zancle !
Zancle
Strutturato sulla stessa scia poetico-estetica, facilitando l’incontro di artisti di diversa provenienza, Zancle mette insieme altri racconti, altre favole e scenari. Forse questo album al primo ascolto è più legato alla musicalità siciliana (che le appartiene) ma col Jazz e la sua radice africana prende una direzione molto più ampia; ascoltate qui Angamenehttps://www.youtube.com/watch?v=wQOteTiwtTs esplode tutto in un mondo colorato,di suoni contemporanei ed allo stesso tempo primitivi. Poi ascoltate questa Çiuscia https://open.spotify.com/track/1TYMQaTWi3EjwoJuBv8tMp?si=05e558dde78141a5 o immergetevi nelle nostalgiche melodie di Annablu https://www.youtube.com/watch?v=Fgi4RbEMP-8
Trovo che questo tipo di musica così cangiante sia davvero adatta a questa torrida ma anche temporalesca Estate…cioè, ve lo immaginate un concerto in qualche anfiteatro in Sicilia o Calabria o magari in Puglia tra ulivi secolari, magari in una notte stellata, accompagnato da danze e balli? Ma sono sogni e so bene che è difficile che questa musica arrivi nelle piazze di certe rassegne …ma la butto lì…magari qualcuno legge e mi fa felice.
Passando oltre…ora vi parlo anche di un altro progetto per chi come me ama la sperimentazione vocale, le mille possibilità della voce come sturmento, e ama divertirsi con le improvvisazioni alla Bobby MccFerrin, ed è questo “coro circolare” (circle choir) di fama internazionale gli Elephant Claps https://www.facebook.com/elephantclaps/?locale=it_ITil gruppo vocale milanese nato nel 2016. La band è composta da 3 voci femminili + 2 voci maschili + beatbox, ve le elenco in ordine di tipo: Mila Trani – soprano Serena Ferrara – mezzo soprano Naima Faraò – contralto Gianmarco Trevisan – tenor Matteo Rossetti – bass André Michel Arraiz Rivas – beat box
Primo album nel 2017, ad oggi il gruppo conta un successo sempre crescente data l’originalità ma soprattutto l’innegabile energia che sprigionano queste voci. “Ogni testa è un mondo” si dice e qui ogni musicista è un pianeta a sè ma… insieme fanno una galassia meravigliosa! “Prendendo in mano” il disco Bouganville (già dal titolo si tratta di un esplosione di colore a cielo aperto) andiamo ad ascoltare questa Mi Cabeza https://open.spotify.com/album/5OjA7YhvQaAzTZP3uYxGab?si=-rmM3AikRaGUMNJhu-fM4g&nd=1 che per me dovrebbe diventare presto un inno alla multiculturalità figlia dello scambio di popolazioni, caratteristico di questo secolo: è davvero una canzone positiva e di inclusione, tecnicamente a livello musicale gestita benissimo da ogni voce! L’ intonazione è pulita, il senso del ritmo è coinvolgente, risonanze al posto giusto, volumi e dinamiche misurate,voci che incantano. Oppure ascoltate Think Positive o la groovosa Fela davvero incisive, ritmicamente ineccepibili. Insomma in altre parole, non si può fare a meno di battere il piedino…e sentire una scossa di energia lungo tutto il corpo!
Nel mondo del Jazz contemporaneo che sia swing o che incontri l’allegria dei ritmi brasiliani di bossa&samba, un’artista travolgente mi ha conquistato, Susanna Stivali di Roma e cittadina del mondo.
La sua voce ha saputo distinguersi nel mio universo musicale e credo anche nel vostro. Allora Susanna è cantante, scrive/compone e insegna e fa parte di quel gruppo di persone che cercano di migliorare il nostro sistema (in termini di creazione eventi e diffusione del Jazz e in generale della buona musica). Ha studiato pianoforte, in contemporanea alla voce, (e qui un esempio divertente, https://www.facebook.com/100026823079067/videos/421337228819852) quindi anche canto classico per consolidare la tecnica e Jazz per accontentare lo spirito di ricerca, dalle cantine di prove blueseggianti del nonno sino a perfezionarsi con Bob Stoloff e Murk Murphy, Sheila Jordan studiando presso il Berklee College of Music di Boston quando ancora in Italia si cominciava a diffondere e a costruirsi la necessità di avere una scuola di riferimento del Jazz e costruirci attorno il sistema. Io direi dopo le giganti del jazz italiano lei si affaccia con umiltà travolgendo di fantasia sonora le nostre orecchie.
