Camilla Battaglia, E.E.E.:un Jazz eccentrico, elettrico, eccezionale

Camilla Battaglia è una improvvisatrice poi cantante e compositrice. Nata a Milano nel 1990. Cresciuta in una famiglia di musicisti — Battaglia &Ghiglioniovviamente ha sempre vissuto immersa nella musica di grande qualità fin da piccola. Dopo studi classici (tra filosofia e canto jazz alla Siena Jazz University) e un percorso formativo europeo (tra Rotterdam, Copenhagen, Berlino e Amsterdam), ha costruito un linguaggio vocale e compositivo molto personale, legato tanto all’improvvisazione quanto all’elettronica e alla scrittura sonora concettuale.

Ascoltando Joy Spring album del 2010, con Renato Sellani che ce l’ha “introdotta” sentiamo come Camilla fosse parecchio avanti rispetto a tante altre cantanti della sua età–qui mostra che le sue radice ben salde nello swing, dal vocalese allo scat del jazz tradizionale ascoltate Doodlin’ o Four o Satin Doll, qui per esempio https://open.spotify.com/intl-it/album/47fZBTzHUl0nMNAlde2ZtF e mostra controllo e idee chiare anche nelle interpretazioni delle ballads.

Poi man mano che matura cambia direzione e decide di andare verso la sperimentazione.
La sua voce pura, cristallina, mostra una tecnica solida e adatta alla sperimentazione, e si nutre di una ricerca costante. Si sentono echi delle grandi jazziste come Betty Carter, Ella e Sarah, ma anche Bjork e altre cantanti che hanno sperimentato tanto con la voce. Abbiamo splendidi runs, glissandi, fluidi cambi di registro, voce mista che non spinge, gusto per suoni puliti e colorazioni jazzistiche, acuti raggiunti con facilità e delicatezza, suoni puri, puliti con risonanze ricche, regalano un timbro che ha del magico.
Anche quando un effetto elettronico maschera il suono. Sembra dire”Ecco cosa si puo’fare con la voce” Forse si puo’ dire che lei e la sua musica è parte di quel contesto Jazz europeo, vicino ai dischi ECM, di sperimentazione vocale e sound design; questo la pone su un terreno affascinante e libero da paletti tradizionalisti che bloccano— e proprio questo è il nodo centrale da cui parto con questa recensione. Ascoltando ELEkTRA – Camilla Battaglia (Bandcamp) album del 2024, sento un lavoro ampio e concettuale. Camilla incontra un large ensemble. Il disco è una suite. Il tema è ispirato a 5 figure femminili archetipiche e alla narrativa filosofico-letteraria. Forse il suo lavoro più ambizioso dal punto di vista compositivo e narrativo. Le tracce Cassandra, Electra, I’m Nobody, Dead Butterfly raccontano questa esplorazione. Si passa da poliritmie eccitanti e modulazioni armoniche pericolose e sorprendenti.

Poi c’è Càlór, pubblicato nel febbraio del 2023 https://open.spotify.com/intl-it/album/3R9YdoKxZvgzH7nWw3znuD un esplosione! Ogni brano sembra effettivamente descrivere le parti del corpo richiamate nel titolo, o i 5 sensi… Sin dal primo brano Hear sei rapito, invaso da suoni e trascinato in un universo dove chiedersi dove sei sarà la costante. In Chest sembra sia il battersi la mano sul petto la base della idea… In Radice, si potrebbe immaginare una radice che lenta e silenziosa si espande nel ventre della terra alla ricerca di vita. Throat è Voce, è gola, e urlo. Sembrano proprio delle performance teatrali questi brani. Il suono è molto descrittivo.
Da quanto ho letto in una intervista, l’idea nasce nell’estate del 2021, durante un periodo di confronto con la scena musicale di Berlino, ambiente spesso associato a una ricerca sonora avanzata e fortemente concettuale. Il repertorio viene immaginato come un dialogo tra corpo e mente, ma più che un dialogo vissuto sembra una costruzione teorica: una riflessione sul rapporto tra dimensione fisica e percezione, tradotta in linguaggio musicale. L’intenzione è quella di raccontare e celebrare la complessità di questo equilibrio, sottolineandone la fragilità, ascoltate My body o How much a dollar cost.

Confrontandoci con un altro album ancora precedente Perpetual Possibility (2022) Perpetual Possibility – album su Apple Music , (ispirato dai Quattro Quartetti di T.S. Eliot) notiamo un’altra idea. Un progetto focalizzato sulla voce e sulle possibilità timbriche e improvvisative, con un approccio ancora più sperimentale.
i brani offerti in questo album esplorano traiettorie più sottili e astratte, spesso poco orientate al canto “melodico”.
La sua musica è tesa, complessa, progettata come architettura sonora: tessuti timbrici, densità concettuali, costruzione formale. In questo senso, appare più cerebrale che viscerale. Ma ecco che il suo linguaggio non crea distanze, se ascolti con attenzione. Ci stupisce l’intelligenza e il rigore delle idee, ma allo stesso tempo la sensazione è che l’emozione sia uno spazio attraversato in pieno e alla base di tutto: Testa e Cuore.

Battaglia è una figura forte nella scena jazz contemporanea italiana, dotata di una poetica molto personale e di una visione compositiva ambiziosa.

Allora, vi auguro un buon ascolto…ovviamente da ascoltare, un album per volta e … dopo i pasti!

Altri lavori degni di nota

Album in Studio

  • FBAH (2023)
  • Perpetual Possibility (2022)
  • EMIT: Rotator Tenet (2018)
  • Tomorrow – 2more Rows of Tomorrows (2016)

EP e Singoli

  • Floruiscent (con Stefano Coppari, 2025)
  • Can you see me? (I, II, III) (con Simone Graziano, 2024-2025)
  • All is Always Now (2022)
  • Exploration (2022)
  • Dead Butterfly (2020)

Progetti Live e Suite

  • ELEkTRA (Suite per ensemble)
  • Arsa (Duo con Simone Graziano)
  • Calór (Performance live)
  • Perpetual Possibility Live (Solo per voce ed elettronica)
  • Duo Matt Mitchell & Camilla Battaglia

MORE INFO

Band camp https://camillabattaglia.bandcamp.com/

Spotify Camilla Battaglia – artista su Spotify

Instagram https://www.instagram.com/camilla888/

Chiara Civello: tra jazz, bossa e canzone: liberamente musicista

Immagine dell’artista Chiara Civello pubblicata a fini editoriali e informativi.
Tutti i diritti restano di proprietà dell’artista.

Chiara Civello è una voce che scalda il cuore e rilassa, vibra su frequenze che non sappiamo nemmeno di avere.
Mentre vi racconto di lei aprite e ascoltate questo album Last Quarter Moon https://www.youtube.com/watch?v=tYBTUVxte4w&list=PLaVctNLpRzKrcardJn5QcD8HGd48osDGn&index=7 il primo e quello che personalmente mi ha fatto innamorare…sembra scesa da un altro pianeta, in un contesto in cui in Italia sembrava tutto uguale a se stesso o una blanda imitazione di roba statunitense.

