
Camilla Battaglia è una improvvisatrice poi cantante e compositrice. Nata a Milano nel 1990. Cresciuta in una famiglia di musicisti — Battaglia &Ghiglioni —ovviamente ha sempre vissuto immersa nella musica di grande qualità fin da piccola. Dopo studi classici (tra filosofia e canto jazz alla Siena Jazz University) e un percorso formativo europeo (tra Rotterdam, Copenhagen, Berlino e Amsterdam), ha costruito un linguaggio vocale e compositivo molto personale, legato tanto all’improvvisazione quanto all’elettronica e alla scrittura sonora concettuale.
Ascoltando Joy Spring album del 2010, con Renato Sellani che ce l’ha “introdotta” sentiamo come Camilla fosse parecchio avanti rispetto a tante altre cantanti della sua età–qui mostra che le sue radice ben salde nello swing, dal vocalese allo scat del jazz tradizionale ascoltate Doodlin’ o Four o Satin Doll, qui per esempio https://open.spotify.com/intl-it/album/47fZBTzHUl0nMNAlde2ZtF e mostra controllo e idee chiare anche nelle interpretazioni delle ballads.
Poi man mano che matura cambia direzione e decide di andare verso la sperimentazione.
La sua voce pura, cristallina, mostra una tecnica solida e adatta alla sperimentazione, e si nutre di una ricerca costante. Si sentono echi delle grandi jazziste come Betty Carter, Ella e Sarah, ma anche Bjork e altre cantanti che hanno sperimentato tanto con la voce. Abbiamo splendidi runs, glissandi, fluidi cambi di registro, voce mista che non spinge, gusto per suoni puliti e colorazioni jazzistiche, acuti raggiunti con facilità e delicatezza, suoni puri, puliti con risonanze ricche, regalano un timbro che ha del magico.
Anche quando un effetto elettronico maschera il suono. Sembra dire”Ecco cosa si puo’fare con la voce” Forse si puo’ dire che lei e la sua musica è parte di quel contesto Jazz europeo, vicino ai dischi ECM, di sperimentazione vocale e sound design; questo la pone su un terreno affascinante e libero da paletti tradizionalisti che bloccano— e proprio questo è il nodo centrale da cui parto con questa recensione. Ascoltando ELEkTRA – Camilla Battaglia (Bandcamp) album del 2024, sento un lavoro ampio e concettuale. Camilla incontra un large ensemble. Il disco è una suite. Il tema è ispirato a 5 figure femminili archetipiche e alla narrativa filosofico-letteraria. Forse il suo lavoro più ambizioso dal punto di vista compositivo e narrativo. Le tracce Cassandra, Electra, I’m Nobody, Dead Butterfly raccontano questa esplorazione. Si passa da poliritmie eccitanti e modulazioni armoniche pericolose e sorprendenti.
Poi c’è Càlór, pubblicato nel febbraio del 2023 https://open.spotify.com/intl-it/album/3R9YdoKxZvgzH7nWw3znuD un esplosione! Ogni brano sembra effettivamente descrivere le parti del corpo richiamate nel titolo, o i 5 sensi… Sin dal primo brano Hear sei rapito, invaso da suoni e trascinato in un universo dove chiedersi dove sei sarà la costante. In Chest sembra sia il battersi la mano sul petto la base della idea… In Radice, si potrebbe immaginare una radice che lenta e silenziosa si espande nel ventre della terra alla ricerca di vita. Throat è Voce, è gola, e urlo. Sembrano proprio delle performance teatrali questi brani. Il suono è molto descrittivo.
Da quanto ho letto in una intervista, l’idea nasce nell’estate del 2021, durante un periodo di confronto con la scena musicale di Berlino, ambiente spesso associato a una ricerca sonora avanzata e fortemente concettuale. Il repertorio viene immaginato come un dialogo tra corpo e mente, ma più che un dialogo vissuto sembra una costruzione teorica: una riflessione sul rapporto tra dimensione fisica e percezione, tradotta in linguaggio musicale. L’intenzione è quella di raccontare e celebrare la complessità di questo equilibrio, sottolineandone la fragilità, ascoltate My body o How much a dollar cost.
Confrontandoci con un altro album ancora precedente Perpetual Possibility (2022) Perpetual Possibility – album su Apple Music , (ispirato dai Quattro Quartetti di T.S. Eliot) notiamo un’altra idea. Un progetto focalizzato sulla voce e sulle possibilità timbriche e improvvisative, con un approccio ancora più sperimentale.
i brani offerti in questo album esplorano traiettorie più sottili e astratte, spesso poco orientate al canto “melodico”.
La sua musica è tesa, complessa, progettata come architettura sonora: tessuti timbrici, densità concettuali, costruzione formale. In questo senso, appare più cerebrale che viscerale. Ma ecco che il suo linguaggio non crea distanze, se ascolti con attenzione. Ci stupisce l’intelligenza e il rigore delle idee, ma allo stesso tempo la sensazione è che l’emozione sia uno spazio attraversato in pieno e alla base di tutto: Testa e Cuore.
Battaglia è una figura forte nella scena jazz contemporanea italiana, dotata di una poetica molto personale e di una visione compositiva ambiziosa.
Allora, vi auguro un buon ascolto…ovviamente da ascoltare, un album per volta e … dopo i pasti!

Altri lavori degni di nota
Album in Studio
- FBAH (2023)
- Perpetual Possibility (2022)
- EMIT: Rotator Tenet (2018)
- Tomorrow – 2more Rows of Tomorrows (2016)
EP e Singoli
- Floruiscent (con Stefano Coppari, 2025)
- Can you see me? (I, II, III) (con Simone Graziano, 2024-2025)
- All is Always Now (2022)
- Exploration (2022)
- Dead Butterfly (2020)
Progetti Live e Suite
- ELEkTRA (Suite per ensemble)
- Arsa (Duo con Simone Graziano)
- Calór (Performance live)
- Perpetual Possibility Live (Solo per voce ed elettronica)
- Duo Matt Mitchell & Camilla Battaglia
MORE INFO
Band camp https://camillabattaglia.bandcamp.com/
Spotify Camilla Battaglia – artista su Spotify
Instagram https://www.instagram.com/camilla888/