E qui oggi vi dimostro come ha assorbito queste influenze e insegnamenti. Si presenta con 4 album all’attivo e tantissime collaborazioni qui e all’estero, anche in ambito pop e di doppiaggio (cantato) per grandi produzioni. Io la ricordo quando suonava in quel di Bologna e per me rientrava delle scuderie di bravissime performers a cui ispirarsi e aspirare! Vedo oggi che ha prodotto un album interessantissimo, una challange a mio avviso, una sfida perché è la prima volta che sento una cantante omaggiare Wayne Shorter, il famoso sassofonista, compositore americano (proprio lui, uno dei Re della storia del Jazz eh!) https://open.spotify.com/album/4yRvUzcsnbxnlEUaa17z4O
Poi dedichiamoci all’ascolto di questo bellissimo concerto a Melburne (Australia). https://www.youtube.com/watch?v=sGRVG_RNj5A e andate alla prima ballata dalle sonorità Jazz”Valsinha”: non è una delizia?! Dal testo all’ atmosfera, dalla sua presenza scenica alla sua ottima impostazione vocale,dalle sfumature della sua interpretazione, all’energia che infuoca inaspettatamente. Poi amiche cantanti, se volete capire cosa è una risonanza vocale ecco un esempio “buzz-ante” (dove buzz sta per “ronzio metallico” che sentite nelle voci ben supportate, e che ne arrichisce il volume, regalando una voce senza sforzi.) Potrete meravigliare le vostre orecchie con questo omaggio in italiano ai pezzi presi in prestito dai grandi compositori come Chico Barque > https://www.youtube.com/watch?v=sGRVG_RNj5A interpretati con frizzante passione.
L’obiettivo qui è raccontare storie,sfruttando le traduzioni in italiano e permettendone la condivisione (quanto meno alle generazioni dal 2000 in poi penso…) Poi,coinvolgere le vite degli altri e disegnare un tappeto di ritmi diversi per rendere più leggere attraverso questi arrangiamenti le storie,le sfide, la vita.
Un altro esempio? Questa infuocatissima samba chiamata “C’è più Samba”che recita:C’è più Samba nell’uomo ritrovato,c’è più samba nel canto senza fiato, nel petto di chi piange,perchè stava cercando compagnia e voleva donare la sua vita come sto facendo proprio con la mia”: un modo diverso per alleggerire un attimo eventi che ognuno di noi sicuramente ha vissuto: da amori andati a male alla ferrea volontà di gettarsi tutto alle spalle. https://www.youtube.com/watch?v=ygp9A4aFs5c
Una piccola perla è questo brano qui che ormai è un brano standard italiano, “Oh che sarà” Fiorella Mannoia ne faceva una bella versione,(la canzone è brasiliana in realtà!) ma sentite com’è intensa questa versione di Susanna Stivali molto interessante ritmicamente e melodicamente nelle improvvisazioni dei musici e sua alla fine!! Bellissimo, un arrangiamento che sa di nuovo.
Molto originale nel suo arrangiamento e a tratti maliconico il brano “La costruzione”(versione italiana di un brano di Chico Barque in Italia adattata da Bardotti e Jannacci, e cantata anche dalla Vanoni nel ’77 ) e qui c’è tutto: la malinconia di un racconto, il desiderio di protesta, il dolore dell’impotenza,ma anche la reazione crescente e il dolore di scelte potenti, irreversibili e tutto questo i musici e Susanna riescono a “costruirlo”: la musica ha fasi sospese, di riflessione, poi esplode,sa di rivolta, reagisce e si spegne in silenzio.