Classe 1975, nata in una famiglia eclettica e sensibile sia alle dinamiche della mente umana, che alla musica e all’arte, sua espressione più importante per me…Chiara inizia a esplorare la musica da piccola. Non è solo cantante, ma anche una autrice e polistrumentista, tutto cioè la rende una interprete sofisticata. Riesce a cantare in italiano, inglese, francese, brasiliano…insomma tutto quello necessario e che la porta a esprimere la sua musicalità senza confini. Ascoltiamo questa Yesterday when I was young https://youtu.be/0o91eq9mb58?si=K_hhvAqFHORiUjnT

La formazione di Chiara Civello si sviluppa tra l’ambito accademico italiano e quello statunitense. Inizia gli studi alla Saint Louis Music School di Roma, dove approfondisce canto e linguaggio jazz sotto la guida di Edda Dell’Orso e successivamente di Cinzia Spata. A diciotto anni viene ammessa con borsa di studio al Berklee College of Music di Boston, istituzione di riferimento per la musica contemporanea e jazz, dove consolida competenze in composizione, arrangiamento e performance. Durante il periodo statunitense entra in contatto con musicisti della scena jazz internazionale, esperienza che prepara il successivo trasferimento a New York e l’avvio della carriera discografica.

Se ascoltate e confrontate la Chiara degli inizi e quella di oggi, troverete una artista che fa della variazione, della contaminazione marchio di fabbrica, insomma voglio dire, nelle sue canzoni convivono sia l’eco del jazz, sia la sensualità della bossa nova, fino al lirismo della grande canzone d’autore che trova in lei una interprete coraggiosa, creativamente libera.
Avete presente Un uomo e una donna . https://youtu.be/9poBEwycjv4?si=Qm_mwuHuuqWPNjna di Francis Lai ( con testo di Pierre Barouh) ?
È il celebre tema del film omonimo del 1966 di Claude Lelouch, diventato uno standard internazionale…sentite dove la porta la sua ispirazione, è incredibile!

La sua capacità di avere coscienza di sè, le dona una certa chiarezza di quello che deve essere il suo stile, quello che rende riconoscibile a noi il suo strumento tra tanti altri, sia dal punto di vista tecnico che timbrico, Chiara si è sempre sforzata di creare qualcosa di suo, unico, per esempio, ascoltate da qui l’album Chanson https://www.youtube.com/watch?v=cthTdpxL9DE&list=PL6koST9s5SKJful_C0QCaSoGlwtvRlfeR dove c’è anche La vie en Rose in Italiano!

Entusiasmo totale.
In ogni brano si sente subito la necessità di sperimentare e creare qualcosa di originale del complesso repertorio francese considerato “intoccabile”, la sua visione è cristallina, ed è oltre. La sua voce ha un tono caldo, vellutato, che avvolge e seduce. In questo album prende le conosciutissime Chansons e le riadatta in italiano, quando possibile, conosce i limiti…e le colora con arrangiamenti coraggiosi, creando atmosfere a volte calde, e sexy, a volte tenere & dolci, o semplicemente tristi, disperate a seconda del brano…mantenendo sempre una cifra personale, rispettando l’idea dell’autore…aggiungendo le sue linee vocali raffinate, che toccano senza aggredire: scelte che sanno essere misurate, senza mai risultare fuori luogo.

Per es. ascoltiamo Io che ho avuto solo te, https://www.youtube.com/watch?v=ALrYETT-0S0&list=PLjj38xHjOqqFxKmfEv07AWkXpa2KBP1J_ sentite la delicatezza, e la malinconia, ma anche la speranza ? Le parole sono pronunciate con attenzione e cura, con un amore che lei sa, c’è qualcosa che ha vissuto…e arriva in qualche modo dritto, direttamente a noi.
Pero’poi passa a brani come Vabene Così di Vasco Rossi e boom altro capitolo, altra lezione https://open.spotify.com/intl-it/album/19y56U9MhqJ8i4qjkP07ke?si=BJ7GJkzmSXeFNAFH_Zgp1A

Per non parlare della sua ironia, ascoltate questo brano Tre con nientepopodimenoché Rocco Papaleo https://www.youtube.com/watch?v=_IbwWY0GXAI&list=RD_IbwWY0GXAI&start_radio=1 quando si parla di divertentismo, uno deve essere adattabile…che meraviglia!

Inoltre, Chiara intreccia profondamente la sua identità artistica con la musica brasiliana, un legame che va oltre la semplice influ⁠enza stilistica e si radica in esperienze concrete e collaborazioni dirette. Dopo un lungo soggiorno a Rio de Janeiro e l’incontro con musicisti come Ana Carolina, la sua scrittura si apre alle armonie, ai ritmi e alle vibrazioni della bossa nova e della MPB, elementi che segnano in particolare l’album 7752 e ne definiscono l’estetica sonora. Ascoltiamo Simplesmente Aconteceu https://open.spotify.com/intl-it/track/144tgrSSoTJSudjxKJJjtw?si=618163920b14436a
Brani come Resta in duo con la voce da contralto indimenticabile di Ana Carolina, https://www.youtube.com/watch?v=UTsVdzlVJnc&list=RDUTsVdzlVJnc&start_radio=1 sono nati da incontri creativi con artisti eclettici, diventati colonne sonore di produzioni televisive iconiche in Brasile, evidenziano non solo un ascolto appassionato della musica carioca, ma una vera integrazione di linguaggi e culture nel suo lavoro compositivo.
Anche in album successivi, come Eclipse, canta in portoghese e incorpora ritmi e atmosfere tropicali, dimostrando che il Brasile non è un semplice riferimento, ma una componente viva e dinamica del suo percorso musicale internazionale.

Ascoltarla è come passeggiare di notte in una città cosmopolita: ogni brano porta con sé il profumo di culture intrecciate, di amori vissuti e di nostalgie che diventano musica. In Chiara Civello convivono la canzone italiana, francese, brasileira…la libertà. Col sottile filo rosso del Jazz che porta ricerca, collegamenti e che infine unisce in un equilibrio raro e prezioso.

Vi lascio così consolare da questo brano tra i miei preferiti…
In Questi Giorni https://www.youtube.com/watch?v=FGEoyMLCGvA&list=PLaVctNLpRzKrcardJn5QcD8HGd48osDGn&index=9 versi sempre contemporanei.


Discografia (album in studio)
2005 – Last Quarter Moon
2007 – The Space Between https://www.youtube.com/watch?v=U5QAgjfkzFk&list=PLnT0Mxrgv_o8cEeaGHfJaEd1H-8TzPbVB
2010 – 7752 (con ristampa deluxe nel 2011) https://www.youtube.com/watch?v=cPCIB9pwuxg&list=PLvxWibFr0wiI3XfGLjdNPTXw4VGdtA_4J
2012 – Al posto del mondo https://www.youtube.com/watch?v=dupK42SLXyA&list=RDdupK42SLXyA&start_radio=1
2014 – Canzoni https://www.youtube.com/watch?v=ALrYETT-0S0&list=PLjj38xHjOqqFxKmfEv07AWkXpa2KBP1J_
2017 – Eclipse https://www.youtube.com/watch?v=rvhMDUivwvg&list=RDrvhMDUivwvg&start_radio=1
2021 – Chansons: Chiara Civello Sings International French Standards

ALTRE INFO

Website https://chiaracivello.com/it/

Youtube https://www.youtube.com/channel/UCpAI5dqhimvbWWMMjIBB6MQ

Spotify https://open.spotify.com/intl-it/artist/4VuNR8HAQnrn90WIOWowtk

Bio https://it.wikipedia.org/wiki/Chiara_Civello

Valentina Ranalli, il Jazz risplende come Seta

Valentina Ranalli è una cantante jazz, con sprintosa energia e anima elegante. Un’autrice e performer italiana degna di nota, anche lei figlia del sole di Napoli. Ha studiato canto, pianoforte e teoria musicale fin da bambina, attraversando vari generi come il canto lirico, il gospel e il Jazz.
Ha conseguito un Master in Jazz presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma e da oltre un decennio calca i palchi italiani, partecipando perfino a programmi TV come The Voice e numerosi festival jazz prestigiosi .
Versatile come una brava professionista deve essere, canta in inglese, italiano, napoletano, francese e portoghese, quindi abbraccia il repertorio anche bossa e samba, e popolare francese, con una tecnica solida e una interpretazione personale ed espressiva, evidente nelle transizioni tra Jazz e bossa tradizionali e in favolosi nuovi progetti come Cantare Pieranunzi, di cui parleremo meglio dopo.

La voce di Ranalli si distingue per essere un soprano molto chiaro, dalla tonalità limpida e graffiata; nel suo canto ascoltiamo un uso sapiente dei silenzi e delle pause, ogni respiro ha un significato. Esso si basa su una forte dinamicità narrativa; ogni parola è pesata e espressa per quello che sente, con dolcezza e se serve energia frizzante, si nota per es. qui frasi che oscillano tra il sussurro emotivo e una vocalità che carezza seppur graffiando, ascoltiamo You Know https://open.spotify.com/intl-it/artist/2ESQP8n7proCRJRgAxzhzK e per quanto riguarda l’improvvisazione, Valentina non si tira indietro e gioca ad armi pari col pianoforte in duo in questa When I think of you https://open.spotify.com/intl-it/track/0WYtm3kay5GdsWa2un5DhT?si=9abbe9d6a2b74d9c dove ascoltiamo ottimo controllo dell’intonazione, un buon fiato e suoni limpidi, in uno scat coerente. Poi si esprime liberamente in una improvvisazione divertente nella mitica Bluesette dall’album Oversea https://www.youtube.com/watch? v=joNO8fr3Tp0&list=RDjoNO8fr3Tp0&start_radio=1
sentiamo questa ottima capacità di fluttuare tra ottave con delicatezza e morbidezza. E nelle ballad come “Seta” https://www.youtube.com/watch?v=vw8i_0xKUNM&list=RDvw8i_0xKUNM&start_radio=1 che emerge una anima delicata e quasi riservata, intima. Proprio tutto il progetto emerge come un concept-album poetico che intende offrire un riparo gentile in un mondo spesso freddo e disincantato. L’album è pensato come una carezza, un dipinto impressionista sonoro, fatto di atmosfere rarefatte, e Valentina con il suon controllo vocale usa alternativamente una voce leggera, calda e acuti ben strutturati, belting deciso, note rauche e sporche a far risaltare tristezze, malinconie e nostalgiche melodie delicate e raffinate.
Parlando della qualità dell’album, suonato con interazione armoniosa tra voce, pianoforte, contrabbasso e batteria, è unanimemente apprezzata. Il disco risulta immediatamente godibile, elegante e convincente nella sua delicatezza sonora in contrasto netto con lavori come Cantare Pieranunzi dove ha esplorato sonorità del dialetto, con arrangiamenti complessi nella loro architettura, si sente la mano di Pieranunzi, con una vocalità che si esprime in modi diversi,a volte candida, a volta è decisa, forte, con note quasi “frenetiche” come in Persona ascoltate qui https://open.spotify.com/intl-it/track/3qb61QH8CAxYLaBJiUpZJL o in brani molto contemporanei che strizzano l’occhio a sonorità elettroniche della fusion, quasi, per es. ascoltate As never before https://www.youtube.com/watch?v=kQeqcaYHb2Q&list=RDkQeqcaYHb2Q&start_radio=1

Valentina Ranalli è una figura che si distingue nel jazz italiano contemporaneo che merita un ascolto attento e non va sottovalutata! Lei combina una tecnica vocale raffinata, sensibilità interpretativa e originalità compositiva; è coraggiosa.
Poi, Seta rappresenta un lavoro intenso, di una delicatezza rara, difficile da incontrare per radio o nel bidone di Sanremo, e se volete ascoltare qualcosa di veramente diverso vocalmente, vi consiglio davvero di ascoltare Valentina, una cantante, una artista capace di toccare l’ascoltatore attraverso atmosfere sognanti e un pathos che resta elegante, discreto. Il suo percorso, fatto di studio, contaminazioni stilistiche e collaborazione con artisti così diversi, mostra una crescita creativa e uno spirito sempre curioso e profondo.

Discografia

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Immagini dell’artista Valentina Ranalli pubblicate a fini editoriali e informativi.
Tutti i diritti restano di proprietà dell’artista.

Roberta Gambarini: la Divina

Immagine dell’artista Roberta Gambarini pubblicata a fini editoriali e informativi.
Tutti i diritti restano di proprietà dell’artista.

Roberta Gambarini torinese di origine, è una delle voci jazz italiane più celebrate sulla scena internazionale. Lei è sicuramente una delle voci che mi ha emozionato, colpita e affondata da subito. E mi è capitato di incontrarla una volta a NY al Blue note, eravamo in bagno, volevo inchinarmi ma mi sa che era fuori luogo…e con la coda fra le gambe, tutta rossa in viso sono uscita senza nemmeno dire, guarda sono una tua fan, firmami qualsiasi cosa. Ma torniamo alla sua bio, così vi spiego meglio.
Cresciuta con la passione per il jazz trasmessa dal padre sassofonista, ha iniziato con clarinetto e pianoforte prima di trovare la propria via come cantante. All’età di 17 anni si esibiva già nei club del Nord Italia, mentre a 18 si trasferisce a Milano, dove lavora in radio e TV e incide i suoi primi brani a partire dal 1986.

Roberta quindi cresciuta in un ambiente musicale molto frizzante…per dare una idea, alla sera ascoltava e imparava il linguaggio jazz nei locali torinesi…e quindi l’ambiente del Live l’ha “educata”ecco, sin dall’infanzia. Mentre io ascoltavo cartoni animati,Mina e Beethoven, lei assorbiva le atmosfere di Duke Ellington, i giochi improvvisativi di Ella, il calore di Billie e l’estrosità dei famosi performer jazz della scena dell’epoca…e poi…chissà che altro…main stream,traditional, free jazz… Insomma la nostra lady del Jazz sviluppa un vocabolario musicale proprio mentre sviluppa la “parola parlata”.
Ecco ascoltiamo questa sua versione di Satin Doll: si lo so, sempre sti’ classici, ma no! Sentite come la fa lei, poi mi scrivete nei commenti eh! https://www.youtube.com/watch?v=299li9mGq9A&list=RDEMfzVeOPnrmAjRfVAXeNvnuQ&index=2

E allora raccontiamola questa voce. Questo già acclamato presso le riviste più importanti di Europa e americane “Pure, clear soprano voice”!