Poi segue una altra splendida ballata, “Decostruzione” (il suo inedito) e “Samba del grande amor” che assieme raccontano dell’amore che vorremmo e di quel che poi in realtà accade molto simpaticamente alla fine del percorso: ce ne sbattiamo? Ma si dai, quale grande amore e grande amore?! https://open.spotify.com/track/6RkvZTVSg3dlHr9mh8A7Gf
Insomma per concludere se volete seguire il suo suggerimento di mettere un po’ di musica in voi e far “sambare” il cuore, controllate il suo calendario e appena possibile andate ad un suo concerto live. A questo proposito intanto vi indico il progetto e l’album “Caro Chico”(2018) che include questi brani e che è dedicato a Chico Barque >https://open.spotify.com/album/5KaTxXuOGKHrF6pWxWvvYh che ha rapito l’animo di Susanna… e… anche il mio!
In un mondo che ruggisce di guerra e terrore…ci vuole dolcezza e purezza e Nicoletta Fabbri risponde alla chiamata! Per puro caso, mi capita una bellissima versione della splendida “Life is beautiful that way” https://www.youtube.com/watch?v=rn7R8MYYxvI e “Smile”, quel famoso brano di Charlie Chaplin https://www.youtube.com/watch?v=iTMbCZQDapA regalandomi un gentile respiro di sollievo. E penso…se l’ascoltassero tutti? Forse oggi ci sarebbe meno dolore.
Ecco perchè questa lady della musica Jazz, merita la vostra attenzione. Nicoletta comincia studiando canto lirico presso il Conservatorio di Cesena, (esatto, ancora artisti dall’Emilia-Romagna,meraviglioso!) debuttando nel maggio 2000 nell’opera “Madama Butterfly” di Puccini realizzata presso il Teatro Bonci di Cesena nel ruolo di Mrs. Pinkerton. Ed il teatro poi non lo abbandonerà del tutto…del 2021 infatti una collaborazione con Marina Massironi. Si dedica poi allo studio del canto moderno e Jazz, collaborando con i grandi della musica… come Noa (!) Porta avanti poi anche per importanti progetti italiani, sia come solista che come corista. Ma d’altronde la sua voce incanta, il suo controllo vocale è entusiasmante, affronta note alte, pianissimi, e improvvisazioni all’unisono anche con altri strumenti con estrema flessibilità. Non puoi aspettarti che intensità, dolcezza, calore da Nicoletta.
Così come appassionatamente si è dedicata alla ricerca di un repertorio particolare, attraversando in uno dei progetti che la contraddistinguono, la musica del cinema. Le canzoni che hanno anche raccontato la giovane Italia e il mondo del dopo guerra e non solo. Ecco, date un ascolto al progetto omaggio alle dive del cinema, inzialmente ispirato dalla figura della Monroe, https://www.youtube.com/watch?v=uK2_l7EZwVw poi ampliato a comprendere le più grandi. Parlando della sua esibizione, Nicoletta esegue i brani più famosi e toccanti con grande destrezza. Vocalmente è speciale, c’è controllo, potenza, delicatezza allo stesso tempo…colora di sfumature diciamo così…”pastello” brani che solitamente sono colorati con “i toni pesanti dei colori ad olio” ecco …per usare una metafora pittorica! E vi consiglio di accomodarvi su una comoda poltrona e attivate la sua playlist su youtube o spotify. https://open.spotify.com/artist/4ID3lD0ylVxF2Pfy6uilbL Per finire ascoltate questa sua “Sous le ciel de Paris”, inizia con tranquilla semplicità, quella tipica della linearità del Lungo-Senna… e in un attimo siamo con lei passeggiando a Parigi ! https://www.youtube.com/watch?v=AJGFUyTnUvM
Mi piacerebbe sentirla al più presto anche qui a Monza, magari in un locale elegante,tra un sorso di vino, un dolce raffinato… a farci sognare tra le variabili sfumature del Jazz.