Aprite il link, e poi leggete…
Titolo: Impronte https://www.youtube.com/watch?v=eL_odB9UcAA&list=RDeL_odB9UcAA&start_radio=1
La sua voce è limpida, precisa, calda, sofisticata e duttile: sa muoversi tra swing e ballad con un controllo assoluto, mantenendo sempre un’emozione sincera, senza esagerare con i tecnicismi, risultando spontanea , naturale…c’è dolcezza nelle ballad, come energia nei pezzi med.and fast swing. E poi, parlando di Scat e improvvisazione, Roberta è proprio una scattista prodigiosa: la sua abilità nello scat è comparata a quella di Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan, grazie a improvvisazioni agili, eleganti e tecnicamente eccelse. Le note sono necessarie per esprimere il suo pensiero che come dice lei ormai ” non è nemmeno troppo ragionato”,ma collegato al cuore che in automatico ricama improvvisazioni musicali per poter raccontare nota per nota, la sua storia e la sua idea, il suo vissuto tramite quella melodia, del brano in questione, per esempio: ascoltate qui dal vivo, questo scat e gli scambi con il sax in Centerpiece https://www.youtube.com/watch? v=k6hrxoXbNV4&list=RDk6hrxoXbNV4&start_radio=1

In lei si sente l’eredità delle grandi maestre — da Betty Carter alla McRae— ma anche la forza di una personalità autonoma, che porta la sua identità italiana dentro un linguaggio universale.
Ascoltiamo questo brano Moody’s Groove  https://www.youtube.com/watch?v=aa0VRw5s28Q dove trova posto anche nelle parti dei fiati. Perchè quando la voce la controlli puoi fare tutto, fiati, canto, batteria, tutt’cos’!

Una cantante con un fraseggio così nitido e con tale intensità espressiva nel 1998 trova spazio e ottiene una borsa di studio presso il New England Conservatory di Boston. Due settimane dopo, si classifica al terzo posto nel prestigioso Thelonious Monk International Jazz Vocal Competition: è l’inizio di una carriera che la porterà a New York, dove collabora con giganti del jazz come Benny Carter (mentore), James Moody, Dizzy Gillespie All Star Big Band, e molti altri.

Roberta poi, Sa padroneggiare anche il vocalese, adattando frasi strumentali complesse, ad esempio in “On the Sunny Side of the Street” https://open.spotify.com/intl-it/artist/5tW1LNzRtpzKpzTK7HAWTS
o “Little Rootie Tootie”, le sue performance includono veri e propri duetti scat anche con James Moody — una vera danza vocale fra tromba e voce. Intervista che lo racconta https://www.youtube.com/watch?v=puT6LYHKD_I …Ma la tenerezza e gentilezza del tono parlato?!

Se parliamo di album vi consiglio iniziate dall’album Easy to Love (2006), candidato al Grammy come “Best Jazz Vocal Album”.
Poi procedete con You Are There (2007) con Hank Jones, registrato in un’unica sessione “live” e apprezzato dalla critica per intimità e spontaneità.
Nel 2009 pubblica So in Love, anch’esso candidato al Grammy.

Poi vi consiglio questa perla in italiano, album intitolato Under the Italian Skyhttps://www.youtube.com/watch?v=d3rWPzMHKhA&list=PL9ryL-qge_QuFScw6fF_aJbz_JLoggcBW su spotify qui https://open.spotify.com/intl-it/album/5SxQviRKSPWbCJwgTGf737
e per voi cantanti, così si pronuncia l’italiano quando vuoi mantenere delicatezza ed energia dello swing, senza urlare.

Infine, vi consiglio di ascoltare qualche live su Youtube per vedere come gestisce il palco con elegante e giocosa presenza tanto si è esibita nei maggiori teatri e festival mondiali — dal Lincoln Center, al Kennedy Center, fino al Monterey Jazz Festival — accanto a leggende come Herbie Hancock, Ron Carter, Toots Thielemans, Jimmy Heath e altri.


Immagine dell’artista Roberta Gambarini pubblicata a fini editoriali e informativi.
Tutti i diritti restano di proprietà dell’artista.

Altre info

Website https://www.youtube.com/@RobertaGambariniOfficial

Youtube channel https://www.youtube.com/@RobertaGambariniOfficial

Spotify https://open.spotify.com/intl-it/artist/5tW1LNzRtpzKpzTK7HAWTS

Video intervista interessante https://www.youtube.com/watch?v=ns4ZYmVfYyo

Chiara Izzi, dal Molise a NY, sentimenti in scat

Chiara Izzi originaria del Molise, è una di quelle voci italiane che si sono fatte conoscere per talento naturale e studio costante, e un’attitudine alla sperimentazione musicale libera e creativa anche oltre Oceano.
Ho trovato articoli su numerose riviste italiane ma anche newyorkesi come All About Jazz, Jazz Times! E devo dire, sono contenta. Significa che le nuove generazioni italiane meritano, non sono nicchia, non le vedo solo io…eh eh…anzi sono in giro e… si fanno ricordare!Fanno parlare di sè!
La sua voce mi colpisce perchè evoca solarità, brio e dolcezza …con quei colori solari e accesi dei paesaggi della”mitica”East Coast italiana in cui Chiara affonda le radici.

A prima vista noto che nei suoi album troviamo brani in più lingue – italiano, inglese, spagnolo – e non solo, c’è anche molto Scat!
Chiara Izzi, ha iniziato la sua carriera musicale studiando pianoforte classico per quasi un decennio prima di rivolgersi al Jazz intorno ai 17 anni, di cui si è innamorata piano piano, grazie anche alla formazione presso la Thelonious Monk School e proseguendo poi in America.
Il suo talento è stato premiato nel 2011 quando ha vinto il prestigioso Montreux Jazz Festival Voice Competition, sotto gli occhi di niente di meno che...Quincy Jones che le consigliò di trasferirsi negli Stati Uniti — consiglio che lei seguirà poco dopo, entrando a far parte della vivace scena Jazz di New York.

Mentre io mi rendevo conto che registrare per me era un’utopia, la bella Chiara realizza senza troppe difficoltà il suo primo album da leader, Motifs (2013, Dot Time Records), https://open.spotify.com/intl-it/album/4Ru05y3EVRgWzyRMkVEjMS?si=4-ZzcxSORzS0qE8z9oyAKQ :
un brillante debutto che spazia tra American e Brazilian Songbooks, dove abbiamo esempi di ottimo swing, vocalese, con momenti divertenti di Scat e improvvisazione, per es. ascoltate It had to be you oppure andate su Cantabile https://www.youtube.com/watch?v=qjZ8Qry6lhs ci regala dei morbidi Funky che vale la pena ascoltare subito.
Chiara ama anche la canzone italiana e passa con naturalezza dai nostri classici, ed è molto divertente questa versione de Il pescatore– live-

https://www.youtube.com/watch?v=tj-IaWlfhk0

a brani come El Caceralzo, un canto di protesta e dissenso (NDR il titolo di riferimento ) portato a mia conoscenza da Javier Girotto (famoso sassofonista compositore argentino) e dove Chiara ha adattato un testo https://www.youtube.com/watch?v=M4PfdDdOxj0&list=RDM4PfdDdOxj0&start_radio=1 brano che intriga già all’inizio con questo scat in duo col basso.

Nel 2019 con Kevin Hays al piano ha pubblicato Across the Sea, ascoltate il brano omonimo https://www.youtube.com/watch?v=3HlBhUX4HDw&list=RD3HlBhUX4HDw&start_radio=1 notate come con la band disegna trame musicali notevoli, attingendo dal funk e dalla bossa allo swing ecc. Ottimo Interplay no?


La sua cifr nel tempo si fa più matura: ogni nota racconta un viaggio, ogni frase è tessuta con cura, come se raccontasse storie antiche con parole nuove. Un po’ come quello che succede nel famoso Live in Bremen del 2022, un raffinato progetto (my favorite!) per sola voce e pianoforte con Andrea Rea, e per cui vi consiglio di iniziare ascoltando questo brano di notevole intensità emotiva Miradas https://www.youtube.com/watch?v=hneNLX3ii8I&list=OLAK5uy_mcZqHHLuxsb0HtYY4oiX1xTMm6ga6RA1s&index=2

E poi ? Boom ecco che mi stupisce ancora: Ponciana ! Si quella che conoscete in versione strumentale,bravi!!
Ora, è difficile trovarla in repertori di cantanti, Chiara da un’ottima prova di creatività e improvvisazione ritmica https://www.youtube.com/watch?v=XCdg9G3bH5w in duo con Andrea Rea.
Il suo scat non è una corsa di note, ma sospiri e suoni che si sposano con chi accompagna, e si fonde suggellando l’emozione del momento, permettendo a noi di viaggiare in un paesaggio lontano.

Ma noto che continua questa ricerca di brani “difficilmente cantati” anche con questa perla, la Pavane di Faurè che tutti abbiamo amato anche nella versione di Bill Evans, qui intitolata Pavane for Peaceful Time https://www.youtube.com/watch?v=SksGHNo3ZDs&list=OLAK5uy_mcZqHHLuxsb0HtYY4oiX1xTMm6ga6RA1s&index=4

Segnalo anche queste ballate di una dolcezza unica, che arrivano con un tocco così delicato da commuovere Circles of mind (feat. Nir Felder) https://www.youtube.com/watch?v=mCXaWi5huho&list=RDmCXaWi5huho&start_radio=1
o la splendida Samba in Preludio che cantava la Vanoni https://www.youtube.com/watch?v=IudggIrjohk&list=OLAK5uy_mcZqHHLuxsb0HtYY4oiX1xTMm6ga6RA1s&index=5 e qui tocchiamo picchi esagerati …e si…..capisco: Sono una barca e mare non ho…

Ascoltarla è camminare tra la nostalgia e la bellezza; Se l’ascolterete bene, sentirete una giovane ragazza che racconta il suo viaggio: tenendo strette le sue radici e guardando al presente dall’altra parte del mondo. Ci racconta con la sua innata creatività, la sua storia, sa evocare quei paesaggi a volte bruschi e a volte dolci dell’Adriatico…fino a quel mondo “esagerato”, quasi esplosivo che è l’America, e dove inseguire armonie e dedicarsi alla musica, buttarsi in situazioni che sembrano a volte più grandi di noi ci fanno scoprire qualità impensate, quel funky che ci fa scattare, e attraversare confini, vivere con frizzanti colori e nuovi sogni sempre più grandi.

Quindi preparate un buon bianco frizzantello e…
Buon ascolto ma soprattutto Buon Divertimento!

Altre Info

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Spotify https://open.spotify.com/intl-it/artist/4VuNR8HAQnrn90WIOWowtk

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Feathers: il volo leggero di Simona De Rosa & the Confusion Project

Pubblicato nel marzo 2025,edizioni Waves, “Feathers” segna un nuovo capitolo nella carriera internazionale di Simona De Rosa.

Simona qui attraversa mondi. In collaborazione con il trio polacco  Confusion Project  (Michał Ciesielski, pianoforte, Piotr Gierszewski, basso e Adam Golicki, batteria) si presenta affiatato: la sezione ritmica segue Simona con attenzione millimetrica, reagendo a ogni suo respiro, a ogni minima variazione timbrica o dinamica. Si percepisce un’intesa profonda, costruita nel tempo, come se ognuno sapesse di non poter esistere senza l’altro.

Il disco apre con “ Journey” un brano in costante evoluzione ritmica, che gioca sul contrasto tra il 6/8 e il 9/8, creando una tensione dinamica e irregolare che ci ricorda che quello che andremo ad affrontare sarà proprio un viaggio: energico, variopinto e intenso. Brano reso ancora più interessante grazie alle decisive collaborazioni del flauto di Valentina Bellanova  e  dell’infuocato violino di Aleksandra Denga.

Si prosegue con una profonda ma allegra dedica alla mamma, “Como Es, in effetti un gioioso latin jazz ballabile ma senza sorvolare però sul senso delle parole, in spagnolo, che recitano  “Mi piacerebbe prestarti i miei occhi affinché tu possa vedere come ti vedo io. Sei la luce che incanta il mio cuore.” 

Guardando al cielo, si passa a “My Guiding Star” pregevole intermezzo corale, diciamo così, dovuto alla forte ed intesa presenza del coro le  Bulgarian Voices Berlin che aprono il brano e accompagnano Simona in un incalzante performance che ci prepara a quello che verrà dopo…riflessione e preghiera.

“ Argeay Ya Alf  Laila” eseguito assieme al musicista tunisino Ziad Trabelsi ed il suo oud (un tipo di liuto), brano di tradizione araba/mediorientale inizia impreziosito con una poesia di Ibn Arabi che silenziosamente e con raccoglimento ci racconta di un altro mondo. 

Ed è qui che scopriamo piccole perle, “Alf Laila”, è proprio ispirata da “Le mille e una notte”non a caso gli scenari di steppe e deserti, stelle e luce lunare si aprono all’ascolto.. ci teniamo a sottolineare che questo brano è stato imparato grazie alla cantante Abeer Nehme,( soprannominata la voce delle civiltà, perché riesce a unire Oriente e Occidente nella sua musica, talento che Simona incontra a Boston durante il Global Musician Workshop nel 2024.)

Segue “Simoneranza” un vero e proprio biglietto da visita tra scat e melodie ricamate in velocità, con variazioni ritmiche e armoniche in un crescendo di effervescente espressione creativa , offre la possibilità di capire come  l’artista abbia negli anni ampliato sempre di più il suo linguaggio vocale, facendo tesoro di anni di confronto con persone e culture diverse.

Si giunge così ad un momento di calma, con un brano che profuma di standard anni 50, “Autumn in Beijing” – una ballad nostalgica, figlia del periodo in cui l’artista ha vissuto in Cina tra insegnamento e concerti.

Arriviamo verso la fine, il volo di“Golden Eagle”,  ci apre a sonorità che incorniciano un orizzonte che sa di infinito. Uno splendido omaggio scritto da Simona, su una melodia tradizionale cinese, canzone riadattata a simboleggiare la libertà e la tolleranza. Un simbolo di forza interiore, un invito a guardare la vita con il cuore e la mente aperti. Si ispira all’aquila del Kazakistan e al volo del più famoso, almeno per noi, Gabbiano di Jonathan Livingston: entrambe sono immagini di resilienza e coraggio. È una canzone che, un po’ come il senso stesso dell’album, parla di superare i confini, di accogliere l’ignoto e di lasciarsi trasformare dal viaggio stesso.