Torniamo a parlare del buon Jazz Italiano? Dal mio punto di vista, tra le cantanti che “formano” il linguaggio Jazz italiano e lo arricchiscono , che per me sono senza dubbio degne di nota, c’è Ada Montellanico. Non solo cantante, ma vera ” guerriera rivoluzionaria/business lady” . Basta vedere gli innumerevoli progetti in cui è coinvolta e i suoi contributi nella organizzazione del sistema Jazzistico italiano, che come un qualsiasi prodotto che ha un mercato, una domanda e un’offerta, andava strutturato da sempre…Infatti Ada è la presidentessa della Federazione Jazz Italiano (vi lascio questa Intervista >https://www.youtube.com/watch?v=bErNZc3mn1M). …Questa cosa mi rende veramente felice! L’ho “conosciuta” con questo album Suoni Modulanti https://open.spotify.com/album/1HsRjZOtvuNnsUflemQuqc dove la sua voce dal timbro chiaro, colora a volte con energia, a volte con dolcezza parole e testi interessanti, intriganti. Soprattutto mai scontati. Le atmosfere create in questo disco regalano un senso di speranza, di gioia anche quando ci si sente persi tra “astratte melodie di pensieri in cerca di armonia” …E’ l’instabilità del cuore umano e la sua ricerca di pace nelle piccole cose il tema portante o almeno lo è per me! Questo disco è energia che cresce, come si ascolta nel brano “E'” ad esempio, https://www.youtube.com/watch?v=mdrEnU6SQoQ Lentamente sale per poi esplodere in una sorta di gioia universale del proprio essere = la gioia dell’accettarsi così come si è. E’ un brano che ci ricorda che alla fine la nostra vita può restare “strana”; amandola lo stesso con i suoi Ma, e i suoi Se e i suoi ” E’ ” : in un gioco di accoglienza, in un dondolio di serenità! Durante l’università, ricordo bene ancora il sapore di questo brano mentre passeggiavo preoccupata, tra una lezione ed un esame…Eheh… ma con Punto e Virgola, un brano che ancora oggi fa “alzare il passo”in una passeggiata, vien voglia di essere leggeri,durante la nostra perenne ricerca di equilibrio. La cosa che distingue Ada da altre voci per me, oltre il timbro ecco…è il suo modo di pronunciare le frasi e di stare nel pezzo. C’è un ritmo suo, caratteristico; una personalissima indole swing che credo dipenda dall’accento italiano (sì,ricordiamo che la pronuncia e l’accento di una lingua o del dialetto, influenza il linguaggio musicale, con i suoi suoni, i suoi ritmi e colori) e da lei, dalla sua personalità, mescolandole con un pizzico dello stile di Billie Holiday ( che deve averla ispirata e toccata nel profondo… ) Tutto questo insieme regala un generale, evidente effetto finale, una certa “calma dondolante” e agrodolce che fa riconoscere la vocalità di Ada Montellanico tra tante. Quando si ascolta Ada, è inconfondibile! Lei conquista un proprio stile e la voce,i pensieri, si distinguono liberamente, con tutte le proprie sfaccettature, Sentite dalla compilation che ho trovato Lady Jazz, questo brano, che amo particolarmente Peacehttps://www.youtube.com/watch?v=7sypCan7nAE E poi, un altro esempio rinvigorente direi, la sua interpretazione di Afro Blue, semplicemente radiosa: https://open.spotify.com/track/3Mf6IvzkNzwHtU6UNj9dln?si=f32957873f354b07
Continuando, un altro esempio di versatilità è questo omaggio alla grande Abbey Lincoln ( che fa parte di uno dei progetti dedicati ai repertori di grandi compositrici e cantanti Jazz)> link: https://www.youtube.com/watch?v=NUu7Vhxc7zw Ha un modo di interpretare unico, note nette,pulite, a volte lasciate cadere, a volte tenute come farebbe una tromba, con silenzi e attese che volutamente permettono ad Ada di consegnare il messaggio del brano in modo originale, inatteso, insomma ancora una volta, un suono inconfondibile. Segnalo anche di ascoltare il suo splendido lavoro sui brani di Luigi Tenco. https://www.youtube.com/watch?v=XFMM-V1doDU e L’altro Tencohttps://open.spotify.com/album/5Bnt67esAyf7LsYeC4nzrU Approfondendo la discografia di Tenco con mente sensibile e facendoci sentire finalmente brani sconosciuti, Ada lo ha decostruito e ricostruito accompagnadosi con grandi musicisti della nostra scena. Ma è questo che fanno le ragazze del Jazz: ricerca e racconto, approfondimento, sperimentazione, interpretazione personale, trasmissione di emozioni e pensieri. Ma mi fermo qui, tanto lo sentirete, e chiaramente. Buon ascolto!