Le contaminazioni orientali ci accompagnano alla chiusura del disco.

Insieme alla cantautrice kazaka, voce intensa e penetrante, Nasiafromasia, Simona sperimenta una rielaborazione di un brano della tradizione kazaka “Akhai Kerim”. Tutti questi suoni assieme creano paesaggi non solo sonori ma veri e proprio sogni di una natura accogliente, di umanità pacifica…ampi spazi che sanno di infinito, legami tra le voci che si rincorrono che ci riportano ad una realtà che ha del sacro, che parla di eternità e armonia.
Ogni brano vive di vita propria, con un’identità precisa e indipendente. “Feathers” è, appunto, come un insieme di piume: leggere, variegate, capaci di sfiorare l’ascoltatore con naturalezza e poi volare via, lasciandoci una sensazione di meraviglia sospesa.

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La geometria del cosmo e dell’amore di Mirall

Nella sua biografia, Mirall (Greta Ciurlante) emerge non solo come cantautrice, ma come interprete formata da un solido background Jazz‑soul.
E ora naviga una sorta di pop sperimentale, elettronico, con influenze varie, dal funk, al soul, rock, c’è praticamente tutto perché legato alla sua personalità travolgente, libera e sfacciata.
Nata a Pisa nel 1990, figlia d’arte ( suo padre, in arte Acciuga, faceva parte del trio comico “Gli Specchio”, attivo negli anni ’80–’90 su Rai e Mediaset), ha respirato musica fin dai tre anni, iniziando a calcare i palchi locali già in adolescenza insieme al padre, una predisposizione naturale che si è evoluta in studio formale al fianco di Michela Lombardi (trovate una recensione che la riguarda su questo blog) e in workshop – con figure di spicco del canto specializzati – ( come Roberta Gambarini, Deborah Davis, Kevin Mahogany e Rodney Bradley) e approfondimenti di tecniche vocali come Voicecraft, VMS, Vocal Power: e di sente! Sui social trovate dei solo-piano e voce- che fanno capire di che parlo in termini di controllo vocale.
Parallelamente ha conseguito una laurea in Lingue e Letterature Straniere, un percorso che arricchisce la sua scrittura e l’immaginario dei testi.
Collaborazioni rilevanti con i Q‑proj (Vince Bramanti, Andrea Cozzani, Dario Carli) per l’album New Breeze, con la partecipazione di Efrain Toro.
E con la big‑band White Orcs — quest’ultima la porta sul palco con Tony Momrelle degli Incognito.
Ha collaborato poi a vari progetti Jazz con Piero Frassi, Gabriele Evangelista e Bernardo Guerra, in particolare per l’album Mirall Circles (2018). I
nfine ha affiancato impegni tv (Vocalist in trasmissioni come 20 anni che siamo italiani (Rai 1), All Together Now, e corista nell’album Replay di Raffaella Carrà (CHEE?!?) nel 2013 – e riconoscimenti (Area Sanremo, Premio TIM, Festival di Castrocaro)=(pure?!?!) raccontano un’artista che unisce passione innata, formazione consapevole e talento riconosciuto.
E ancora, nel 2019 pubblica i singoli in italiano Un Chicco di Caffè , che offre con ironia una storia in cui ritrovarsi a ridere di sè stessi, “ovviamente”accompagnata da un divertente ritmo reggae per dimenticare parole fastidiose e delusioni sentimentali e varie ed eventuali “sono solo parole unite da sè/ legate dal sole, che senso vuoi trovare quando senso non c’è …parole che vivono di vita breve quanto un chicco di caffè…https://www.youtube.com/watch?v=OOBIQQZbhnY
Nel 2020 è tra i vincitori di Area Sanremo, conquistando il premio TIM come miglior videoclip con il brano Padre Nostro https://www.youtube.com/watch?v=05gzaTVvwSQ&list=RD05gzaTVvwSQ&start_radio=1

Screenshot di un contenuto pubblicato su radio airplay e dal sito della stessa Mirall
Tutti i diritti appartengono al legittimo titolare.

Con La geometria del cosmo e dell’amore, la cantautrice firma un’opera prima che ha il sapore di un percorso compiuto e consapevole.
Già i titoli evocano mondi contrastanti: da La geometria del cosmo e dell’amore https://www.youtube.com/watch?v=EuC9UcxsvEQ -commovente questo arrangiamento a sostenere la sua voce così decisa, limpida, calda.. forte -è la canzone che titola l’album, La geometria del cosmo …fino alla corrosiva Mi sono rotta i coglioni, fino a Ti ho disegnato addosso un mondo che non c’è, e la esplosiva Rien ne va plus https://www.youtube.com/watch?v=q6yLTkpI4ms
È un viaggio tra introspezione e ribellione, in cui la voce di Mirall diventa strumento narrativo, capace di delicatezza e graffio, leggerezza e gravità.

Ma andiamo avanti.

Ascoltiamo meglio qualche brano che mi ha preso particolarmente, una dolce ballad dagli echi jazz – Ti ho disegnato addosso un mondo che non c’èhttps://www.youtube.com/watch?v=HotQULsZqpY
Per me ha questa cadenza della pronuncia del testo molto groovosa, un suo personale stile di racconto che resta libero da caselle pop già sentite!
Poi questa scrittura diretta, pensata per parlare all’ascoltatore senza filtri, chiara, una poesia contemporanea.
Rende tutto l’ascolto un atto liberatorio!
Ciò che emerge è una personalità artistica autonoma, che ha metabolizzato l’eredità della formazione e delle collaborazioni per dar vita a un suono unico e riconoscibile, libero.

Due parole sul brano per me (MOTIVO PER CUI SCRIVO LA RECENSIONE!!) Una che titola un pezzo così ha tutta la mia venerazione.

Questo brano coglie con ironia e franchezza lo stato d’animo di disillusione verso le aspettative altrui: è fortemente liberatorio, da cantare a squarciagola in doccia o in macchina!

Nato come produzione indipendente, Mi sono rotta i coglioni https://www.youtube.com/watch? è scritto e composto da Mirall, che ha curato anche la produzione del brano insieme a Michele Lombardi: un musicista e produttore straordinario con cui ha realizzato l’intero disco. Anche la grafica dell’album è opera loro, frutto di un lavoro completamente autonomo e autoprodotto, senza etichetta.

Nel 2024 il brano è stato rilanciato in una nuova veste da Ibrida Records, che ha pubblicato un remix firmato da Righi&Dan, accompagnato da un videoclip che ne cattura l’immediatezza emotiva.

Curiosità: nella sua versione originale, il brano è diventato virale su TikTok, tanto da essere trasmesso anche da Radio Deejay per un periodo.

Oppure Aria https://www.youtube.com/watch?v=gOwW0-Ce9Ds questo tremore, nel raccontare una perdita..una mancanza, l’affanno che ti fa provare…e poi questa dolcezza, questi arrangiamenti che disegnano cornici di spazi infiniti e aurore, e cieli immensi…e poi l’intimità del tuo cuore che cerca risposte, modi per rassegnarsi “come luci in notti buie… e le stelle cadono senza far rumore …”

Una personalità particolare la nostra artista dal caschetto corvino. Finalmente qualcuno con una pensiero profondo, con sensibilità, voglia di divertire, di lasciarsi cullare nelle malinconie della vita, ma poi anche fare casino e reagire alle cose che non vanno, tutto questo è Mirall.

Infine, se volete ascoltare tutto, i suoi album sono disponibili sulle principali piattaforme streaming, come Spotify, Itunes, i vari social da Instagram a TIKTOK a Facebook ecc.
Insomma, il cantautorato femminile in Italia ha delle gemme da non perdere… e allora non ci resta che fare un buon segno della croce e dire “in nome del padre e del figlio dello spirito io can….NOI CANTIAMO !

Buon ascolto a tutti!

Tutti i diritti appartengono al leggittimo titolare.

ALTRE INFO

YOUTUBE https://www.youtube.com/@MIRALLOfficial

ITUNES https://music.apple.com/us/artist/mirall/1473489631

INSTAGRAM https://www.instagram.com/mirallseitu/#

SPOTIFY https://open.spotify.com/intl-it/artist/2uADbHKoxTeyEVZjg35rm0?si=ybr8cw-LQMWJwuNeH-imMw

FONTI https://notiziemusica.it/chi-e-greta-ciurlante-mirall/curiosita/ https://www.rockit.it/mirall/biografia

Joan Quille, le melodie di un fiore

Ho conosciuto questa interessante voce per caso in streaming su un programma podcast di Arimatea. E sono rimasta affascinata.
Joan Quille, all’anagrafe Annalisa Mazzolari, non la conoscete ancora forse, e non potete perdervela!
Questa giovane cantautrice bresciana, ha una voce calda dal timbro deciso. Ascoltate qui le atmosfere “liquide”e dolciastre in questa ballad intitolata Due https://open.spotify.com/intl-it/track/0gMmVqBBlHB2wvoX8lT6nV?si=58d65ece88a249c6 facile ritrovarsi nelle sue parole…

Rapita dal linguaggio poetico musicale sin dall’infanzia, si è dedicata sia allo studio del pianoforte che del canto, e poi approfondendo Jazz e Pop ha poi anche continuato lo “studio della Pensiero Umano” nei suoi studi universitari prendendo una laurea in Filosofia, e dando quindi maggiore nutrimento ai suoi racconti musicali.
Scopro con gioia che anche lei come me si è avventurata a vivere all’estero, questo famoso “estero che dà tante possibilità”, scoprendo nuove vocazioni, interessi e soprattutto portando tante novità nella sua musica.
Troverete dei live online con delle interessanti performance, come quella di Copenhagen o le cover su SoundCloud che per quanto alcune siano acerbe mostrano carattere– accompagnata da sola al pianoforte, https://www.youtube.com/watch?v=lmZnrlzf0Kk&list=RDlmZnrlzf0Kk&start_radio=1 > Copenaghen Live show
ecco vedrete qui quel carisma, quella magia, una voce autentica, discreta che crea una certa intimità, e non può non coinvolgervi.
Analizzando i brani ho notato che la sua musica presenta forti elementi narrativi, non sono testi costruiti con 4 frasi e due accordi, anzi,c’è ricerca, un approccio che attraversa sia il cantautorato che conosciamo, sia italiano che americano, che il rock, un po’ di blues-Jazz, fino a raccogliere le influenze della musica elettronica e pop.

Possiamo sentire questa varietà di influenze molto chiaramente sia nel suo album del 2019 –Joan Quille, sia nelle performance Live su Soundcloud, (ho sentito una Fever niente male) ma andiamo con calma.
Ecco a voi il biglietto da visita, la sua “presentazione”, il brano che si chiama Joan Quille che titola l’album è un manifesto, in un certo senso.Ci spiega la sua “filosofia” un suo bisogno, che poi è collettivo: dove dice, “Cerco un posto dove riposare,dove sentirmi sicura” https://youtu.be/XSbMkXan-SY Che sia la musica questo posto? Un paesaggio di giunchiglie dopo l’inverno…un’ immagine di pace. E io aggiungo, desiderio comune… considerando la situazione tragica femminile di questi ultimi anni…Joan canta un desiderio quotidiano di tutte noi. Credo sia una canzone che possa fare da monito…ascoltate con attenzione.

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Joan Quille emerge come una cantautrice moderna, con un linguaggio musicale che attraversa generi e generazioni. Ascoltate qui Via dal Vanto https://www.youtube.com/watch?v=FgzZOMn8ixI

Oltre al suo percorso artistico, insegna anche, condividendo con gli altri ciò che ha imparato e trasformando la sua esperienza in un’occasione di crescita collettiva. https://www.youtube.com/watch?v=bFpjf8nlI8Y  Interview Ep.3 – Women On A Soul Journey Glowing Up Excerpt https://www.youtube.com/shorts/u4eqqat6Ddw


Una proposta interessante nel panorama cantautorale italiano contemporaneo: fresca, colta e con una cifra personale che mescola sensibilità filosofica e musicale. Il suo repertorio merita attenzione, ideale per chi cerca una voce intima e autentica, graffiante ….capace di attraversare generi pur restando coerente nella narrazione e che soprattutt…o ha qualcosa da dire!

Buon ascolto!

ALTRE INFO

Spotify https://open.spotify.com/intl-it/artist/4ptKwmD6ONNsI4fW7oRHdI

Video https://joanquille.it/videos/

Website https://joanquille.it/

CANALE YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCHnmDXdj718qvhURbOP0blQ

Pubblica contenuti anche su SoundCloud, con cover (ad esempio “Peter Gabriel/Kate Bush – Don’t Give Up”), performance acustiche inedite e suoi brani originali https://soundcloud.com/annalisa-mazzolari

Shazam trovate in brani “È facile odiare il freddo”, “Via del vanto”, “Due”, “Le comete sono nere”, “Il sonno dell’emozione”, “Il tempo dell’amore”

Apple Music – Web Player I-Tunes, compaiono diversi suoi pezzi come “È facile odiare il freddo”, “Via del vanto”, “Due”, “Le comete sono nere”, “Il sonno dell’emozione” e “Il tempo dell’amore”


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Lo Screenshot in alto è parte di un contenuto pubblicato su Standout magazine
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Filomena Campus: il Jazz,un racconto di vita

Filomena Campus - Jazz Connects

 

Screenshot da JAZZ CONNECTS.COM in data 7anni fa-Tutti i diritti appartengono al legittimo titolare.