Un mondo in bianco e nero questo è quello che ad ascoltare i media si delinea..o sei contro o sei con…invece ci sono tantissime sfumature! Basterebbe ascoltare questa The Newspaper (feat. Robert Unterköfler) per capire https://www.youtube.com/watch?v=f_7kqoO3jFk
E poi tecnicamente, capite cosa può trasmettere oggi la musica, il Jazz, quando si lascia anche spazio alla composizione per orchestra & coro? Qui si sperimenta con un buon groove, un bel ritmo che risveglia i sensi addormentati… anche in una giornata calda come oggi!
Per crescere servirebbe poter variare, magari viaggiare e suonare sperimentando in ogni luogo, anche solo per assimilare la cultura unica del posto dove ci si ferma. Questo regalerebbe musica nuova e interessante. E c’è qualcuno che ha avuto la possibilità di farlo e i risultati sono molto interessanti. Di chi parlo? Ma di Patrizia Ferrara cantautrice e cantante che tra Italia, Austria e America ( è italo-austriaca di origine) ha potuto mettere una grande varietà di progetti, insomma esibizioni degne di..nota! Questa lady del Jazz ci diverte e intrattiene come poche. E’ pura energia, e si adatta a questa epoca di scambi musicali: ecco un esempio qui con Waldeck in Never Let You Go (si balla!) dall’album Atlantic Ballroom, https://www.youtube.com/watch?v=O3vubhOfOZM
Ed è dolcezza sonora, la semplicità e la bellezza di una luna che sale nel dubbio della sera…e con quel suo sorriso luminoso (nella cover di questo splendido album Simple things da ascoltare tutto, un omaggio alle cose semplici della vita che ci salvano dal baratro!) si percepisce una saudade di momenti passati, amori lontani, e speranze mai perdute. Sant’Allegria, è una bossa tradotta in italiano …credo che riconoscerete qualcosina di familiare, https://www.youtube.com/watch?v=cdHGmFtOVmI&list=OLAK5uy_miS4EPRRGbwPSNb5SHoGIut9HyFyBAhEc&index=5
Tra le più possenti e preparate voci blues & soul del panorama italiano c’è lei, Gloria Turrini, il sole del soul italiano. Contralto vibrante, tecnica vocale impeccabile, energia travolgente misurata da fraseggi “gustosi” e quando serve dalla grinta esplosiva. Insomma se hai voglia di energia, divertimento e di distrarti dal “logorio della vita moderna” fatti un…sorso di voce di Gloria! Possiede un cuore e una mente aperta che sa accogliere e sa giocare con i musici che l’accompagnano in un interplay eccellente. E quando si tratta di ritmo, ecco che lei ci sguazza con gusto, anche nello swing di un Jazz brioso,infatti ascoltate com’è frizzantello il suo originale Good morning sunshine https://www.youtube.com/watch?v=MePtYNEQI2I …io la uso come sveglia del mattino, mette gioia vero?
Il 18/6/2021 usciva l’album a nome del duo Gloria Turrini & Mecco Guidi, un duo che suona spesso e di cui vi metto anche qualche data in fondo a questa pagina o nel suo sito …Vedrete che la loro intesa è meravigliosa e contagiosa… è paragonabile al duo voce e chitarra,Tuck & Patti.
E qui una partecipazione tutta in Blues con un mito della musica italiana, Andrea Mingardi: https://www.youtube.com/watch?v=ygu7GTSONJU Con questo lavoro davvero spazia attraverso tutto il repertorio anni ‘50 ’60 e ’70 e non solo… Tra i progetti più belli di Gloria devo menzionare questo omaggio alla grande Etta James; un emozionante spettacolo al Teatro Moderno di Fusignano di cui trovate qualche estratto video online come questo https://www.youtube.com/watch?v=0CmoQe7vrYM All I could do was cry (che vi consiglio di recuperare). Insomma ce n’è per tutti i gusti: performance appassionate, commoventi, forti…questo sono le sue interpretazioni…diciamo…. anti stress!