Filomena Campus, una voce artistica che fonde jazz, teatro e letteratura


Ci sono voci che non si limitano a cantare: raccontano, evocano, trasformano lo spazio intorno.
Filomena Campus è una di queste. Nata in Sardegna, ha portato la sua voce fino a Londra, facendola diventare ponte tra mondi e culture, tra improvvisazione jazz e poesia teatrale. La sua arte è un continuo movimento: una linea vocale che si piega, si frantuma e si ricompone, sempre pronta a sorprendere Filomena Campus non si accontenta di “interpretare” un brano: lo abita, lo veste di immagini, lo rende scena. Il pubblico non assiste soltanto a un concerto, ma a una vera esperienza teatrale, in cui ogni gesto è suono e ogni suono diventa gesto. Ascoltate che timbro particolare e che atmosfere colora la sua voce con questo arrangiamento qui in Jester of Jazz – Filomena Campus Quartet https://www.youtube.com/watch?v=qIEPS3-JiDo

Con la sua compagnia Theatralia, ha dato vita a un linguaggio unico, dove musica e parola si intrecciano. https://www.theatraliajazzfestival.com/ (ref. 2020)
Nei suoi progetti dedicati a Thelonious Monk, Campus mostra una capacità rara: quella di trasformare il jazz in narrazione collettiva, che accoglie chi ascolta e lo rende parte della storia.

Dal album sperimentale Scaramouche di cui consiglio un ascolto in raccoglimento (magari con un buon vino e una poltrona accanto al fuoco…)vi parlo di poche parole di questo brano Baltic Spellbound,dove atmosfere malinconiche suggeriscono paesaggi lontani, posti che tutti noi abbiamo incontrato una volta nella vita!

Ora, la sua è una voce versatile, possiamo ascoltarla da questo live in quartetto con Fresu alla tromba https://www.youtube.com/watch?v=vmBK0MXNRhs ecco notate come essa possa essere”avventurosa”, capace di passare dal sussurro al grido, dalla dolcezza più intima alla forza drammatica. In lei convivono il rigore della tecnica e la libertà del gioco improvvisativo, una combinazione che la rende una delle figure più affascinanti del jazz contemporaneo.

Una interessante intervista ci spiega il suo punto di vista https://www.youtube.com/watch?v=CaH2rE1yuV4 -Qui per il Concerto per la Giornata internazionale del Jazz a Londra.

Particolare esempio del folk che incontra il Jazz lo si ritrova qui, per esempio ascoltate questa performance del brano No Potho Reposare, un incontro tra Filomena Campus e il Coro nuorese “Sos canarjos” presso il Wolfsburg Theater – Wolfsburg (in Germania) nel lontano ormai 2 giugno 2012. Ascoltate Qui https://www.youtube.com/watch?v=UdaKjGmbl40

Filomena Campus infine ci ricorda che il jazz non è mai solo musica: è vita, teatro, libertà.
E ascoltarla è come ritrovarsi dentro una scena che cambia forma ad ogni battito, sospesa tra radici mediterranee e orizzonti infiniti!

Screenshot preso da 2righe.com in data : tre anni fa Tutti i diritti appartengono al legittimo titolare.

Website Biografia e info da wikipedia

Facebook https://www.facebook.com/filomena.campus/

Link diretti per ascoltarla

  1. SoundCloud – Filomena Campus Quartet
    🔗 soundcloud.com/campusfilomenaquartet
  2. Spotify – Filomena Campus
    🔗 open.spotify.com/artist/5NcLHgajYslH6TYaGkvZCg
  3. Apple Music – Album Jester Of Jazz
    🔗 music.apple.com/au/artist/campus-filomena-quartet/417608240
  4. Shazam – Filomena Campus
    🔗 shazam.com/artist/filomena-campus/106869717
  5. Sito ufficiale – Audio & Video
    🔗 filomenacampus.me
  6. Jazz London Radio – Playlist di Filomena
    🔗 jazzlondonradio.com/Filomena-Campus-playlist.html

Screenshot da LA NUOVA SARDEGNA in data 5 anni fa-Tutti i diritti appartengono al legittimo titolare.

Maja Mannila, un arcobaleno Soul-Jazz da Helsinki

Screenshot preso da PhillyJoes in data 1 anno fa-Tutti i diritti appartengono al legittimo titolare.

Tra le nuove leve del Jazz europeo, dalle lande del Nord, ecco che non posso non parlarvi di Maja Mannila scoperta quasi per caso, mi è sembrato di incontrare un “arcobaleno”, una “aurora boreale” che decide di fare soul. Partiamo da questa Seasons https://www.youtube.com/watch?v=3kw0zjgemwQ che titola l’Album con lo stesso nome, del 2023.
La sua voce da contralto ha una estensione pazzesca, ed è come una carezza che a un certo punto ti dà anche una spinta: calda, elastica, con quel sorriso che si sente anche a occhi chiusi. Non è la solita “cantante jazz finlandese”fredda che va chissà dove a creare atmosfere mistiche (che già suona come una creatura mitologica), ma un piccolo vulcano che mescola gospel, pop e R’n’B con la leggerezza di chi ti invita a ballare in cucina, mentre fuori piove a dirotto.

E allora voliamo con Daydreams https://www.youtube.com/watch?v=3ztmyGdMjnM&list=RD3ztmyGdMjnM&start_radio=1 che sa di cieli e nuvole che corrono con un vento di speranza…sentite che arrangiamento, i violini, gli archi sono un sogno..col basso che ha un suono così tiepido e…ciccioso!

E non poteva essere altrimenti, visto che Maja è cresciuta a Helsinki in una famiglia di musicisti: la mamma è cantante, violinista e direttrice d’orchestra, il papà polistrumentista e compositore. Insomma, in casa sua probabilmente si discuteva più di armonie che di bollette.
Nel 2018 ha fondato il Maja Mannila Trio con Johannes Granroth e Severi Sorjonen, e insieme hanno portato la loro musica in giro per mezza Europa e perfino in Giappone. Ha collaborato con artisti come Iiro Rantala, Frank McComb e Richard Spaven, dimostrando che la sua voce può stare accanto a chiunque… e brillare sempre. Ascoltiamo l’energia che ci travolge qui With You https://open.spotify.com/intl-it/track/4Nf62UKGVsXtV4eTVLuFww?si=29cdb711728945fd

Ha già due album all’attivo: Up & Down (2022), che è un po’ come salire e scendere da un’altalena senza mai stancarsi, e Seasons (2023) è più intimo e personale, con testi che sembrano pagine strappate da un diario segreto. La sua musica è un continuo viaggio tra jazz, soul e pop, con quel tocco di gospel che ti fa venire voglia di cantare a squarciagola. Ascoltiamo questa dal Live in Tokyo 5 Days in May https://www.youtube.com/watch?v=mqn5D2Kv6s8 pezzo che fa parte dell’Album Seasons.

Dal vivo dev’essere travolgente: già nei video si vede che non “interpreta” semplicemente, ma vive ogni nota con un’intensità che trascende. Fonte inesauribile di note ed emozioni. Una cantante che non ha paura di essere giocosa, ma che sa anche scendere in profondità quando serve.

Insomma: se non avete ancora ascoltato Maja Mannila, rischiate di perdervi un antidoto naturale contro le giornate storte.

>>>> DAL VIVO: IL 12 SETTEMBRE è a MILANO in Viale Emilio Alemagna, 14 Presso La CASCINA NASCOSTA qui info >
https://cascinanascosta.org/etn/jazz-night-jam-session-18/

Altre info

Instagram https://www.instagram.com/majamannila/

🎧 Streaming e download

Si tratta di uno screenshot preso online – Tutti i diritti appartengono al legittimo titolare.