E per darvi poi un’ idea delle atmosfere struggenti che è in grado di creare, qui nel brano Hallelujah il suo canto tocca punte di intensità uniche. Il brano è stato scritto da Leonard Cohen e poi interpretato da centinaia di cantanti tanto di diventare uno standard sia da contest/gara canora che da studio. Ebbene, lei riesce a renderlo nuovamente originale, approfittando di una vocalità intensa che commuove…e mi fermo per non inquinare con le parole ciò che la musica sola può rendere giustizia https://www.youtube.com/watch?v=JSKoxa6Iev4
Per ascolti in casa o a passeggio vi indico il suo
📆28/6 ⏱21 ➡️ Poseidon Ristorante Pizzeria (San Mauro Mare) con Guidi 📆29/6 ⏱19 ➡️ Krudo Como con Guidi e Guerrini 📆30/6 ⏱21 ➡️Castelfranco Blues festival con Guidi
Ma in quel dell’Emilia Romagna che vi danno durante l’allattamento, musica liquida? Frullato di note?!
Ecco, parliamo della bravissima ed elegante Lorena Fontana. Dal Jazz a Guccini, (Album Guccini in Jazz ), dalla musica popolare brasiliana al tango(con brani in Italiano! Cercate Oblivion!!) Una lunga carriera che ha portato questa voce elegante, precisa,calma e decisa a sperimentare di tutto. Anche il canto classico, collaborando con tanti artisti diversi, anche oltreoceano! Ascoltate qui in duo https://youtu.be/Js52zAzdWvk con Paolo Fresu (tromba).
Poi gestisce con dedizione e successo una cattedra al conservatorio di Mantova di canto Jazz. Ha scritto un metodo di canto…Manuale-completo-canto Insomma, una lunga carriera e tanti diversi progetti ma tutti studiati con amore, ben curati nella produzione e brani cantati con passione,intelligenza, senza troppi orpelli inutili. Essenziale è Lorena, e quando serve densa e calda è la sua voce. In questo brano la sua “visione” illuminante https://youtu.be/XucK3F6KpwI…
In questo brano Music is an Isle tutta la forza del ruolo di salvezza delle arti, della musica https://www.youtube.com/watch?v=YLpassP9LRg… sia per l’artista in quanto tale, sia per l’artista essere umano come tanti.
Dal punto di vista tecnico, sia esecutivo che espressivo non ho mai visto qualcuno in grado di cantare così bene in tante lingue diverse https://www.youtube.com/watch?v=SgkKNTClam0 Aguanillé 1996 ed avere così tanta musicalità ed inventiva nell’ideare progetti e sperimentazioni importanti tenendo testa alla realizzazione di ogni singolo dettaglio con risultati così eccellenti; addirittura, includendo l’adattamento in italiano di brani stranieri! Ho letto la sua biografia e sono rimasta affascinata.
Ho ascoltato interviste e poi i suoi progetti ed ho capito cosa significa essere cantanti professioniste. Sentire la chiamata. Grande Lorena, sei generosa sia umanamente che musicalmente…e resterai senza dubbio nella storia delle voci italiane più belle.
Veronika Harcsa (di ottobre come me!) da Budapest l’ ho scoperta grazie ad una amica. Veronika è una cantante che si occupa non solo di Jazz … ha mollato gli studi di informatica e ha fatto il salto nel buio della musica. E questo suo spirito coraggioso e impetuoso lo si avverte anche quando canta. Per me la sua è avanguardia. Ascoltate qui https://www.youtube.com/watch?v=_b53QxOPqGg Shapeshifter – Veronika Harcsa & Bálint Gyémánt
E si..questa Ungheria mi stupisce: macina talenti da non credere! Ma torniamo a parlare della sua performance musicale accattivante e poliedrica, qui canta Bálint Gyémánt: Vetettem violát = Gyémánt Bálint: Ho piantato la viola (traditional Song) – https://www.youtube.com/watch?v=4AKDdYsIz3c un brano tradizionale…onestamente: ipnotizza! Riuscite a capire come governa il ritmo nel suo canto? Come ti avvolge… e ti accarezza questa voce calda e dolce? Un timbro un po’scuro, particolare…allo stesso tempo riesce a mettere in risalto colori densi e melanconici, di una dolcezza raffinata a colori quasi rabbiosi… “soulish”tipici del blues e quindi il fatto che si trovi bene in sonorità moderne come quelle del Jazz o della sperimentazione è un passo giusto! E’ come se si fosse reincarnata a Budapest una lady del blues di altre latitudini; nota dopo nota ci trascina in un universo parallelo dove puoi dire addio allo “stress della vita moderna”! Inutile dire che ha vinto premi e riconoscimenti oltre oceano e che è responsabile del Jazz progam “Permanent artist in residence” al già famoso Valley of Arts Festival a Kapolcs (Hungary).Una carriera che continua a crescere. La ragazza si da da fare collaborando con la Erik Sumo Band, molto interssanti devo dire. Hanno realizzato una perla con Erik Sumo – As Lions (2020) https://www.youtube.com/watch?v=3P6iEFBPrJk e poi con la Pannonia Allstars Ska Orchestra hanno dato una sonora rispolverata al classico Summertime,vi dico: da non perdere..preparatevi a saltare dalle sedie o quanto meno ad abbandonare la nave della noia > https://www.youtube.com/watch?v=QyDSk1yzPHU E’intrigante…. come molte ragazze del Jazz sanno essere intelligenti imprenditrici e Veronika organizza anche mensilmente concerti che dedica a presentare lei e i talenti della scena locale, rendendo la vita musicale più ricca e interessante,sin dai tempi preCovid! Ricapitolando: Online basta scrivere il suo nome e avrete molta musica da ascoltare…anche elettronica! Inoltre su youtube trovate molto altro, per passare una serata rapiti dalla bellezza e dalla magia di suoni alternativi…ve lo consiglio!
Eccola, Yaala Ballin, i suoi lunghi capelli biondi fanno da cornice ad una figura, una voce, una persona dal carisma eccezionale. Nata ad Israele, ha iniziato presto a studiare musica e a dedicarsi al Jazz, sin dal liceo. Durante il suo percorso di studi è stata selezionata per partecipare a corsi di perfezionamento con le icone Max Roach (batteria), James Moody(sassofonista) e Benny Golson (sassofonista). Approfondendo orecchio e anima nello studio di Billie Holliday, Sarah Vaughn e Dinah Washington, da cui ha tratto profonda ispirazione. E con esse lei stessa è diventata sintesi di cuore & raffinatezza. Yaala ha saputo distinguersi ed è diventata rapidamente parte integrante della vibrante comunità Jazz israeliana. Una volta a New York, ha iniziata una nuova sfida, ma onestamente non mi ci è voluto molto per capire che bravissima professionista avevo davanti. Il resto è storia…le sue esibizioni, i suoi progetti, in giro per il mondo sono stati accolti con entusiasmo e potete trovare facilmente articoli di giornale sul web e video. Ma passiamo alla parte che piace a me. Immergiamoci nel suo mondo musicale.
Dal suo primo album Travelin ‘Alone (Smalls Records) ha fatto molta strada. On the road, uno dei suoi album registrato con il suo organico di lunga data che l’ha accompagnata in molte performance, link qui> https://www.youtube.com/watch?v=IZ67dRkzBBc&list=OLAK5uy_kqEH_PUuac7YOVMUQ50P8jS9jkLx3hnCw Il suo fraseggio è elegante quanto il suo portamento. I brani sono misurati. Il modo in cui gestisce il fraseggio qui su Exactly like you è così morbidamente swing senza colpi di testa, ed è… così divertente che bisogna provare a ballarla …ecco vedi come balla il piede?! La band ha il suo spazio e si nota un ottimo interplay. Il suo sguardo sereno, dolce è pari al modo morbido in cui improvvisa e affronta il repertorio di standard di questo disco, senza esagerare con arrangiamenti troppo avventurosi. E per essere così precisi, credetemi ci vuole cura. Ha un temperamento forte, ma trasmette una sorta di “forza nella calma” che la rende unica, come si può sentire in questa sua interpretazione della ballad More Then You’ll Ever Knowhttps://www.youtube.com/watch?v=WfYFEgJYzTU&list=OLAK5uy_kqEH_PUuac7YOVMUQ50P8jS9jkLx3hnCw&index=8
Yaala così impavida e serena sale sul palco e pensi, ha attraversato l’oceano per raggiungere la Big Apple (…bè anche passando per Turchia, Ucraina e Cipro ecc…ha suonato e sta suonando davvero ovunque!) e raccontarci il suo Jazz, la sua storia con onestà. Fantastica.